“America invulnerabile e insicura” di Corrado Stefanachi

America invulnerabile e insicura Corrado Stefanachi

Recensione a: Corrado Stefanachi, America invulnerabile e insicura. La politica estera degli Stati Uniti nella stagione dell’impegno globale: una lettura geopolitica, Vita e Pensiero, Milano 2017, pp. 373, 28 euro (scheda libro).


Sfogliando la copiosa letteratura dedita all’interpretazione della politica estera statunitense spesso ci si aggrappa a categorie e strumenti compartimentati: si tratti di tratteggiarne il portato ideologico, personalistico o istituzionale (l’influenza di singoli leader o l’ingerenza degli apparati, siano essi il Congresso o le agenzie federali) o ricorrendo alle lezioni della storiografia, spesso si perde di vista un approccio che andrebbe considerato al pari – se non il leitmotiv stesso dell’internazionalismo statunitense – di quelli più in voga in ambito accademico. Il denso volume, edito da Vita&Pensiero, di Corrado Stefanachi, Professore Associato all’Università degli Studi di Milano, ha proprio il merito di riconsegnare la disciplina geopolitica – pur consapevole dei facili entusiasmi e determinismi che tale approccio può comportare nel distorcere la realtà internazionale composta, citando Joseph Nye, di varie «dimensioni» – quale utilissima chiave di lettura per cogliere le specificità dell’impegno degli Stati Uniti a livello globale.

Partendo proprio dal titolo, America invulnerabile e insicura, un chiaro ossimoro agli occhi del lettore, si può cogliere il dato essenziale per orientarsi nella lettura: lo straordinario e al contempo spiazzante vantaggio geostrategico inscritto nella posizione degli Stati Uniti nella scacchiera globale. Risalendo alle teorie della geopolitica anglosassone, che hanno plasmato il background culturale dei policymakers americani tra la fine dell’Ottocento e l’inizio Novecento, e chiarendo motivi e movimenti dello psychomilieu dell’internazionalismo, l’autore traccia un encomiabile excursus della politica estera americana attraverso una cifra narrativa avvincente: «L’idea è che questa curiosa concomitanza, inscritta nella geopolitica, di invulnerabilità e insicurezza, aiuti a comprendere e spiegare i moventi, i contenuti specifici, la logica d’azione politica nonché lo stile strategico dell’internazionalismo americano – insomma il perché, il cosa e il come della proiezione globale americana» (p. 12).

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Indice dell’articolo

Pagina corrente: La politica estera degli Stati Uniti nella stagione dell’impegno globale

Pagina 2: La conversione all’internazionalismo. Gli Stati Uniti da potenza continentale a globale

Pagina 3: Le strategie di intervento e di organizzazione dello spazio eurasiatico dalla Guerra Fredda a Donald Trump

Pagina 4: Conclusioni


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Nato a Biella, laureato in Scienze Strategiche presso l’Università degli studi di Torino e in Storia Contemporanea all’Università di Bologna. Ha svolto un periodo di ricerca al Liddell Hart Centre for Military Archives (LHCMA) presso il King’s College. Interessato di storia, politica e sicurezza americana e di geopolitica.

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