Chi è Alexandria Ocasio-Cortez?
- 03 Luglio 2018

Chi è Alexandria Ocasio-Cortez?

Scritto da Pietro Moroni

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La campagna elettorale di Alexandria Ocasio-Cortez

La sua vittoria è anche la più grande vittoria fino ad oggi per l’associazione di cui fa parte, i Democratic Socialists of America (DSA), “la più grande organizzazione socialista d’America”[2], ma non la prima, se non ovviamente per l’importanza. Infatti fino a queste primarie le vittorie dei militanti del DSA si sono limitate a elezioni amministrative e locali, con la Camera dei Rappresentanti della Virginia come organo più elevato a cui sono riusciti ad accedere.

I DSA hanno molto beneficiato della campagna presidenziale di Bernie Sanders nel 2016, che ha fatto da volano per molti giovani e socialisti che hanno cercato nel DSA un modo di continuare un impegno politico che non volevano interrompere dopo la sconfitta di Sanders. Oggi i DSA contano 40mila membri, ognuno dei quali versa ben 70$ di iscrizione all’anno. E i DSA sono stati, tra i tanti militanti che Ocasio-Cortez ha raccolto attorno a sé, sicuramente il gruppo più organizzato su cui potesse contare. In totale, la sua campagna ha potuto contare su di un budget di 300,000$, raccolti da DSA e altre associazioni simili, oltre che dai singoli sostenitori attraverso il suo sito online, realizzato, come il resto della base organizzativa, grazie al gruppo di attivisti socialisti e progressisti newyorkesi e con il sostegno del resto della sempre meno piccola e sempre più organizzata galassia socialista statunitense. Totalmente bandite invece le donazioni da parte di gruppi di lobby finanziarie o industriali.

Alexandria Ocasio-Cortez

Nelle parole di M. Kinnucan, vice-manager della campagna elettorale di un’altra candidata supportata dal DSA, Julia Salazar di New Brooklyn, e fino a pochi giorni fa entusiasta della prospettiva per cui la Ocasio-Cortez potesse prendere il 30% o magari il 40% per cominciare a smuovere le acque, “la sua [di Ocasio-Cortez] vittoria dimostra la decrescente importanza dei soldi nella politica: i primi $100,000 servono per il minimo indispensabile, i terzi $100,000 comprano solo un altro paio di spot in TV. Possiamo vincere quando siamo surclassati, ma non si può ottenere nulla senza una seria infrastruttura capace di realizzare il fund-raising”[3] e l’architrave insostituibile per la vittoria sono “i volontari che fanno campagna elettorale”. Kinnucan sottolinea anche come seggi come questo, dove le minoranze etniche sono la maggioranza, sono i punti deboli dove si può sconfiggere più facilmente l’establishment democratico, e ha invitato a tenere d’occhio quartieri simili del Queens.

Parlando di campagna elettorale, Ocasio-Cortez l’ha basata su temi molto forti, che oggi stanno venendo anche ripresi dalle emittenti televisive, dalla CNN a Fox News, grazie alla sua vittoria: l’estensione del Medicare su base universale, includendo ogni trattamento sanitario dalle medicine, all’oculistica, alla sanità mentale e alle cure odontoiatriche. Universal Jobs Guarantee, ossia lavoro garantito in servizio della comunità con una retribuzione dignitosa (living wage), proposta che riporta in auge le riflessioni dell’economista Hyman Minsky. Supporto alle scuole, istituti magistrali e università pubbliche, abolendo le tasse universitarie e ottenendo i fondi dalla tassazione delle attività finanziarie. Congedo pagato per malattia e per motivi familiari. Diritto all’abitazione. Riforma del sistema giudiziario per fermare la War on Drugs, demilitarizzare la polizia e abolire le carceri private. Giustizia per gli immigrati, in riferimento alle offensive di Trump ai cosiddetti DREAMers, semplificazione dell’accesso alla cittadinanza e abolizione dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE), l’agenzia che si occupa dell’immigrazione adottando i metodi dell’antiterrorismo, causando, specialmente di recente, molte polemiche soprattutto in merito alle separazioni forzate di famiglie e al trattamento dei minori. Rinnovamento infrastrutturale in favore delle energie rinnovabili. Stretta sui finanziamenti elettorali da parte dei colossi finanziari.

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Scritto da
Pietro Moroni

Classe 1992, nato a L'Aquila, vive a Roma. Laureato in International Relations, dipartimento di Scienze Politiche LUISS, con 110 e lode.

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