“L’ascesa della finanza internazionale” di Giuseppe Berta

Finanza

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Un giudizio libero da stereotipi

Berta conclude il suo saggio con una lunga disamina sui molteplici giudizi che vennero riservati al concetto di capitalismo e all’alta finanza, ripercorrendone le fasi storiche e passando, perciò, per la “translatio imperii” da Londra a New York dopo la Prima Guerra Mondiale, fino ad arrivare alla crisi del 2008. L’autore tuttavia non disdegna di fornire, egli stesso, un giudizio lucido e maturo, che può essere individuato tra le righe dell’intero saggio e che spetta al lettore ricomporre. Il capitalismo, secondo quanto afferma Berta alla luce delle proprie considerazioni, non avrebbe rappresentato una minaccia alla pace internazionale, come è stato detto e scritto fino a The Great Transformation[11] (1944) dell’economista ungherese Karl Polanyi, ma una forza che puntava alla tutela di essa. Tuttavia, famiglie come i Rothschild, tutt’altro che pacifiste, si erano trasformate nei guardiani della pace internazionale esclusivamente per tutelare i propri interessi, non certo per motivazioni che oggi chiameremmo “umanitarie”. In conclusione, concordando con Polanyi, Berta afferma che “l’arma migliore della Pax Britannica non furono i cannoni della marina, ma i fili dai quali era composta la rete monetaria internazionale”[12].

La piacevole sorpresa che questo saggio riserva risiede invero nella brillante leggerezza con cui Giuseppe Berta racconta un argomento lontano dalla sensibilità dei non addetti ai lavori. Il libro non si presenta come un manuale di economia zeppo di tecnicismi, ma si configura come un testo che ripercorre la storia contemporanea mediante una chiave interpretativa attuale: la finanza e i suoi effetti sulla società.

Lo stile di Berta risulta estremamente gradevole, grazie a uno sviluppo del testo che procede come una galleria dei ritratti di alcuni fra i più noti ed influenti economisti internazionali degli ultimi due secoli. Le descrizioni, i tranches de vie, le citazioni non annoiano, ma contribuiscono ad accrescere la curiosità del lettore verso il testo, come in un romanzo.

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[11] Edizione italiana: La grande trasformazione, Einaudi, Torino, 1974, cit. in Berta, 2013.

[12] Berta, 2013, p. 189.


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Nato nel 1997, si è diplomato presso il Liceo Classico "Torquato Tasso" di Roma. Attualmente studia Storia, Antropologia, Religioni presso l'università La Sapienza, curriculum medievistico-paleografico.

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