Bce, verso il dopo Draghi: la partita delle nomine

Bce

Lunedì 19 febbraio 2018 i ministri delle Finanze della zona euro hanno designato all’unanimità lo spagnolo Luis De Guindos come vicepresidente della Banca centrale europea (Bce), in sostituzione del portoghese Vítor Constâncio il cui incarico scadrà nel maggio 2018. La designazione sarà oggetto di un parere non vincolante del Parlamento europeo e dovrà essere confermata il 22 marzo dal Consiglio europeo – l’organismo che racchiude al suo interno i capi di governo.

La scelta di De Guindos è anomala: per la prima volta dalla nascita della moneta unica un uomo politico occuperà una posizione chiave della Banca centrale europea. Quali sono le implicazioni di una scelta così controversa? Quali conseguenze potrà avere il ricambio che nei prossimi due anni interesserà i massimi vertici della Bce? Quali sono le prospettive future dell’area euro?

Tutte queste domande vanno inserite in un contesto particolare, quello della presunta o auspicata rinascita dell’Europa dopo la recessione. La congiuntura economica favorevole, a cui si aggiunge un rinvigorito asse franco-tedesco[1], rappresenta il terreno fertile dal quale, ci si augura, possano germogliare le tanto attese riforme dell’eurozona, dalla Garanzia Unica sui depositi al Ministro delle Finanze unico.[2] Inoltre, la normalizzazione della politica monetaria e la fine del Quantitative Easing preludono ad una nuova fase politica ed economica piena di incognite.

La partita delle nomine per il dopo Draghi appare quindi un tassello fondamentale nella ricostruzione del mosaico europeo. In fin dei conti, non sarebbe una follia affermare che, a salvare l’Europa dalla crisi, sia stata la Banca centrale e, più precisamente, Mario Draghi. Per questo motivo bisogna guardare con attenzione alla dialettica che si sta sviluppando tra i vari paesi per la conquista dei massimi vertici della Bce: da qui ne deriva l’indirizzo della politica monetaria dell’eurozona, fondamentale per la salute della nostra economia.

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Indice dell’articolo

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Pagina 3: Il dopo Draghi? Prospettive per il futuro della Bce


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Classe 1997, di Udine. Studia giurisprudenza presso l'Università degli studi di Trieste. Su Pandora scrive soprattutto di teoria politica e trasformazioni socioeconomiche, con particolare attenzione alle anomalie del capitalismo contemporaneo, all’impatto delle tecnologie nel mondo del lavoro e nella società e ai problemi socioculturali della globalizzazione.

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