“Big data. Come stanno cambiando il nostro mondo” di Marco Delmastro e Antonio Nicita

Big Data

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Politica ed etica al tempo dei big data

Nella parte finale del loro saggio, Delmastro e Nicita vanno oltre l’aspetto economico e affrontano le molteplici implicazioni dell’uso dei big data nella propaganda politica e nell’informazione. L’uso di questa grande mole di informazioni personali, tradizionalmente impiegate nel marketing commerciale, si è infatti aperto via via al marketing politico. Il già citato caso di Cambridge Analytica ha fatto venire a galla tali pratiche, tanto conosciute dagli addetti ai lavori quanto ignote all’opinione pubblica. L’applicazione originariamente sviluppata dal ricercatore di Cambridge Michal Kosinski aveva consentito l’estrazione da Facebook di una mole impressionante di dati personali di milioni di utenti poi utilizzati, a fini di propaganda sul web, da vari attori politici, per il micro-targetting, la creazione di filter bubble e di echo-chamber. Questi due ultimi termini designano quegli ambienti, quelle cerchie di utenti accomunati da preferenze e tendenze politiche affini, al cui interno rimbalzano e vengono amplificati notizie e messaggi molto spesso tendenziosi, di parte e che disincentivano lo sguardo critico.

Filter bubble e echo-chamber si presentano, quindi, tra i principali strumenti di disinformazione e inquinamento mediatico. Dunque, «come vigilare su questi processi [in modo] da superare la grande asimmetria informativa?». L’Unione Europea ha già messo in campo il cosiddetto GDPR, ovvero il Regolamento generale per la protezione dei dati personali, un provvedimento che consente la regolazione della portabilità dei dati, quindi il loro utilizzo da parte delle piattaforme. Tuttavia, rimangono fuori da questo regolamento tutti i dati non strutturati, i più fluidi, quelli ricavati ad esempio dalle ricerche effettuate dagli utenti nei grandi siti di e-commerce.

Delmastro e Nicita auspicano la determinazione di nuove regole pro-concorrenziali e di un percorso verso la piena definizione del mercato dei dati. Infatti, la sfida dei prossimi anni sarà rimanere al passo con l’espansione e l’evoluzione di tale mercato, cercando di tracciarne i mutevoli confini e imponendo il diritto proprietario negoziabile sui dati. Solo così si potrà cercare di tutelare i diritti degli utenti, limitare gli abusi e tutelare la concorrenza.

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Laureato in Scienze politiche all'Università di Padova, sta concludendo la laurea magistrale in Mass Media e Politica all'Università di Bologna - Campus di Forlì. Interessato alla Sociologia dei processi culturali e comunicativi, sta scrivendo una tesi sulla teoria del potere di Michel Foucault in relazione ai nuovi sviluppi della società nell'epoca dei Big Data.

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