Governabilità ed Italicum-(TRed)

Da TRed:

C’è un passaggio molto carino1 nella sentenza della Corte Costituzionale che ha eliminato il Porcellum. In questo passaggio la Corte parla delle coalizioni e del loro premio di maggioranza:

[Il premio di maggioranza], da un lato, sarebbe in contrasto con l’esigenza di assicurare la governabilità, in quanto incentiverebbe il raggiungimento di accordi tra le liste al solo fine di accedere al premio, senza scongiurare il rischio che, anche immediatamente dopo le elezioni, la coalizione beneficiaria del premio possa sciogliersi, o uno o più partiti che ne facevano parte escano dalla stessa[.]

Il centrosinistra, per vincere di un soffio nel 2006, ha dovuto imbarcare qualsiasi cosa, regalando seggi, e potere di vita o di morte sulla coalizione, a formazioni dal ridotto consenso elettorale.

Il centrodestra, pur stravincendo le elezioni del 2008, si mise sulla traiettoria che lo portò alla caduta nel 2011 quando un gruppo di parlamentari eletti sotto il simbolo “Il Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente” decise che Berlusconi non lo voleva più presidente.

L’Italicum mantiene un premio di maggioranza alla prima lista sopra il 40% o, in assenza, alla vincitrice di un ballottaggio. E ripete lo stesso errore.

Se tutto andasse secondi i piani del suo Segretario, il PD vincerebbe una maggioranza assoluta dei seggi della Camera in virtù di questa legge. E quindi cinque anni di Governo senza scossoni.

Certo, a meno che non vi siano trenta deputati, di una formazione politica che indipendentemente non avrebbe mai i voti per eleggerli, che vogliano sfruttare il proprio enorme peso contrattuale. In un partito dove l’unico collante è il desiderio di vincere e la lotta tra bande è all’ordine del giorno, è uno scenario così impossibile? A meno di non candidare solo renziani fiorentini della prima ora2.

Figuriamoci se vincesse il ballottaggio il listone di centrodestra!

Nel Porcellum, almeno, le proporzioni tra i contraenti delle coalizioni era decisa dai voti degli elettori; nell’Italicum saranno in larga parte determinate dai capolista decisi ben prima del voto. Sarà così facile sovradimensionare il peso delle componenti, come fece Veltroni regalando seggi all’interno delle liste del Pd ai radicali nel 2008 o come fece il Pdl coi finiani.

Il premio di lista all’Italicum non è nulla di nuovo: incentivi alla fusione pre-elettorale, da far scoppiare il giorno dopo per massimizzare il peso politico.

Il problema non è elettorale. Il problema è politico. Un partito che non parla di politica nemmeno con sé stesso, unito solo dal desiderio di rimanere al Governo, non ha bisogno di una legge elettorale.


  1. Che abbiamo già riportato qua
  2. Ma nemmeno, i renziani della prima ora hanno più volte litigato con Renzi. 

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