Young European Socialists: al via il nuovo mandato

La YES (Young European Socialists), già European Community Organisation of Socialist Youth (ECOSY), è l’organizzazione europea che raggruppa federazioni giovanili dei vari partiti socialisti e socialdemocratici europei che aderiscono al Partito Socialista Europeo essendo di fatto, la federazione giovanile del Partito Socialista Europeo. L’autrice ha partecipato al congresso, che si è tenuto di recente, in qualità di Bureau Member e Capo Delegazione FGS, e ha scritto questo resoconto per Pandora.


Tra il 9 e il 12 aprile la cittadina di Winterthur, nel nord est della sempre ordinata e silenziosa Svizzera, è stata invasa dai delegati delle oltre 50 organizzazioni aderenti1 agli Young European Socialists (YES), radunati per rinnovare le cariche apicali dell’organizzazione, che si riuniscono nel Presidium: Presidente, Segretario Generale, Control Commission (commissione di garanzia) e i 10 Vicepresidenti. Il Presidium consiste essenzialmente nella segreteria dell’organizzazione europea, dove è il Presidente ad indicare l’indirizzo politico, diversamente da quanto accade solitamente in Italia, e a ciascun vicepresidente viene assegnata una delega, che si occuperà di sviluppare nel corso del suo mandato. In seguito alle ultime tornate elettorali, che hanno visto l’elezione di diversi giovani ai parlamenti nazionali e al PE, è stato inoltre deciso di creare un Parliamentary Network, con il compito di mettere a sistema i giovani socialisti eletti, il cui Chair siede nel Presidium senza diritto di voto.

Il rinnovo delle cariche ha portato all’elezione di Laura Slimani (già presidente del Mouvement jeunes socialistes, Francia) alla presidenza, Nina Zivanovic (SDY, giovani socialisti Serbia) come Segretario Generale, Elisa Selinummi (Finlandia) presidente della Control Commission e ad una ripartizione geografica dei vicepresidenti varia: si va dalla Turchia alla Svezia, passando per Irlanda, Germania, Portogallo, Austria, Slovenia, Danimarca, Bulgaria ed Estonia. Anche l’Italia ha eletto un rappresentante: Brando Benifei, parlamentare europeo PD, è stato infatti eletto Chair del Parliamentary Network.

Il Congresso non è stato privo di tensioni, ma l’esito finale delle discussioni, così come delle elezioni, ha visto vincere, e per fortuna, la volontà di rimanere uniti. Per fortuna perché gli Young European Socialists sono un’organizzazione vivace, animata da giovani determinati a far sentire la propria voce dentro un internazionalismo socialista che spesso appare stanco di se stesso, in parte ambiguo quando si tratta di approccio all’economia di mercato e che i giovani socialisti europei, convinti che il mondo sempre più connesso esiga un progetto internazionale sempre più unito, ambiscono invece a ravvivare, chiedendo di prendere posizioni più decise su alcuni temi. Certo il progetto del PSE è ambizioso, ma non per questo dev’essere vago. Bisogna ammettere che riunire in un’unica e condivisa posizione tutti i partiti socialisti/socialdemocratici d’Europa può essere talvolta un’impresa, perché nonostante l’internazionalismo sia parte integrante del DNA di ogni socialista degno di questo nome, quando si tratta di concrete politiche pubbliche è naturale che ciascun partito nazionale abbia una propria opinione, che può differenziarsi più o meno lievemente da quella degli altri, non perché richiami valori di fondo diversi, ma perché necessariamente influenzata dall’esperienza (e l’interesse) nazionale. E qui la geografia conta, così come la storia dei partiti nei vari paesi. Qui pesa il fatto che l’UE non sia una federazione politica e che quindi i parlamentari europei siano prima di tutto rappresentanti nazionali in sede all’UE.

È in questo senso che la giovanile del PSE rappresenta un speranza rilevante: qui si respira ad ogni incontro la volontà di giungere a posizioni comuni, scegliendo di concentrarsi su alcune ma ben definite, realmente discusse e poi condivise, piuttosto che affrontare molti argomenti in termini generici. Comrade non è solo un appellativo: c’è un sentimento reale di riconoscimento l’uno nell’altro. Su alcune battaglie, e penso alla lotta per la parità di genere sotto i principi del femminismo, a quella per i diritti civili della comunità LGBTQIA*, alle lunghe discussioni su come improntare l’economia in una direzione eco-sostenibile e, restando in temi socio-economici, alla lunga e importante battaglia per chiedere un impegno serio contro la disoccupazione giovanile, ecco che gli YES riescono a formulare posizioni comuni, spesso discusse animatamente e proprio per questo in conclusione più condivise, dunque sostenute con più enfasi. Da ultimo, la neo presidente Laura Slimani ha potuto inviare al Partito Socialista Europeo uno statement chiaro circa la posizione degli YES sulla gestione dei flussi migratori verso l’UE, chiedendo al Partito di insistere in sede europea affinché i Paesi del Mediterraneo non vengano lasciati soli e ci sia un impegno economico e politico forte di tutta l’UE per fermare le stragi nel Mediterraneo2.

La prima generazione nata sotto l’Europa unita è questa. È anche la prima ad aver iniziato a frequentare una giovanile avendo già un’associazione ombrello di stampo europeo e mondiale a cui fare riferimento: Laura Slimani ha iniziato il proprio percorso nella giovanile francese occupandosi di Rise up!, campagna dei giovani socialisti europei lanciata nel 2012. Al contempo l’enorme sfida della globalizzazione pende sul nostro futuro. L’affermazione e la difesa di una società più giusta, libera ed eguale in un mondo globalizzato non può prescindere da una forza politica transnazionale che ne protegga e sviluppi il valore intrinseco e che sappia farlo in modo coeso: ecco perché gli Young European Socialists meritano sempre più attenzione.


1 In Italia aderiscono agli YES la Federazione dei Giovani Socialisti (FGS) e i Giovani Democratici (GD).

23 anni. Vicesegretario nazionale della Federazione Giovani Socialisti. Dal 2013 lavora presso la Segreteria Tecnica del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, dove si occupa di Garanzia Giovani. È responsabile lavoro della Rete Universitaria Nazionale e studia presso Roma 3 nel corso di laurea magistrale in Studi Europei. Convinta federalista, segue i lavori degli YES dal 2011 e dal 2014 ne è Bureau Member.

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