L’ala “filo-cinese” del Pci (1970-1980). Conflitti all’interno del partito e sulle pagine de “l’Unità”
- 24 Dicembre 2018

L’ala “filo-cinese” del Pci (1970-1980). Conflitti all’interno del partito e sulle pagine de “l’Unità”

Scritto da Clara Galzerano

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La disputa a colpi di penna sulle pagine de “l’Unità”

È così, che silenziosamente, all’interno del partito, si consuma una lotta tra un’ala definita filo-maoista, che indirettamente accusa di essere stata messa da parte, e il gruppo dirigente del partito. I segni di questo conflitto emergono sulle pagine de l’Unità nel 1979, in occasione del viaggio in Cina dei giornalisti Claudio Petruccioli[17] e Massimo Ghiara[18]. La loro esperienza anticipa quella di D’Alema, allora capo della Fgci, e la storica visita di Berlinguer in Cina, la quale segnerà la ripresa ufficiale dei rapporti tra i due partiti nell’aprile del 1980.

Su invito del Quotidiano del popolo, l’8 luglio 1979 Petruccioli e Ghiara si recano nella Cina popolare e vi soggiornano per due settimane.[19] Di ritorno dal viaggio, Petruccioli inizia a pubblicare su l’Unità una serie di articoli riguardo alla propria esperienza cinese.[20] Nel primo approfondimento pubblicato, Petruccioli sottolinea l’enorme rilevanza del viaggio: la permanenza di due comunisti italiani nella Repubblica popolare costituirebbe un fatto di indubbia risonanza politica a causa della “novità formale” nelle circostanze in cui esso è avvenuto. Dopo anni, Petruccioli e Ghiara sono stati inviati nella Cina popolare “in quanto giornalisti degli organi ufficiali del Pci, in quanto giornalisti comunisti italiani”.[21] Secondo il giornalista, è da “molti anni (più di quindici) che nelle relazioni di ogni tipo” i comunisti italiani sono “ignorati o addirittura discriminati da parte degli organismi statali e di partito cinesi”.[22] Petruccioli fa riferimento ad “un mutato atteggiamento politico” cinese verso i comunisti italiani, ai quali è stata riservata “un’accoglienza calorosa e fraterna”, “«da compagni»”.[23]

A due giorni di distanza, il 1° agosto 1979, su l’Unità viene pubblicato un trafiletto in cui appaiono due lettere di critica all’articolo di Petruccioli firmate da nomi autorevoli: Alberto Jacoviello e Emilio Sarzi Amadé.[24] Jacoviello contesta il “primato” che Petruccioli attribuisce al viaggio, definito il primo “di comunisti italiani invitati nella Rpc”. Jacoviello fa notare di essersi recato nella Cina popolare già nell’autunno del 1970 assieme alla Macciocchi, quando egli occupava una funzione di responsabilità nei servizi Esteri de l’Unità, mentre durante il secondo viaggio ricopriva la funzione di inviato speciale de l’Unità. Per questi motivi, Jacoviello sostiene che la concessione dei visti per i suoi viaggi da parte della Rpc costituivano “un preciso gesto politico del Pcc nei confronti del Pci” e, dunque “sia il primo che il secondo viaggio […] rappresentarono un contributo non irrilevante al miglioramento dei rapporti tra il Pcc e il Pci, […] di cui il viaggio di Petruccioli e Ghiara costituisce il sintomo più recente”. Jacoviello ritiene inesatta la nozione secondo la quale “è da più di quindici anni che i giornalisti comunisti italiani sono stati ignorati e discriminati dai cinesi”.[25] Sarzi Amadé, nella sua lettera, contesta la medesima affermazione di Petruccioli, ricordando, in particolare, un viaggio di una delegazione del Pci verso Hanoi, durante il quale i comunisti italiani furono ospiti del Pcc nel 1965. Inoltre, richiama alla memoria del lettore i viaggi di Jacoviello, di Pavolini[26] e dello stesso Sarzi Amadé nella Repubblica popolare, affermando di aver potuto constatare di persona che non vi sia stata discriminazione verso i comunisti italiani, né che questi siano stati ignorati.[27] Pur ammettendo che il viaggio di Petruccioli costituisca qualcosa di “qualitativamente diverso”, Sarzi Amadé pone l’accento sul fatto che a questo non “si sia giunti di colpo” e che l’invito non “sia nato all’improvviso da un vuoto durato quindici anni”.[28] A conclusione delle due lettere vi è la risposta di Petruccioli, il quale nota che “le precisazioni sono giuste”, ma la volontà del giornalista è quella di evidenziare “la novità dell’invito che questa volta è stato rivolto, ufficialmente, al quotidiano e al settimanale comunista”.[29]

La “novità formale” costituita dal viaggio di Petruccioli e Ghiara sta, infatti, nell’ufficialità che assumono i colloqui tra il Pci e il Pcc in questo incontro. La rilevanza che viene attribuita al viaggio dal Pci è giustificata dall’invito mosso dai comunisti cinesi dopo più di un decennio e dal segnale di rinnovata amicizia mosso dalla stampa comunista cinese. Inoltre, i toni entusiastici con cui la stampa comunista italiana riporta dell’incontro sottolineano l’ottimismo verso l’evoluzione delle relazioni tra i due partiti.

Le critiche mosse da Jacoviello e Sarzi Amadé all’approccio propagandistico di Petruccioli sembrano ridimensionare la portata dell’evento, soprattutto tenendo conto della serie di rapporti ufficiosi tenuti dai due partiti negli anni Settanta. Non vi è dubbio, però, che il viaggio di Petruccioli e Ghiara costituisca una tappa fondamentale nella ripresa dei rapporti ufficiali tra Pci e Pcc, proprio in nome della “novità formale” che viene attribuita al viaggio dei rappresentanti de l’Unità.

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[17] Il politico e giornalista Claudio Petruccioli (1941-) si iscrive al Pci nel 1958 e nel 1966 diventa segretario della Fgci, ruolo che ricopre fino al 1969. Nel 1975 viene nominato condirettore de l’Unità, di cui diventa direttore tra il 1981 e il 1982. Nel 1987 entra a far parte della Segreteria nazionale del Pci. Eletto alla camera nel 1983 e nel 1992, aderisce alla “svolta della Bolognina” e viene eletto al Senato nel 1994 (con il neo-gruppo Pds), nel 1996 e nel 2001 (nei Ds). Nel 2005 viene eletto presidente RAI, ma viene sfiduciato dalla Commissione di vigilanza nel 2007. Claudio Petruccioli, “Cinquantamila.it. Storia raccontata da Giorgio dell’Arti”, http://cinquantamila.corriere.it/

[18] Il giornalista Massimo Ghiara (1944-) inizia a scrivere su l’Unità nel 1965 e passa a Rinascita a metà degli anni Settanta. Della repubblica. Storia dell’Italia Repubblicana, http://www.dellarepubblica.it/, 15/05/2017.

[19] “L’Unità e Rinascita inviati in Cina”, l’Unità, 8 luglio 1979.

[20] Claudio PETRUCCIOLI, “Il decennio di fuoco della Cina. Appunti e impressioni del primo viaggio di giornalisti del Pci invitati nella Rpc”, l’Unità, 29 luglio 1979.

[21] Ibidem

[22] Ibidem

[23] Ibidem

[24] Alberto JACOVIELLO, Emilio SARZI AMADE’, “Due lettere e una precisazione”, l’Unità, 1 agosto 1979.

[25] Ibidem

[26] Luca Pavolini, nota personalità del Pci, direttore di Rinascita tra il 1965 e il 1970 e de l’Unità tra il 1975 e il 1977, racconta della sua permanenza nella Repubblica popolare, prima nel 1971 e poi nel 1973, nel suo celebre Due viaggi in Cina. Egli raccoglie e ripubblica insieme in questo volume i due ampi reportage di viaggio apparsi su l’Unità nel maggio-giugno 1971 e nel gennaio 1973. Egli si reca in Cina nel 1971 con una delegazione commerciale diretta dal ministro del Commercio estero Mario Zagari, mentre nel 1973 si trova nella Repubblica popolare con una delegazione diplomatica diretta dal ministro degli Esteri Giuseppe Medici. Luca PAVOLINI, Due viaggi in Cina, Editori Riuniti, Roma, 1973, pp. 7-9.

[27] La permanenza nella Rpc di una delegazione del Pci, composta da Berlinguer, Galluzzi e Trombadori, durante un viaggio in direzione Hanoi nel 1967, sembrerebbe smentire, o quantomeno smorzare, le posizioni di Sarzi Amadè. Infatti, i comunisti italiani descrissero l’accoglienza cinese con i termini “fredda” e “distaccata”. Chiara VALENTINI, Enrico Berlinguer, Feltrinelli Editore, Milano, 2014, pp. 141-144.

[28] JACOVIELLO, SARZI AMADÈ, “Due lettere e una precisazione”, l’Unità, 1 agosto 1979.

[29] Nota di Claudio Petruccioli a fondo dell’articolo JACOVIELLO, AMADÈ, “Due lettere e una precisazione”, l’Unità, 1 agosto 1979.


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Scritto da
Clara Galzerano

Nata nel 1992, laureata in Lingue Orientali presso l'Università Ca' Foscari di Venezia. Attualmente, dottoranda in Storia moderna e contemporanea presso l'Università degli Studi di Trieste.

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