“L’acciaio in fumo. L’Ilva di Taranto dal 1945 a oggi” di Salvatore Romeo

Ilva Salvatore Romeo

Recensione a: Salvatore Romeo, L’acciaio in fumo. L’Ilva di Taranto dal 1945 a oggi. Una fabbrica e una città nella lunga parabola della siderurgia italiana, Roma, Donzelli Editore, pp. VI-298, 27 euro (scheda libro).


I media raccontano Taranto come una città schiacciata dalla propria storia industriale, sopraffatta dal centro siderurgico più grande d’Europa, capace di mutarne le sorti a proprio piacimento. Con il volume L’acciaio in fumo, lo storico Salvatore Romeo si pone l’obiettivo di decostruire questa narrazione facendo chiarezza sull’interazione tra città e stabilimento. Tale ricostruzione non può che avvenire tramite l’utilizzo di fonti scritte che comprendono atti, lettere, accordi, verbali, relazioni, etc., ricercate negli archivi di prefettura, consiglio comunale, ministeri, etc. Le fonti sono supportate dai dati essenziali per comprendere l’andamento dell’economia italiana e tarantina, in particolare quelli riferiti all’occupazione e alla produzione dell’acciaio.

Lo sforzo dell’autore genera un libro di storia atipico, che non si focalizza su un aspetto particolare della memoria tarantina, ma sceglie di affiancare la storia economica a quella ambientale, sociale e politica.

I sette capitoli in cui si divide il libro possono essere raggruppati in due filoni formati da tre capitoli e raccordati dal quarto: entusiasmo e contestazione. Il primo capitolo descrive la volontà di percorrere, nel primo dopoguerra, uno sviluppo diverso da quello della cantieristica navale. Il secondo analizza la necessità di garantire l’approvvigionamento di acciaio per il sistema economico italiano durante il boom economico e il terzo l’impatto iniziale della fabbrica sul territorio. Il quarto narra la decisione di raddoppiare lo stabilimento, mentre il quinto descrive il crollo del consumo dell’acciaio e la fallita ristrutturazione del settore da parte dell’azionista pubblico, principale causa della privatizzazione analizzata nel sesto capitolo. Il settimo conclude il volume con la crisi ambientale che ha determinato la fine della gestione della famiglia Riva.

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Indice dell’articolo

Pagina corrente: Il centro siderurgico più grande d’Europa,

Pagina 2: L’Ilva e l’entusiasmo

Pagina 3: L’Ilva e la contestazione


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Ha studiato Scienze Economiche all’Università di Pisa e all’Università di Graz e ha conseguito il dottorato in Economia Politica all'Università di Siena.

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