“Le campagne elettorali in Italia” di Edoardo Novelli

Campagne elettorali

Recensione a: Edoardo Novelli, Le campagne elettorali in Italia. Protagonisti, strumenti, teorie, Laterza,  2018, Roma-Bari, pp. 216, 16 euro, (scheda libro).


Il saggio di Edoardo Novelli, professore associato all’Università di Roma Tre e giornalista professionista, ripercorre settant’anni di storia politica della Repubblica attraverso l’analisi delle campagne elettorali e dei loro principali protagonisti, i partiti, gli elettori e i media.

Il testo unisce il rigore della ricostruzione storica e l’analisi ragionata del dato politico ad un linguaggio scorrevole capace di coinvolgere il lettore e alleggerire la trattazione, senza però sacrificarne il valore scientifico. Decisamente si qualifica come un contributo notevole per l’approfondimento della storia della comunicazione politica contemporanea.

Come si legge nella quarta di copertina «Le campagne elettorali sono una festa e una battaglia, una celebrazione e una competizione, un momento sacro e un rito pagano, terreno d’azione di folle e singoli leader, condotte da eserciti di volontari e ristretti staff di professionisti». Infatti il fenomeno politico, come rappresentato nel saggio, è innanzitutto fenomeno sociale che riflette l’evoluzione dei costumi della comunità, ma è anche comunicazione e linguaggio, ed è proprio questo il profilo che viene sottoposto all’analisi di Novelli.

Il saggio si compone di 5 capitoli, ognuno dei quali affronta uno specifico periodo della storia politica repubblicana, ciascuno con un peculiare approccio propagandistico, plasmato da differenti ideologie, stili comunicativi e strumenti tecnologici utilizzati dagli attori della competizione elettorale per il coinvolgimento del popolo.

Il primo periodo preso in considerazione è quello collocato agli albori della Repubblica (1946-1960), quando le campagne elettorali di questa prima fase furono caratterizzate dalla centralità dei partiti e dall’attivismo dei militanti; rispettivamente organizzatori ed esecutori materiali. «In presenza di un sistema dell’informazione ancora poco sviluppato e, di conseguenza, di un’arena pubblica estremamente ristretta e frammentata, lo svolgimento delle campagne elettorali dipende totalmente da loro» (p. 4).

In questa prima fase della Repubblica – in cui il modello organizzativo del partito politico è quello a integrazione di massa – il comizio costituisce la forma di propaganda per eccellenza assieme all’utilizzo di strumenti di grande diffusione, quali manifesti, cartoline, fumetti, periodici, volantini, prodotti in numeri senza precedenti. Con tali strumenti i partiti hanno iniziato a riappropriarsi dello spazio pubblico e a far sentire la propria voce, mentre la stampa, d’altra parte, non era ancora in grado di influenzare o condizionare il dibattito pubblico.

Le prime campagne elettorali successive alla caduta del fascismo sono quelle svoltesi nel 1946 per le elezioni amministrative e la nomina dell’Assemblea Costituente. In esse si sono verificate le prime prove di democrazia nel Paese dal 1924, mentre nelle successive elezioni del 1948 l’Italia si è confrontata con il primo vero scontro tra i principali partiti di massa, la Democrazia Cristiana e il Partito Comunista, e tra le relative ideologie e forme comunicative.

In un clima di serrata contrapposizione ideologica è stato facile per la propaganda partitica recuperare l’utilizzo di linguaggi e toni di forte impatto, capaci di intimorire l’elettore e coinvolgerlo emotivamente, è il caso della propaganda democristiana, o anche di far leva sul piano razionale per imporre una visione educativa del partito, come nel caso del Partito comunista e di quello socialista.

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Indice dell’articolo

Pagina corrente: Le campagne elettorali in Italia

Pagina 2: Le campagne elettorali e l’età della televisione (1960-1990)

Pagina 3: La Seconda Repubblica e l’età della rete


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Classe 1993. Laureato in giurisprudenza all'Università di Roma Tor Vergata e praticante avvocato nella stessa città, dove si occupa di diritto penale di impresa e tributario. Interessato di politica, economia ed istituzioni italiane ed europee.

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