Fernand Braudel e la lunga storia della civiltà del capitale

Braudel

«Ho la pretesa di spiegarvi il tempo presente,

al di là dei fatti contingenti e dei mutamenti della vita attuale».

Fernand Braudel, Storia, misura del mondo, 1997

 

La pubblicazione de La Méditerranée et le monde mediterranéen à l’époque de Philippe II, nel 1949, diede a Fernand Braudel immediata visibilità nel campo degli studi storiografici: un’opera immensa che rompeva con gli schemi tradizionali e si misurava con un oggetto apparentemente evanescente e difficilmente trattabile come un mare: il Mediterraneo. Braudel, prima della seconda guerra mondiale, aveva trascorso un periodo di lavoro in Algeria come insegnante e l’esperienza lo aveva segnato, allargando i suoi orizzonti e facendogli comprendere il nesso inscindibile tra la storia del continente africano e quella europea.

Nel libro, che inizialmente doveva essere uno studio sulla politica estera mediterranea di Filippo II, si criticava proprio l’uso eccessivo della storia politica da parte degli storici e se ne prendevano le distanze; si analizzava la vita materiale dei contingenti spagnoli sbarcati dalle galee e si mostravano i nessi storici e politici tra le due sponde del Mediterraneo. In definitiva si delineava un metodo nuovo per superare in storiografia la dittatura del significante politico a favore dello studio della civiltà nella sua globalità: sociale, materiale, economica. Tale metodo sarebbe stato sviluppato dallo storico anche in seguito raggiungendo l’apice in una grande opera in tre volumi sulla civiltà del capitalismo: Civiltà materiale. Economia e capitalismo (secoli XV-XVIII), [3 voll., Einaudi, Torino 1981-1982]. Nello specifico i 3 libri sono: I, Le strutture del quotidiano [Torino, Einaudi, 1982]. II, I giochi dello scambio [Torino, Einaudi, 1981]. III, I tempi del mondo [Torino, Einaudi, 1982].

I tre volumi costituiscono un’opera unitaria sulla storia della civiltà capitalista, tra il tardo medioevo e la «Rivoluzione industriale», sviluppata secondo il metodo già messo in atto ne La Méditerranée et le monde méditerranéen à l’époque de Philippe II. Anche in questo caso viene delineata una struttura tripartita secondo cui al piano più basso si tratta la storia lentissima, quasi immobile della la civiltà materiale. Al piano intermedio vengono analizzate le strutture socio-istituzionali che si sviluppano secondo tempi molto lenti che coincidono con quelli dell’economia, con le sue regole, le sue leggi, la sua razionalità. Infine, al piano superiore, vengono descritti gli effetti di superficie del dispositivo capitalistico.

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Indice dell’articolo

Pagina corrente: Fernand Braudel

Pagina 2Le strutture del quotidiano

Pagina 3I giochi dello scambio

Pagina 4I tempi del mondo


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Siciliano, nato nel 1979. Ricercatore e docente di storia e filosofia nei licei. È Phd candidate in Storia Contemporanea presso il Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne dell'Università di Messina. È membro della Società Italiana per lo Studio della Storia Contemporanea (Sissco), dell'Istituto di Studi Storici Salvemini di Messina, dell'Istituto di Studi avanzati in psicoanalisi (ISAP), dell'Associazione amici di "Passato e presente" (APEP). Scrive per riviste cartacee e giornali online e oltre a diversi articoli di storia, filosofia e psicoanalisi è autore di: "Senso e godimento. La follisofia di Jacques Lacan" [Galaad ed.]. Collabora con l'Istituto Storico della Resistenza e della Società Contemporanea di Cuneo e svolge attività di ricerca presso il Centro Studi in Psichiatra e Scienze umane della Provincia di Cuneo.

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