“Come si diventa leghisti” di David Allegranti

Allegranti

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Il viaggio di Allegranti nell’ex Toscana rossa

In tutto il percorso compiuto nelle realtà pisane Allegranti si pone in maniera discreta, partecipe ma mai eccessivamente protagonista, interpretando la curiosità di chi legge e facendosi, al contempo, interlocutore delle parole e dei pensieri delle persone interpretate. L’atteggiamento dell’autore non è giudicante, né nei confronti dei suoi interlocutori né nei confronti del lettore a cui è lasciato il compito di valutare e di formarsi una propria opinione.

Allegranti sceglie di iniziare il suo viaggio e il suo racconto con l’ascolto di due voci: nelle prime pagine si susseguono, infatti, le parole di Simonetta, residente del quartiere di edilizia popolare pisana Cep, ex militante di Lotta Continua oggi in bilico tra l’astensione e il voto alla Lega, e quelle di Sergio Cortopassi, sindaco socialista tra il 1990 e il 1994. Quest’ultimo, da politico esperto e appassionato, chiosa in maniera secca e inappellabile “Montate sulla linea 5, quella che collega il Cep, Putignano, Riglione, tutte le zone rosse della mia Pisa. Montateci sopra e vedrete, vi accorgerete di cosa dice la gente. Il Pd ha vissuto troppo a lungo in una fortezza inespugnabile. […]. Non è che dovessero inventare chissà cosa, bastava accorgersi del malessere. Qui è gente per bene, aveva solo bisogno di interlocutori che la rassicurassero per le nuove paure” (pp. 18-19).

Secondo l’ex sindaco era possibile già in precedenza comprendere come le nuove e più recenti manifestazioni della globalizzazione avessero conseguentemente generato nuove paure. Questa suggestione viene approfondita nelle pagine successive soprattutto grazie a due ulteriori incontri documentati dall’autore.

Il primo è con l’On. Ziello, classe 1992 e deputato della Lega dopo una esperienza da Assessore nel comune di Cascina, che per il Carroccio è un vero e proprio laboratorio politico, come si vedrà a breve. Ziello ha avuto una netta affermazione nel suo collegio uninominale e, in modo particolare, nei seggi del Cep, dove si reca frequentemente, utilizzando spesso anche lo strumento della diretta Facebook. È l’applicazione pratica della teoria cosiddetta TRT – Televisione, Rete, Territorio, chiave dei recenti successi leghisti: un mix di attivismo di base e nuovi strumenti comunicativi.

Il secondo incontro degno di nota è quello con il sindaco di Cascina, Susanna Ceccardi. È stata lei ad ottenere la vittoria nel 2016 nel piccolo Comune, fino ad allora saldamente in mano alle forze della sinistra. Nel discorso di Ceccardi si ritrovano tutti gli argomenti classici della narrativa leghista e, in particolare, viene fortemente enfatizzato il legame tra immigrazione, mancanza di decoro e insicurezza. Temi differenti come la risposta al desdierio di protezione, i criteri di assegnazione delle case popolari e l’uso spray al peperoncino per le donne vengono legati in un’unica narrazione.

Susanna Ceccardi ha trentatré anni e proviene da una famiglia di sinistra, ha uno zio partigiano ucciso dalla X Mas durante la Resistenza. L’attuale corso della Lega ha permesso ad una nuova leva di politici di destra di farsi avanti. Rileva la giovane sindaco di Cascina, infatti, come “io non potevo presentarmi in casa con la tessera di An altrimenti non mi facevano più entrare. […] Uno di sinistra del Cep non poteva votare An per vari motivi storici di appartenenza e non può votare Forza Italia perché non è alternativa al Pd nel suo sistema di potere, ma oggi vota Lega perché riconosce l’immigrazione come un problema sociale per i più deboli” (p. 81).

A conclusione dell’incontro con il sindaco di Cascina, Allegranti rileva con acume come nella nuova classe dirigente della Lega sia da individuare un tratto essenziale di differenza rispetto agli alleati pentastellati. Si tratta, in buona sostanza, di politici che all’appartenenza a una nuova generazione uniscono una certa competenza amministrativa e una marcata fedeltà al leader Salvini. Questo allineamento al nuovo corso e alla sua leadership conferisce loro la capacità di mettere in relazione istanze territoriali e potere centrale, di proporsi come soggetti in grado di fornire risposte alle quelle paure che intercettano nel lavoro quotidiano, riportandole, analizzandole e studiandole.

La questione del fenomeno migratorio è al centro della conversazione con un albergatore locale.

Con le sue parole esprime disincanto nei confronti di un sistema che mostra, a suo avviso, tutte le sue fragilità e tutti i suoi limiti. Queste valutazioni vengono espresse senza rancore, quasi a segnalare un’assenza di aspettative nei confronti del sistema. Un imprenditore del settore turistico, segnala ad Allegranti un crescente degrado nella zona della stazione, ripetutamente oggetto di lamentela nei confronti delle Amministrazioni e delle forze di pubblica sicurezza. La situazione viene da questi attribuita ad un flusso migratorio incontrollato e, in modo particolare, a una indiscriminata liberalizzazione delle licenze commerciali e degli orari di apertura e di chiusura dei negozi. Il tutto a fronte di una sempre minore e sempre meno incisiva presenza delle forze dell’Ordine sul territorio. Sono due fattori la cui addizione porta come risultato ad un aumento della microcriminalità e del degrado e conseguente fuga della clientela dell’albergo.

C’è spazio, nel pregevole lavoro di Allegranti, anche per una conversazione con un sindacalista della CGIL ed ex iscritto al Pd, oggi appassionato militante leghista e un’altra, in appuntamento conviviale con Gian Alfonso Pacinotti, in arte Gipi, fumettista e illustratore oltre che “giovanile” cinquantaduenne pisano di sinistra. Gipi fornisce una disincantata visione di uno degli uomini di sinistra rimasti e, forse anche in ragione dell’importanza che le parole, oltre alle immagini, rivestono nel suo mestiere, si dice particolarmente colpito dai discorsi che sente fare ogni giorno. Riporta e denuncia l’abuso di lemmi e concetti violenti e, soprattutto, la sua incapacità di reagire di fronte a considerazioni e vocaboli che meriterebbero una reazione collettiva in luogo di un accondiscendente silenzio assenso.

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Nato a Roma nel 1988, dopo la laurea in giurisprudenza ha esercitato per tre anni la professione di avvocato. Oggi è funzionario pubblico. Mantiene vivi la passione e l'interesse per la politica, il diritto amministrativo, l'attualità e la teoria dello Stato che cerca sempre di analizzare, ove possibile, alla luce della sua formazione giuridica. Collabora con Youtrend, per cui ha contribuito alla stesura del volume "Una nuova Italia. Dalla comunicazione ai risultati, un'analisi delle elezioni".

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