“La città dell’acciaio. Due secoli di storia operaia” di Alessandro Portelli
- 17 Agosto 2017

“La città dell’acciaio. Due secoli di storia operaia” di Alessandro Portelli

Scritto da Enrico Cerrini

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La Storia più antica…

Portelli non appare tanto interessato a ricostruire gli avvenimenti storici quanto la società ternana attraverso i ricordi dei suoi intervistati, inevitabilmente legati agli avvenimenti che hanno segnato la città. Il volume inizia con la descrizione dei riti e delle credenze proprie della realtà contadina che segnava gli anni che vanno dall’Unità d’Italia alla costruzione dell’acciaieria nel 1884. L’acciaieria aveva il compito di supportare l’esercito, per questo erano essenziali la vicinanza con Roma, la lontananza dai confini nazionali e la possibilità di utilizzare l’energia idroelettrica. La produzione di acciaio affiancava le lavorazioni già esistenti come la fabbrica d’armi e il lanificio Grüber. A questa prima realtà industriale si affiancheranno velocemente la tipografia Alterocca, lo iutificio Centurini, le officine meccaniche Bosco e gli stabilimenti chimici nelle frazioni di Papigno e Collestatte.

Il primo nucleo industriale di Terni rivoluziona la città creando innovazioni enormi sul piano sociale. Inizialmente le condizioni lavorative sono durissime, gli ambienti di lavoro e di vita insalubri e gli infortuni innumerevoli. Sin dai primi decenni del novecento le condizioni cambiano e si notano le prime distinzioni, come quelle tra le operaie del lanificio Grüber e quelle dello iutificio Centurini. Se le prime sono considerate l’élite della classe operaia perché lavorano in un ambiente salubre, le seconde sono emarginate per le condizioni più aspre per cui vengono additate come rozze e inclini al libertinaggio.

In questo ambiente nascono le prime rivendicazioni e i primi giornali socialisti. Quando nel 1905 gli operai delle acciaierie scioperano per richiedere un regolamento di fabbrica, la dirigenza presenta nel 1907 un testo inaccettabile per la parte sindacale. Da qui nasce un’interminabile serrata che vede l’intervento di tutta la popolazione ternana. Le stagioni di lotta continuano con il biennio rosso, di cui il calo della domanda di armi dopo la fine della prima guerra mondiale è solo una delle cause.

La classe borghese subisce in questo frangente una serie di umiliazioni che le fanno intravedere nel fascismo la propria possibilità di rivalsa. La vita durante il fascismo è descritta da ampie interviste da cui si percepisce come sia stata mantenuta una certa solidarietà tra la popolazione, malgrado il clima di estrema tensione. Le pagine successive raccontano i momenti della resistenza, a volte in chiave epica a volte aspra e senza gloria.

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Scritto da
Enrico Cerrini

Ha studiato Scienze Economiche all’Università di Pisa e all’Università di Graz e ha conseguito il dottorato in Economia Politica all'Università di Siena.

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