La SPD ai tempi di Martin Schulz

Martin Schulz

La candidatura di Martin Schulz alle elezioni federali di questo settembre ha rimescolato le carte in gioco. Da quando ha annunciato la sua candidatura e Sigmar Gabriel si è dimesso sembra infatti che la SPD abbia già recuperato consensi, tornando a raggiungere il 30%, con Schulz che nei sondaggi di fine febbraio veniva dato in vantaggio su Angela Merkel di ben 11 punti (altro dato sensibile è la sua elezione a presidente del partito con il 100% delle preferenze). Questa situazione è molto particolare e merita di essere indagata ulteriormente, visto che la SPD appariva ormai rassegnata ad una sconfitta con Gabriel, mentre in questo momento pare possa addirittura mirare al sorpasso della CDU-CSU. Nonostante la SPD debba pubblicare il suo programma elettorale completo intorno a giugno 2017 è già possibile commentare questi risultati alla luce della più importante novità programmatica che Martin Schulz ha introdotto: smontare l’Agenda 2010.

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Indice dell’articolo

Pagina corrente: Introduzione

Pagina 2: Una carriera partita dal basso

Pagina 3: Rivedere l’agenda 2010: un passo importante ma non sufficiente


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E' laureato magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso l'Università di Bologna con una tesi su "Globalizzazione e varietà di capitalismo: processi di specializzazione istituzionale in Regno Unito e Germania". E' ricercatore tirocinante presso l'Osservatorio della Legalità gestito da Comune di Forlì e Università di Bologna.

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