Cipro, storia di un’isola divisa

Cipro

Ancora oggi Cipro è un’isola divisa in due e separata dalla cosiddetta “linea verde”: il nord in mano turca e il sud dove sventola la bandiera della Repubblica di Cipro che dal 2004 è membro dell’Unione Europea. Come spiegare le ragioni dell’ultima divisione che segna la geopolitica del Mediterraneo? Dove rintracciare le radici storiche dell’attuale situazione?

Per avere un quadro piuttosto chiaro della situazione si dovrebbe tornare indietro di circa quattro secoli e mezzo. Nell’agosto del 1570 gli ottomani cominciano l’assedio di Famagosta, un’azione militare che durerà 12 mesi, grazie alla resistenza del generale Bragadin e delle sue truppe. Il sultano Selim II, ottenuto il controllo dei Balcani dopo la firma della pace di Adrianopoli con gli Asburgo, volse le sue mire su Cipro. Venezia pagava un tributo alla “Sublime Porta” di 1500 ducati, questo era stato sancito dopo la III guerra turco-veneziana. Ma gli ottomani volevano prendere in mano il controllo dell’isola per garantirsi un bastione di fondamentale importanza nel Mediterraneo orientale e una via d’accesso per i pellegrini diretti a La Mecca. L’assedio di Famagosta e il precedente massacro di Nicosia furono gli eventi che diedero la spinta decisiva per la nascita della Lega Santa. Papa Pio V sconvolto dall’aggressività turca, ma soprattutto convinto dalle pressioni del re di Spagna, Filippo II, che temeva l’espansione del sultano nel Mediterraneo e la pirateria turca nel versante occidentale del “mare nostrum”. Dopo un anno di guerra, però,

Venezia perse il controllo di Cipro. Le truppe della Serenissima, guidate da Marcantonio Bragadin e da Astorre II Baglioni, vennero annientate dalla flotta ottomana capeggiate da Lala Kara Mustafa Pascià. Nel 1573, alla firma dei trattati di pace, Venezia rinunciò al possesso sull’isola che divenne anche ufficialmente un possedimento del sultano. Egli lasciò discreta liberà alla popolazione dell’isola, in netta maggioranza d’etnia greca e di religione ortodossa. Anzi. Diversi documenti dell’epoca testimoniano come il sistema socio-politico del nuovo dominatore fosse ben più sostenibile rispetto all’arretrato sistema feudale che, da quelle parti, Venezia non aveva mai pensato di modificare. Per quasi quattro secoli l’isola visse uno stato di calma apparente e i rapporti tra le due etnie e le due religioni furono di buon vicinato.

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Indice dell’articolo

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Nato a Roma nel 1989, dove ha conseguito la maturità classica presso il Liceo ginnasio statale “Anco Marzio”. Laureando in “Scienze Storiche del territorio e per la cooperazione internazionale” presso l’Università degli Studi “Roma Tre”. Giornalista iscritto all’albo dal marzo 2014; ha scritto su diverse testate online.

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