Own this! Applicare il modello cooperativo all’economia digitale

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Up&Go: un esempio nel settore dei servizi di pulizia domestici

Nella parte successiva dell’articolo, mi concentrerò su di un caso studio così da consentirvi di comprendere le varie questioni che emergono. In funzione di ciò vorrei presentarvi la piattaforma cooperativa Up&Go.

Qualche settimana fa sono sceso dalla fermata metropolitana nei pressi della 36th Strada, a Sunset Park, Brooklyn (New York) e la prima cosa che ho visto non appena attraversata la strada è stata una piccola agenzia per l’impiego. Express Agencia de Trabajos. L’insegna alla vetrina recitava:

Impiego per consegne, governanti, babysitter, lavanderie a gettoni, fabbriche, lavanderie a secco

Proseguendo lungo la strada in quel che pareva un quartiere industriale sono giunto ad un cimitero militare, dove moltissime tombe di piccole dimensioni coprivano un praticello verde per commemorare persone della comunità cadute nelle guerre in tutto il mondo.

Alla fine mi sono avvicinato e ho svoltato a sinistra alle 39esima – la mia destinazione – dove si trova il Sunset Park Center for Family Life (CFL). Il CFL, che è sostenuto da famiglie con basso reddito, per la maggior parte migranti, ha una storia di investimenti in imprese di proprietà dei lavoratori, specificamente rivolti al supporto di comunità emarginate e svantaggiate. Uno dei programmi del CFL, lanciato nel 2006 da Julia Jean-Francois, prevede di sostenere le cooperative di lavoratori immigrati grazie ad un progetto di ‘incubazione’ cooperativa[4]. Di fatto l’esperienza del CFL ha incluso nel mondo del lavoro più di cinquecento lavoratori e ha raccolto circa 11 milioni di dollari di ricavi negli ultimi vent’anni.[5]

Il lavoro del CFL conta. Si consideri che oggi, negli Stati Uniti, il 42% dei bambini nati in condizioni di povertà non ha possibilità di uscirne[6]. In Danimarca i numeri si attestano intorno al 25%[7], in Gran Bretagna al 30%[8]. Le classi più basse e il ceto medio percepiscono un rinnovato senso di vulnerabilità e di precarietà economica. Confrontando la realtà giornaliera di molti alle eccellenti opportunità ed aspettative di vita dei proprietari si evidenzia un sentiero che potrebbe condurre, comprensibilmente, all’instabilità sociale. Questa dinamica si è acutizzata a causa di un massiccio flusso di rifugiati in molti paesi che ha dato credito a crescenti minacce xenofobe.

Allo stesso tempo, durante i primi anni di amministrazione Trump, con il suo sfacciato perseguimento di un’ingiusta e sistemica discriminazione razziale e del mantenimento dei privilegi goduti dai ceti più benestanti, il grado di fiducia verso le istituzioni e i partiti politici si sta dissipando, inducendo a ricercare con insistenza nuovi modelli economici che possano consentire ai lavoratori maggior sicurezza, dignità e senso di scopo ai lavoratori.

Sono stato al CFL per incontrare i membri del programma delle cooperative di lavoro che rappresentano la forza logistica che sta dietro alla piattaforma co-op Up&Go.

Non appena mi sono avvicinato alla struttura mi è venuta in mente una conversazione: un membro del programma una volta mi aveva descritto il suo risentimento verso una pubblicità della società di pulizie Handy nella metropolitana di New York. La signora doveva vederla ogni giorno. Il simbolo della compagnia – un’immagine di una mano guantata, disincarnata e volta a significare un gesto veloce e privo di umanità – la faceva rabbrividire. Handy, inaugurata nel 2012, è un servizio di prenotazione online volto ad organizzare servizi di pulizia domestica. È stata tra le prime compagnie a portare questi servizi nel perimetro dell’economia digitale, applicando la logica di business della Silicon Valley alle pulizie. Tale compagnia è un altro esempio della tipologia d’innovazione prevalente in tempi di aspre disparità economiche dove «il valore è creato (nella forma di nuove tecnologie, come internet […]) ma in seguito estratto e distribuito ad una piccola percentuale di coloro che hanno investito nel processo di creazione di valore»[9]. Di fatto, come sostenuto da questo articolo, Handy sta cercando di promuovere leggi che consentano ai datori di lavoro di evitare di classificare i lavoratori come impiegati, liberandoli così dall’onere di corrispondere ai lavoratori compensi e premi, di pagare le tasse sulla disoccupazione oppure di applicare le leggi statali sulla discriminazione razziale e salariale. Sarebbero probabilmente anche fuori dai guai per quanto concerne gli standard federali del lavoro, le tasse previste da Medicare e dalla sicurezza sociale, dato che l’applicazione federale di tali provvedimenti è piuttosto disomogenea.[10] (Un’azienda di servizi domestici con sede a New York e a Chicago, MyClean, assume i suoi dipendenti e offre benefit come assicurazioni sulla salute, rimborsi di viaggio e straordinari pagati, contribuendo anche al fondo pensione dei lavoratori.[11] MyClean non è una cooperativa, ma la compagnia fornisce certamente ad Handy un potenziale modello – sempre che quest’ultima decida di seguirlo).

Che la pubblicità di Handy possa essere offensiva o meno, la compagnia ha attirato molte attenzioni nei confronti del settore dei servizi domestici. Infatti, la campagna marketing di Handy su tutta la linea metropolitana di New York, e il suo messaggio implicito di glorificazione del lavoro sottopagato, invisibile e non pianificabile, è stato esattamente ciò che ha inspirato l’intervento di CFL. Ricerche accademiche confermano i loro sospetti su questo tipo di lavoro che nasconde gli impiegati dietro il velo dello schermo. Tu schiacci un tasto e ritorni a casa ore dopo trovandola in perfette condizioni di pulizia.

In Lavoro invisibile il sociologo Winifred R. Poster e i suoi co-autori affermano che «l’invisibilità ha effetti concreti sui lavoratori e sui loro corpi. Se i lavoratori diventano simbolicamente invisibili, di conseguenza nessuno si preoccuperà del loro benessere o delle loro condizioni di lavoro […] L’invisibilità ha anche effetti materiali sugli stipendi e i benefit. I datori di lavoro stanno spremendo gli impiegati nell’interesse della linea di produzione. Questo processo sta inoltre abbassando gli standard delle imprese più grandi non appena queste forme di lavoro invisibile normalizzano stipendi bassi e mancanza di benefici per un ampio range di lavori (il cosiddetto ‘effetto Wal-Mart’)».[12] In breve, è difficile valutare ciò che non si vede. Può Up&Go affrontare tali problemi con il lavoro digitale o evitarli del tutto?

Il Senatore Bernie Sanders ha pubblicamente invocato modelli di business di proprietà dei lavoratori, scrivendo che «Abbiamo bisogno di incoraggiare modelli di impresa che forniscano ai dipendenti gli strumenti per acquistare i loro stessi business», per la semplice ragione che «i lavoratori presso compagnie di proprietà dei dipendenti sono più motivati, produttivi e soddisfatti dei loro impieghi»[13]. Nel XX secolo il movimento cooperativo aveva risposto alla ristrutturazione del capitalismo e mostrato come quest’ultimo potesse avere effetti sconvolgenti sulle vite dei lavoratori. Può Up&Go diventare un esempio concreto o semplicemente si tratta di una realtà troppo piccola per poter fare la differenza?

Up&Go si definisce come una piattaforma online per cooperative legate ai servizi domestici – una ‘piattaforma cooperativa’, come loro stessi dicono. In cosa differiscono le cooperative di lavoratori come Up&Go da altre forme di cooperative? Quando le persone che producono i beni o forniscono il servizio possiedono il business, quella è una cooperativa di lavoratori; così, per esempio, i lavoratori alla Ecomundo Cleaning Cooperative (una delle cooperative che opera nell’ambito della piattaforma Up&Go) possiedono cooperativamente e redistribuiscono i profitti ricavati dalle operazioni d’impresa. Le cooperative di lavoratori sono diffuse in molti settori diversi; per esempio, Molenbike è una cooperativa di fattorini in bicicletta nell’area di Bruxelles.[14] Le cooperative di lavoro sono differenti da quelle di consumo, le quali sono possedute dai soggetti che comprando i beni. La differenza dunque dipende dai soggetti a cui l’impresa decide di dare priorità.

Negli Stati Uniti le cooperative di consumo superano di gran lunga in numero quello di lavoratori, il che pone la questione su quali soggetti le cooperative siano cercando di favorire – consumatori, lavoratori o entrambi? Up&Go è una delle 4.000 cooperative negli USA, ma di queste approssimativamente soltanto 300 sono cooperative di lavoratori. Quale modello è più incisivo quando si tratta di alterare i rapporti di forza? Nel suo caso, Up&Go nasce in parte come risposta all’ubiquità (e, dunque, al suo vantaggio competitivo) di Handy nel settore. La strategia artigianale di distribuire volantini nelle comunità adiacenti non è più sostenibile quanto altre aziende pubblicizzano il loro prodotto o servizio direttamente ai loro clienti attraverso gli smartphone, che sono sempre a portata di mano del consumatore.

Rosario Jimenez, membro e vice-presidente di Ecomundo Cleaning Cooperative, riconosce lo spostamento tettonico verso servizi costruiti intorno ad una piattaforma come una minaccia potenzialmente destabilizzante: «come professionisti dei servizi di pulizia domestica e proprietari di piccole imprese, percepiamo la necessità di adattarci al cambiamento per intercettare più clienti, mantenendo allo stesso tempo il nostro impegno per garantire qualità del servizio e pratiche di lavoro eque».[15]

Up&Go si era anche resa conto che, data la capacità di Handy di assicurarsi un ampio numero di lavoratori, la nuova piattaforma non poteva limitarsi ad essere un mero clone e un competitor nello spazio tecnologico. Era determinata a distinguersi nel settore delle pulizie domestiche come impresa di tipo interamente nuovo[16]. Up&Go non è soltanto un altro TaskRabbit, agisce proprio in modo differente. E non si tratta nemmeno semplicemente di un tentativo di usare gli strumenti del padrone contro di esso, né semplicemente di impiegare software aziendale e metterlo a disposizione dell’utilizzo della cooperativa. Si tratta piuttosto di integrare i valori cooperativi in profondità, nel software e nella progettazione dell’interfaccia. Ed è qui che si trova lo straordinario potenziale delle piattaforme cooperative: costruire imprese che non potrebbero esistere in base alle regole dettate dal venture capital. Si tratta di imprese che hanno una solida proposta di valore, l’obbiettivo dell’inclusione economica di persone economicamente svantaggiate e della costruzione di un modello reale di impresa, piuttosto che cambiare strategia alla prima occasione. Le piattaforme cooperative potrebbero dimostrarsi un modello speciale, accettando la prospettiva di margini di profitto costanti. I lavori affidabili sono di particolare importanza durante una fase di crescente diseguaglianza.

Ma se Up&Go è il proverbiale cigno nero nel settore dei servizi domestici, cosa rende questa impresa così diversa? Prima di tutto alla base della cooperativa c’è il tentativo di andare incontro ai bisogni di una comunità di lavoratori e clienti. I lavoratori di Up&Go già godono di una busta paga pari, nella media, a 21 dollari l’ora. Significativamente la media nell’area metropolitana di New York per i dipendenti dello stesso settore è di circa 17,63 dollari. E mentre Handy trattiene mediamente il 20% sulle prenotazioni, Up&Go suscita molta attenzione per le cooperative che lavorano con la piattaforma ricevono il 95% delle entrate incassate. Ad ogni modo, questa percentuale è un po’ fuorviante.[17] Il 3% spetta infatti alla compagnia di credito che processa le transazioni online e al mantenimento della piattaforma stessa è destinato solo il 2% – dunque, cifre irrisorie.[18]

Per fare un confronto, Stocksy United, una piattaforma cooperativa di produzione che esamineremo in un altro momento, utilizza il 30% del budget per il funzionamento della piattaforma, i programmatori e i consulenti interni. E quando in futuro Up&Go avrà bisogno di finanziare la manutenzione della piattaforma lo dovrà fare usando le entrate che essa realizza come cooperative, non attraverso sovvenzioni o filantropia.

Up&Go funziona come una piccola federazione di cooperative indipendenti, che utilizzano una piattaforma comune per offrire i loro servizi. Al momento della stesura di questo articolo, sono tre le cooperative di lavoratori che usano Up&Go. La dimensione della piattaforma non è cambiata nell’ultimo anno; una cooperativa ha dichiarato fallimento, ma un’altra è subentrata al suo posto. Sylvia Morse, attuale leader del gruppo Up&Go presso la CFL e co-autrice del libro Zoned Out! Race, Displacement, and City Planning in New York City, mi ha riferito che nella città di New York il mercato delle imprese di pulizie residenziale vale, da solo, 273 milioni di dollari all’anno, mentre la porzione di questo mercato gestita da imprese cooperative rappresenta soltanto una piccola fetta di circa 1.5 milioni. Nel 2017 i consumatori americani nel complesso hanno speso 16 miliardi in servizi di pulizia domestica.[19] In altre parole, si tratta di un mercato non sfruttato enorme.

Legalmente, ciascuna delle tre cooperative di lavoratori che comprendono Up&Go sono registrate come società a responsabilità limitata, le quali, fin dall’inizio, sono più semplici da costituire.

In un certo modo Up&Go opera come una gilda: controlla e garantisce le offerte di lavoro, crea le proprie regole e fornisce mutuo aiuto e supporto allo sviluppo professionale. Tutte e tre le cooperative sono possedute da una maggioranza di donne, con una trentina di proprietari-lavoratori. E’ una realtà molto piccola, insignificante come numeri. Up&Go potrebbe diventare un faro per future iniziative: è creando un esempio dinamico e pulsante del fatto che un’economia digitale equa è possibile.

Oltre ad essere maggioritariamente di sesso femminile, i soci lavoratori della cooperativa Up&Go vedono una presenza importante migranti di colore recentemente giunti nel Paese.[20] Questo non è per niente inusuale; infatti il 95% della forza lavoro domestica è composto da donne, mentre i lavoratori domestici privi di documenti rappresentano circa il 47%.[21] Parlando delle cooperative in via generale, Michael Paone, della Federation of Protestant Welfare Agencies, ritiene che esse siano una «opzione particolarmente attraente per i migranti recentemente giunti nel Paese, perché è possibile essere proprietari di un’impresa senza possedere i documenti di lavoro»[22]

Dall’inizio Up&Go ha concentrato gli sforzi su quattro potenziali punti di forza: visibilità e riconoscimento del marchio a favore di cooperative altrimenti piccole e precarie; accesso a una maggiore quantità di lavoro; razionalizzazione del processo di prenotazione; e opportunità di attrazione di un maggior numero di soci delle cooperative.[23]

Il modello di piattaforma cooperativa non rappresenta una forma di liberazione con la L maiuscola, ma può agire da ‘impalcatura’ per la sopravvivenza dei lavoratori, consentendogli di costruire l’infrastruttura che possa andare verso un futuro più solidale.

Non sorprende quindi che ci siano numerose sfide. Julia, del CFL, spiega che finora è stato più semplice attirare lavoratori in una cooperativa fondata di recente, che utilizza già certe tecnologie sin dall’inizio piuttosto che aggiungere una piattaforma digitale per cooperative già esistenti, delle quali fanno parte membri che già hanno anni di esperienza di lavoro in una cooperativa alle spalle, e chiedere a quest’ultimi di utilizzare la tecnologia e di lavorare tramite un sito web o app. Il cambio verso un sistema basato essenzialmente sulla tecnologia si è rivelato complesso ma Up&Go non mollerà: è un progetto che è partito di recente.

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[4] App Launched: Think Gig Economy With Workers in Charge.” CoLab Cooperative. May 10, 2017. https://colab.coop/blog/gig-economy-with-workers-in-charge/

[5] Novick, Ilana. “Cleaning Workers Are Fighting for Better Pay and Benefits.” Vice, Aug. 8, 2018. https://free.vice.com/en_us/article/ev8m8k/house-cleaners-cooperatives-worker-owners

[6] http://www.nccp.org/publications/

[7] http://www.demos.org/blog/10/20/15/united-states-vs-denmark-17-charts

[8] http://shwindow.org.s68933.gridserver.com/

[9] Lazonick, William and Mariana Mazzucato. “The risk-reward nexus in the innovation-inequality relationship: Who takes the risks? Who gets the rewards?” Industrial and Corporate Change 22, no. 4 (2013), p. 1094.

[10] DePillis, Lydia. “For Gig Economy Workers in These States, Rights are at Risk.” CNN Money, 14 marzo 2018 http://money.cnn.com/2018/03/14/news/economy/handy-gig-economy-workers/index.html

[11] https://www.myclean.com/about-us

[12] Crain, Marion G., Winifred R. Poster, and Miriam A. Cherry. Invisible Labor: Hidden Work in the Contemporary World. Oakland, CA: University of California Press, 2016, p. 284

[13] Sanders, Bernie. “Corporate Greed Must End.” Huffington Post. June 24, 2015. http://www.huffingtonpost.com/rep-bernie-sanders/

[14] Grassroots Economic Organizing. “Building a Co-op Alternative to Local Food Delivery Platforms.” geo.coop http://geo.coop/story/building-co-op-alternative-local-food-delivery-platforms (accesso il 30 luglio 2018).

[15] New Home Services Platform Up & Go Shakes Up the Gig Economy By Putting Workers In Charge.” Robin Hood. 10 maggio 2017 https://www.robinhood.org/new-home-services-platform-up-go-shakes-up-the-gig-economy-by-putting-workers-in-charge/

[16] Sylvia Morse, interview with the author, 13 marzo 2018.

[17] “New Home Services Platform Up & Go Shakes Up the Gig Economy By Putting Workers In Charge.” Robin Hood. 10 maggio 2017 https://www.robinhood.org/new-home-services-platform-up-go-shakes-up-the-gig-economy-by-putting-workers-in-charge/

[18] Questa tipologia di distribuzione è possibile solamente perché la piattaforma è ancora limitata, e sia la Robin Hood Foundation e la Barclays Bank (alla quale la prima si avvicina per fondi ulteriori) forniscono soldi fondamentalmente durante la fase di sviluppo.

[19] The numbers are based on a study by ServiceMaster Global Holdings Inc.. Soper, Spencer and Josh Eidelson. “Amazon Takes Fresh Stab at $16 Billion Housekeeping Industry.” Bloomberg News, 28 marzo 2018. https://www.bloomberg.com/news/articles/2018-03-28/amazon-takes-fresh-stab-at-16-billion-housekeepingindustry

[20] Up & Go. https://www.upandgo.coop/

[21] Burnham, Linda, and Nik Theodore. “Home Economics: The Invisible and Unregulated World of Domestic Work.” National Domestic Workers Alliance, Center for Urban Economic Development and University of Illinois at Chicago DataCenter, 2012. 41. https://www.domesticworkers.org/home-economics-invisible-and-unregulated-world-domestic-Work

[22] Runyeon, Frank G. “Immigrants Fuel the Rise of Worker Cooperatives.” New York Nonprofit Media. 7 novembre 2016. http://nynmedia.com/news/immigrants-fuel-the-rise-of-worker-cooperatives

[23] Lee, Steven. “Coopify.” In Ours to Hack and to Own, edited by Trebor Scholz and Nathan Schneider. New York: OR Books, 2016, p. 80.


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Cooperatore, attivista, e professore associato alla New School di New York è anche membro del Barcelona Advisory Council on Technological Sovereignty. Ha teorizzato, studiato, e promosso il cooperativismo di piattaforma pubblicando nel 2016 il suo libro “Uber-Worked and Underpaid. How Workers Are Disrupting the Digital Economy”.

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