I cento giorni di Bolsonaro
- 26 Marzo 2019

I cento giorni di Bolsonaro

Scritto da Federico Nastasi e Giuliano Yajima

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Opposizione: divisa in parlamento e unita nelle piazze

Alle elezioni dello scorso anno la sinistra si è presentata divisa per la prima volta dalle elezioni del 2002, vinte da Lula e dal Partito dei Lavoratori (Partido dos Trabalhadores, PT).  Il fronte del PT, con Fernando Haddad sindaco di San Paolo, ha confermato il suo consenso nelle aree più povere ma ha perso tra il ceto medio arricchitosi durante gli anni dei governi progressisti[10]. La vicepresidente designata, Manuela D’Avila, militante comunista classe 1981, ha mostrato una grande energia durante la campagna elettorale e rappresenta una delle maggiori risorse per il futuro della sinistra.

Il risultato del primo turno mostra anche l’avanzata di Ciro Gomes, candidato di centrosinistra del PDT (Partido Democrático Trabalhista) con il 12.4%, ex ministro di Lula proveniente dal Nord Est, che ha saputo raccogliere parte del voto dei delusi dagli ultimi anni di gestione del PT. Al secondo turno Gomes ha dichiarato il suo “appoggio critico” ad Haddad, un tentativo di posizionarsi come leader di opposizione a Bolsonaro, che fa profilare uno scontro per la leadership tra le sinistre brasiliane[11]. Oggi l’opposizione al governo cresce nelle piazze brasiliane, mentre l’approvazione del nuovo presidente in meno di 2 mesi è caduta di ben 15 punti percentuali[12]. Al mitico carnevale di Rio si sono registrati cori e proteste contro Bolsonaro. Il titolo di miglior scuola di samba è andato a Mangueira, il gruppo che ha ricordato Marielle Franco, la consigliera di sinistra e militante LGBT assassinata a Rio in una trama torbida che tira in ballo la cerchia ristretta di Bolsonaro[13].

Tuttavia, il principale avversario del Governo sembra il Governo stesso, poiché gli interessi che si misurano al suo interno non sembrano sempre conciliabili. In questi primi mesi infatti, si è allargato il solco tra le idee di Stato minimo di Guedes e l’interventismo economico dei militari. I militari, attraverso il vicepresidente Mourão, hanno anche smentito la volontà di perseguire una soluzione militare per il Venezuela, contrariamente a quanto affermato dal ministro degli esteri e da alcuni dei collaboratori di Bolsonaro[14]. La riforma della previdenza, che al momento intacca solo in parte il settore militare[15], sarà un banco di prova importante sia per la tenuta del governo che per gli equilibri di forza al suo interno.

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[10] Per un’interessante analisi del voto brasiliano, si veda K. Llaneras, Bolsonaro arrasa en ciudades blancas y ricas: un mapa del voto en 5.500 municipios, 25/10/18, El Pais

[11] R. Della Coletta, Partido de los Trabajadores: el colapso de un titán, 29/10/2018, El Pais

[12] Aprovação de Bolsonaro cai 15 pontos e é a pior da série histórica do Ibope, 21/03/2019, El Pais

[13] Brazil: two ex-police officers arrested over murder of Marielle Franco, 12/03/2019, The Guardian

[14] Cartacapital, febbraio 2019.

[15] Previdência militar faz ajuste de R$ 10,4 bi, Valor, 21/03/2019


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Scritto da
Federico Nastasi e Giuliano Yajima

Federico Nastasi è siciliano, classe 1988, dottorando in Economia a La Sapienza. Ha studiato e vissuto in Francia, Italia e America Latina. L’economia di quest’area del mondo è anche oggetto della sua ricerca accademica. Allo studio ha affiancato un’intensa esperienza politica, prima nell’Onda studentesca e poi nei Giovani Democratici. Coltiva passioni per letteratura di viaggio, bicicletta e scrittura. Giuliano Toshiro Yajima è italo-brasiliano e vive a Roma. Dottorando in Economia e Finanza presso l'Università "La Sapienza", si occupa di economia della crescita post-keynesiana e strutturalista, macroeconomia monetaria, economia evolutiva.

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