Own this! Applicare il modello cooperativo all’economia digitale

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Le sfide poste alla crescita di una economia cooperativa digitale

Prevedibilmente, le piattaforme cooperative devono fronteggiare numerose sfide:

  • Finanza: in assenza del tradizionale finanziamento a mezzo del venture capital, le piattaforme cooperative devo cercare altre strade: crowdfunding cooperativo, Initial Coin Offering, capitale dei soci, fondi di investimento per piattaforme cooperative: queste nuove forme di business devono cercare modi non convenzionali per avviare le loro imprese;
  • Marketing: in settori quale quello dei trasporti, il marketing costituisce il maggiore ostacolo per nuovi attori;
  • Effetto rete: Internet è un mercato dove i primi arrivati dominano i mercati, aggregando la maggior parte degli utenti, rendendo molto difficile la migrazione di questi verso un nuovo servizio. I dati raccolti dagli utenti non solo conducono a profitti ma ottimizzano ulteriormente le operazioni di queste aziende;
  • Management (training): le cooperative non sempre possiedono le necessarie capacità gestionali;
  • Mindset: mentre appare evidente che le piattaforme cooperative possano avere successo a fronte di un sufficiente capitale iniziale, c’è in molte nazioni un pregiudizio diffuso verso le cooperative e tutte le forme di economia della condivisione. Nel senso comune di alcuni la cooperazione degli anni Settanta in Italia viene associata all’auto-sfruttamento e in Brasile certe esperienze cooperative sono tuttora accomunate a fenomeni di sfruttamento. Negli USA, filosofi come Any Rand hanno avuto grande risonanza, schierandosi esplicitamente contro l’aiuto reciproco;
  • Una mancanza di supporto delle cooperative da parte di altre cooperative: cooperative consolidate devono riconoscere il loro ruolo rilevante nel processo di digitalizzazione;
  • Non tutte le cooperative nascono uguali. Sono soprattutto le cooperative con lavoratori sindacalizzati a poter respingere la diseguaglianza economica;

Il Kit di sviluppo per le piattaforme cooperative

Uno di questi esperimenti è rappresentato dal recente lancio del Platform Co-op Development Kit (PCDK). Questo Kit, supportato da una donazione di 1 milione di dollari, con sede alla New School a New York City, in congiunzione con l’Inclusive Design Research Centre della OCAD University di Toronto, cerca di sfruttare lo slancio delle piattaforme cooperative e di elevarle a un nuovo livello, sulla base dei principi di open source, open data e co-design. Il Kit lancerà questo lavoro attraverso il co-design con cinque diverse cooperative pilota:

  • Un gruppo di 3000 babysitter in Illinois in cerca di una piattaforma di assunzione, lavoro e acquisto;
  • Un gruppo di giovani cittadine ad Ahmedabad, India che sono parte della SEWA Federation – una organizzazione ombrello per 106 cooperative di lavoratrici autonome povere – che fornisca servizi domestici attraverso un’app;
  • Un gruppo di riciclatori di rifiuti a Recife, Brazile, il cui lavoro di raccolta costituisce più del 90% della capacità di riciclaggio del Paese;
  • Un gruppo di rifugiate in Germania, che ha cominciato ad Amburgo con donne siriane, albanesi e iraniane, che progettano una piattaforma cooperativa per servizi di cura per l’infanzia e per gli anziani guidata da Rethink.coop;
  • Un gruppo di fornitori di assistenza domiciliare in Australia, l’unica cooperativa di lavoratori nell’assistenza sociale nel Paese, che sta cercando di costruire uno strumento di governance per i suoi membri delle remote aree rurali.

Appena il lavoro con questi gruppi progredirà, ci impegneremo in altre iniziative e organizzazioni e questo potrebbe includere anche le cooperative italiane. Francesca Fo Martinelli di Doc Servizi, Vanni Rinaldi di Legacoop e altri hanno già iniziato ad essere attivi in questo settore. Infine, costruendo strumenti condivisibili per servizi cooperativi, il Kit sviluppa una nuova infrastruttura cooperativa che permetterà ad altre piattaforme di svilupparsi senza dover ‘ricominciare da capo’.

Linee guida per politiche miranti alla promozione delle piattaforme cooperative

I policy-makers in molte nazioni si domandano come è possibile supportare questo lavoro. Di seguito alcune raccomandazioni per loro:

  • Agenda digitale per le piattaforme cooperative: Supportare le piattaforme cooperative giacché permettono la ownership democratica, la prosperità condivisa e maggiori livelli partecipativi nella governance delle piattaforme digitali;
  • Supportare gli incubatori per le piattaforme cooperative: Supportare spazi sperimentali per l’innovazione dal basso e programmi acceleratori di start up per l’economia digitale cooperativa;
  • Fondi di investimento per l’economia digitale cooperativa: Il modello delle piattaforme cooperative funziona ma la nostra ricerca dimostra che richiede un finanziamento iniziale per avere successo. I vantaggi fiscali disponibili per imprese sostenute da venture capital devono essere disponibili anche per le piattaforme cooperative. La burocrazia deve essere ridotta!
  • Proprietà dei dati cooperativi: Adattare la normativa ai bisogni delle piattaforme cooperative: dalla proprietà delle piattaforme discende la possibilità della trasparenza del flusso dei dati per gli utenti/clienti e lavoratori, la co-governance e la monetizzazione dei dati personali per supportare servizi pubblici;
  • Supportare lo sviluppo open source: Supportare lo sviluppo di standard per la condivisione dei dati tra cooperative. Strumenti open source possono risultare utili specialmente per le cooperative poiché possono condividere dati attraverso la reciprocità delle licenze;
  • Istruzione: Supportare lo sviluppo di curriculum che introducano il modello di piattaforme cooperative nelle business school e law school così come più in generale a livello statale;
  • Parità tra le cooperative e le start-up finanziate da venture capital: In alcune nazioni, i vantaggi fiscali previsti per start up finanziate tramite venture capital non sono garantiti alle imprese cooperative che sono altrimenti identiche. Forme cooperative e aziendali devono ricevere gli stessi vantaggi fiscali.

Le principali organizzazioni, gruppi di ricerca, istituzioni e network a supporto del cooperativismo di piattaforma

 Istituzioni chiave includono:

  • Platform Cooperativism Consortium Global alla New School con conferenze annuali a New York City
  • Institute for the Cooperative Digital Economy alla New School
  • Cyberlaw Clinic on Platform Cooperativism presso la Harvard Law School
  • Platform Cooperativism Consortium Hong Kong
  • Platform Cooperativism Consortium Japan in Tokyo
  • Open Coop, Londra (diverse conferenze)
  • Platform Co-op Group Berlin
  • City Government Barcelona
  • Doc Servici e LegaCoop Italia, Lavoratori Co-ops in Corea e Giappone (interesse iniziale)
  • Research Group presso l’University of New South Wales in Sydney[41]

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[41] Sul nostro sito platform.coop si possono trovare più informazioni riguardo molti di questi gruppi


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Cooperatore, attivista, e professore associato alla New School di New York è anche membro del Barcelona Advisory Council on Technological Sovereignty. Ha teorizzato, studiato, e promosso il cooperativismo di piattaforma pubblicando nel 2016 il suo libro “Uber-Worked and Underpaid. How Workers Are Disrupting the Digital Economy”.

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