I cento giorni di Bolsonaro
- 26 Marzo 2019

I cento giorni di Bolsonaro

Scritto da Federico Nastasi e Giuliano Yajima

9 minuti di lettura

Con il 55.13% dei consensi, Jair Bolsonaro è diventato il nuovo presidente del Brasile. Il politico brasiliano, considerato un outsider benché sia stato eletto deputato ininterrottamente dal 1991, ha costruito un’alleanza vincente – politica sociale e culturale – che segna la chiusura del ciclo progressista dei governi Lula-Roussef, inaugurato nel 2002.

Dietro il suo slogan “Brasil acima de tudo, Deus acima de todos” (Brasile e Dio sopra ogni cosa), si sono radunate grandi star del calcio, da Ronaldinho a Kaká, militari, evangelici, settori conservatori della giustizia e dell’economia. E soprattutto la maggioranza dei brasiliani, in cerca di un’alternativa a corruzione e violenza. Descrivendo la formazione del suo governo proveremo a offrire un resoconto su chi sono e quali sono le idee che stanno muovendo i gruppi che lo hanno portato alla vittoria.

La squadra Bolsonaro

La famiglia Bolsonaro svolge un ruolo importante nella definizione dell’azione pubblica del Presidente. La moglie Michelle, di 25 anni più giovane, è evangelista e questo gruppo è uno dei principali vettori che ha portato alla vittoria dell’ottobre 2018. Tre dei figli dei matrimoni precedenti sono rispettivamente eletti al Senato, alla Camera e al Consiglio di Rio, e sono attivissimi sui social network dove rappresentano la voce intransigente del nuovo corso brasiliano, lanciando strali all’opposizione.

L’irresistibile ascesa delle chiese evangeliche

“La Chiesa Cattolica ha scelto i poveri e i poveri hanno scelto le chiese evangeliche”. Con una battuta fulminante, Frei Betto[1], frate domenicano brasiliano ed esponente della Teologia della Liberazione, spiega il sorpasso degli evangelisti sui cattolici. L’ascesa delle chiese evangeliche è la più rapida tra le confessioni religiose nel Paese e oggi i protestanti evangelici sono circa il 22% dei 209 milioni di brasiliani, mentre nel 1970 erano il 5.2% della popolazione. Si stima che ogni anno vengano aperti 14mila nuovi templi evangelici.

Uno dei gruppi più in crescita è quello dei neo-pentecostali, che attecchisce soprattutto nelle periferie urbane, attraverso il messaggio della Teologia della Prosperità. Attraverso una lettura del Vangelo alternativa a quella cattolica, i neo-pentecostali venerano un Dio il quale vuole per suoi fedeli “una vita prospera, e cioè che siano ricchi dal punto di vista economico, sani da quello fisico e individualmente felici. Questo tipo di cristianesimo colloca il benessere del credente al centro della preghiera, e fa del suo Creatore colui che realizza i suoi pensieri e i suoi desideri”[2].

Gli evangelici hanno trasformato la loro presenza nella società in potere politico: durante la dittatura sono stati sostenitori del potere militare; alla fine degli anni Ottanta i loro leader si sono impegnati direttamente in politica, accostando il titolo religioso al proprio nome nella propaganda elettorale. L’assemblea di Dio, uno dei gruppi neo-pentecostali maggiormente attivi in politica, ha modificato il suo motto da “i credenti non si occupano di politica” a “il fratello vota per il fratello”. Oggi contano circa 90 deputati al Congresso – un quinto del totale – e diversi esponenti nel governo Bolsonaro. Tra questi, la pastora evangelica Damares Alves, ministra della famiglia e diritti umani. La quale osteggia apertamente la legge sull’aborto, la “cultura femminista”, i diritti della comunità LGBT e l’educazione sessuale a scuola. Il giorno del suo insediamento ha annunciato “l’inizio di una nuova era, dove i maschietti si vestono di blu e le femminucce di rosa”.

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Indice dell’articolo

Pagina corrente: Bolsonaro e l’ascesa delle chiese evangeliche

Pagina 2: Militari e ministri, la spina dorsale del governo

Pagina 3: Opposizione: divisa in parlamento e unita nelle piazze


[1] Redacción de Atrio, Por qué hicimos la opción por los pobres, http://www.herrieliza.org

[2] A. Spadaro – M. Figueroa, TEOLOGIA DELLA PROSPERITÀ. IL PERICOLO DI UN “VANGELO DIVERSO”, La Civiltà Cattolica, Quaderno 4034, pag. 105 – 118, Anno 2018, Volume III


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Scritto da
Federico Nastasi e Giuliano Yajima

Federico Nastasi è siciliano, classe 1988, dottorando in Economia a La Sapienza. Ha studiato e vissuto in Francia, Italia e America Latina. L’economia di quest’area del mondo è anche oggetto della sua ricerca accademica. Allo studio ha affiancato un’intensa esperienza politica, prima nell’Onda studentesca e poi nei Giovani Democratici. Coltiva passioni per letteratura di viaggio, bicicletta e scrittura. Giuliano Toshiro Yajima è italo-brasiliano e vive a Roma. Dottorando in Economia e Finanza presso l'Università "La Sapienza", si occupa di economia della crescita post-keynesiana e strutturalista, macroeconomia monetaria, economia evolutiva.

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