Cooperazione e promozione della legalità. Intervista a Valentina Fiore – Libera Terra

Libera Terra Valentina Fiore

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La sfida di Libera Terra

Per Libera Terra una delle principali sfide è quella di “creare valore”, operando secondo criteri virtuosi ma restando sul mercato. Da questo punto di vista possiamo parlare di un’esperienza di successo e di una performance economica in crescita? In questo contesto quale ruolo strategico svolge il consorzio Libera Terra Mediterraneo in cui lei ricopre la carica di Amministratore Delegato?

Valentina Fiore: Trovare nel mercato il nostro campo di gioco è sfidante ma inevitabilmente l’unica strada per dare concretezza e credibilità al nostro progetto. In tal senso è stata determinante la decisione delle cooperative di dotarsi di uno strumento comune per gestire al meglio e congiuntamente parte del processo produttivo. Per questo nasce il Consorzio Libera Terra Mediterraneo nel 2008, con l’obiettivo di mettere a fattor comune le attività agricole delle cooperative e affrontare il mercato in maniera unitaria ed efficace. La sua organizzazione è articolata in maniera mista, con divisioni di prodotto/mercato e funzioni specifiche. Accoglie nel suo interno professionalità di alto profilo e di varia esperienza, che curano tutte le fasi della commercializzazione del prodotto. Il Consorzio coordina le attività produttive delle singole cooperative di Libera Terra che lo compongono e segue direttamente la trasformazione delle materie prime agricole in prodotti finiti, con la costante ricerca della loro massima valorizzazione e del conseguente miglior riconoscimento economico per le cooperative. Per questo la ricerca dell’eccellenza guida ogni più piccola decisione, con la soddisfazione di vedere i propri prodotti sugli scaffali più prestigiosi dei diversi canali distributivi, sia in Italia che in molti paesi stranieri.

Il fatturato annuale per il 2017 del Consorzio Libera Terra Mediterraneo è stato di circa 7 milioni. Questi risultati ci incoraggiamo a proseguire la strada intrapresa spingendoci a migliorare tutti i giorni. Il lavoro del consorzio di questi anni si è andato sviluppando nel tempo tanto che oggi non è solo il soggetto che opera per la trasformazione e commercializzazione delle materie prime dei soci, ma un punto di riferimento del sistema anche in termini di confronto e supporto per tutti gli ambiti di attività delle cooperative sociali socie. La principale caratteristica dei prodotti a marchio Libera Terra è proprio l’origine delle sue materie prime. Questo fa si che l’esercizio consortile di tenere tutto insieme, i soci, il mercato, i prodotti, si renda concreto in un lavoro quotidiano che non è sempre e solo valutabile in termini di fatturati e margini. L’obiettivo è la maggiore valorizzazione possibile delle materie prime dei soci coerentemente con il percorso strategico intrapreso, con il fine ultimo di ridare dignità e riscatto alle comunità in cui operiamo attraverso l’avvio di percorsi di cambiamento anche culturale.

Dal punto di vista dello sviluppo imprenditoriale delle cooperative di Libera Terra ha giocato un ruolo importante la presenza di “Cooperare con Libera Terra-Agenzia per lo sviluppo cooperativo e la legalità”. Perché è nata e come opera concretamente questa realtà? Quali soggetti ne fanno parte e con quali responsabilità e finalità?

Valentina Fiore: L’Agenzia ha avuto un ruolo importante nelle fasi di start up delle cooperative che ha seguito sin dalla nascita, ma anche nella definizione e progettazione del Consorzio Libera Terra, e si occupa di attività di tutor e supporto alle cooperative su ambiti specifici di attività. L’Agenzia Cooperare con Libera Terra è una associazione, nata nel maggio 2006 per iniziativa di alcune importanti imprese cooperative aderenti a Legacoop Bologna, ed in pochi anni è riuscita a coinvolgere il movimento cooperativo italiano, passando da 25 ad oltre 70 soci, coprendo con la propria presenza tutto il territorio nazionale. Obiettivo dell’Agenzia è quello di consolidare e supportare lo sviluppo economico-imprenditoriale di quelle cooperative che nascono su beni confiscati ai boss mafiosi, attraverso il trasferimento organizzato di know-how e competenze, grazie alle professionalità offerte dalle strutture associate. In questo modo viene favorita la reciproca conoscenza e lo scambio continuo di best practices e informazioni, sviluppando nuova cooperazione e qualità imprenditoriale.

Il frutto tangibile del lavoro di Libera Terra è rappresentato dai suoi prodotti agroalimentari e vitivinicoli. In quali settori si concentra il lavoro delle cooperative? Quali sono i canali di vendita di questi prodotti? Che tipo di rapporto esiste con la Grande distribuzione organizzata? Sono nate delle sinergie?

Valentina Fiore: I prodotti a marchio Libera Terra ad oggi sono più di novanta. Ogni prodotto vuole essere piena espressione del territorio e massima valorizzazione della materia prima da cui è realizzato. Olio, pasta, conserve, vino solo per fare alcuni esempi di quella che è la gamma dei nostri prodotti. Rispetto all’organizzazione che ci siamo dati, le cooperative si concentrano nella coltura delle materie prime, cercando di dare alle stesse il massimo valore aggiunto in termini di qualità. Le colture tengono conto delle specificità territoriali, oltre che delle produzioni tipiche di tutto il Sud Italia. Cosi a fianco del grano duro e dei legumi troviamo i pomodori, le melanzane, le olive da olio, i carciofi, i finocchi, le arance e le uve, tutte realizzate con le varietà autoctone dei territori in cui si trovano i terreni confiscati. Queste materie prime vengono conferite al Consorzio che a sua volta si occupa della trasformazione e della commercializzazione dei prodotti finiti a marchio Libera Terra. Tale organizzazione permette alle nostre cooperative di creare economie di scala, concentrarsi esclusivamente sulla loro vocazione agricola non occupandosi di aspetti legati alla trasformazione e alla commercializzazione che rimangono invece in capo al Consorzio.

Libera Terra Valentina Fiore

Al contempo i clienti hanno la possibilità di interloquire con un attore unico per l’acquisto dei nostri prodotti. Il Consorzio, inoltre, nel tempo si è fatto carico di fornire alcuni servizi fondamentali per le cooperative quali ad esempio la gestione della contabilità e il controllo di gestione. Fondamentale per la crescita di Libera Terra, sin dai suoi inizi, è stato il rapporto con la Cooperazione di Consumo. Sin dalla nascita del nostro progetto ha accompagnato la nostra crescita imprenditoriale, limitandosi a non essere un mero distributore ma fornendo anche competenze e professionalità. Il rapporto è stato sinergico, non finalizzato al mero supporto, ma a stimolare in modo costante l’assunzione di responsabilità da parte delle nostre cooperative sotto il profilo imprenditoriale. Dovete pensare che il nostro primo prodotto, la pasta, nel lontano 2002 fu commercializzato grazie a Coop Adriatica, oggi Coop Alleanza 3.0. I nostri prodotti attualmente sono presenti nel circuito Coop ed in altre insegne della grande distribuzione, presso i negozi specializzati in biologico, nelle botteghe del commercio equo e nelle Botteghe dei Sapori e dei Saperi della legalità, nei ristoranti ed enoteche, presenti in varie regioni d’Italia. Inoltre è possibile acquistare i prodotti anche online sul sito www.bottegaliberaterra.it, il nostro contatto diretto con i singoli che decidono di acquistare i nostri prodotti. Da segnalare, inoltre, che i nostri prodotti sono distribuiti anche all’estero in USA, Giappone, Regno Unito e vari paesi europei.

“Libera Terra” è anche un marchio con cui sono distribuiti i prodotti delle cooperative. Quali condizioni devono essere rispettate per ottenerlo? Cosa certifica a livello di prodotti e di processi?

Valentina Fiore: Dal 2007 Libera, proprietario del marchio, ha adottato un disciplinare per la concessione del marchio Libera Terra. I requisiti a cui si ispira il disciplinare sono al contempo di carattere etico (diritti dei lavoratori, rispetto del territorio), tecnico (coltura in regime biologico, rispetto delle norme igienico – sanitarie), sociale (coinvolgimento del territorio, partecipazione alle attività promosse da Libera) e di carattere qualitativo (valutazione dei processi di produzione e trasformazione delle materie prime). Un insieme di regole che non guardano solo al prodotto ma anche e soprattutto all’organizzazione.  Il rispetto dei requisiti tracciati dal disciplinare è fondamentale per il conseguimento di quello che vuole essere Libera Terra: il bene confiscato come volano di sviluppo del territorio, fonte di sviluppo di opportunità lavorative ed imprenditoriali per territori e soggetti svantaggiati, alternativa economica e sociale, coinvolgimento delle esperienze imprenditoriali sane del territorio e sostenibilità, economica, sociale ed ambientale. Di fatto l’approvazione del disciplinare è stato un passo in avanti decisivo per affermare cosa vuole essere il progetto Libera Terra e cosa vuole diventare.

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La coltura del grano, crediti immagine: Libera Terra


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Nato a Carpi (MO), laureato in Storia Contemporanea nel 2015 presso l'Università di Bologna. Collabora con diverse riviste cartacee e online.

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