Cos’è Pandora

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Pandora. Rivista di teoria e politica

Semestrale
Autorizzazione Tribunale di Bologna: n. 8354 del 15/07/2014
ISSN: 2531-9787
(Informazioni e modulo per abbonamenti)

Direttore responsabile: Giovanni Dognini
Direttore di redazione: Giacomo Bottos (direttore@pandorarivista.it)
Segretario di redazione: Lorenzo Mesini (segretario-redazione@pandorarivista.it)

Comitato di Redazione: Giacomo Bottos, Domenico Cerabona, Enrico Cerrini, Federico D’Ambrosio, Raffaele Danna, Paolo Furia, Matteo Giordano, Lucio Gobbi, Lorenzo Mesini, Pietro Moroni, Stefano Pelloni, Stefano Poggi, Domenico Romano, Francesco Saccomanni, Davide Sardo, Angelo Turco, Roberto Volpe.

La rivista è edita dall’Associazione Pandora.
Impaginazione, stampa, distribuzione, promozione e abbonamenti sono a cura di Open Group Soc. coop.

La rivista è spedita in abbonamento postale. Ci si può abbonare compilando l’apposito modulo e seguendo le istruzioni.


Associazione Pandora

Registrata presso l’ufficio dell’Agenzia delle Entrate di Bologna
C.F. 91369100374

Presidente: Giacomo Bottos
Tesoriere: Lucio Gobbi


Pandora è una rivista, ma non solo.

È anche una rete di giovani, sparsi in tutta Italia, che condividono alcune idee riguardo alla politica e alla necessità di trovare nuove forme di elaborazione culturale e nuovi nessi di questa con la politica stessa.

La rivista sta al centro del progetto. Esce con cadenza indicativamente semestrale e ogni numero ha un tema specifico (numero uno: populismo e rappresentanza; numero due: potere; numero tre: città; numero quattro: élite). A un articolo di apertura scritto da una personalità rilevante del mondo intellettuale seguono contributi scritti da giovani studiosi, studenti o professionisti. Il criterio è quello di raccogliere persone che uniscano un interesse culturale o un percorso accademico all’attività politica. Anche dal punto di vista delle discipline, il tentativo è di adottare una pluralità di prospettive sullo stesso tema. L’analisi ha sempre come orizzonte la comprensione del presente.

Oltre ai numeri monografici della rivista, su questo sito escono frequentemente nuovi articoli su una varietà di temi, legati in vario modo ai nostri interessi di approfondimento.

Infine Pandora organizza iniziative in varie città d’Italia: presentazioni di libri, seminari, dibattiti, anche in collaborazione con altre associazioni.

Pandora è un progetto in divenire che nasce da un’esigenza e un bisogno condiviso, il bisogno di una politica di tipo diverso rispetto a quella a cui il presente ci ha abituato. Esigenza espressa dalla presentazione che compare all’inizio di ogni numero della rivista:

Per chi ha un’idea alta della politica il nostro tempo si presenta come una distesa di macerie. La fase di crisi e di transizione in cui viviamo non si è risolta per ora in una rinascita ma in una più profonda scissione e disgregazione. Al tempo stesso le residue risposte hanno l’estemporaneità del giorno per giorno, senza quel respiro che sarebbe necessario in questo momento.

Nell’orizzonte del presente non si prefigura per ora la prospettiva di un nuovo inizio. Se questo avvenisse assumendo la forma apparente di una cesura radicale, il rischio di ripetere errori passati sarebbe altissimo. Continueremmo a stare in quell’eterno presente che si ripete in cui siamo immersi ormai da molto tempo.

Occorre allora percorrere una via differente. Invece che esecrare, condannare od esultare, cercare di comprendere la realtà in cui siamo nella sua durezza. Soggiornare presso il negativo. Recuperare la profondità della teoria, dell’analisi per dare spessore, forza e durata all’azione. Questo vuol dire anche interrogarsi su noi stessi, recuperare un rapporto con la nostra storia e ripensarla. Strade più brevi non ne esistono. Vi sono certo molte vie apparenti che però si perdono nella nebbia. Anche queste devono essere esplorate, e comprese.

Pandora aprendo il vaso liberò numerosi mali nel mondo. Alle nostre spalle stanno mutamenti storici e decisioni che hanno reso assai più arduo intravedere la possibilità di trasformare il mondo. Solo dopo avere assunto nuovamente la fatica di comprendere ciò che è accaduto senza nascondersi dietro l’alibi della “complessità” potremo forse anche noi riaprire il vaso e attingerne l’ultimo dono, la Speranza.