La crisi della SPD e le ombre dell’economia tedesca

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Le prospettive della SPD

Questo ci porta infatti a tirare delle conclusioni sul perché la SPD stia vivendo una simile crisi. Per quanto questa sia solo l’opinione personale di chi scrive, la risposta appare molto chiara: implementando questa serie di riforme la SPD ha scagliato un attacco ad una grossa fetta del proprio elettorato. I lavoratori che più di tutti hanno subito gli effetti di queste riforme sono i più poveri e i meno qualificati, e una buona fetta di questi sono donne. In passato la SPD ha difeso i diritti di chi lavorava nell’industria, poiché fino a 40 anni fa erano gli operai a trovarsi nella posizione più bassa dei redditi da lavoro; oggi invece la situazione è diventata più complessa e la SPD non ha saputo farsi carico dei nuovi rischi sociali e non ha saputo riconoscere con efficacia quali fossero le categorie che dovevano essere maggiormente tutelate. Ha invece optato per una politica che ha sostanzialmente difeso il manifatturiero a spese del terziario, dove queste categorie sono confluite in massa. Questa non è naturalmente l’unica chiave di lettura con cui possa essere interpretata la ormai decennale crisi di risultati della SPD, unitamente all’ascesa di partiti di destra neo-liberista come AfD, che a queste “ombre” del sistema tedesco è molto legata, come affrontato in un precedente articolo di Pandora.

Non solo i risultati, ma anche le dinamiche interne alla SPD hanno risentito delle conseguenze dell’Agenda 2010. Per poterla mettere in pratica, infatti, Schröeder dovette sfidare la sinistra del partito e i sindacati e non è un caso se Oskar Lafontaine, ex presidente della SPD fuoriuscito nel 2005 e in seguito fondatore di DIE LINKE, ha recentemente affermato che fra le condizioni per poter stringere un’alleanza a livello nazionale con SPD e Verdi vi sia la ricostruzione dello stato sociale. Se la coalizione rosso-rosso-verde, che vanta già diverse esperienze a livello locale, potrà essere riprodotta a livello federale sarà fondamentale per la SPD rivedere la propria posizione sull’Agenda 2010. Solo rivedendo le proprie posizioni su quale deve essere il ruolo della socialdemocrazia nei confronti dei nuovi rischi sociali la SPD avrà la possibilità di rilanciarsi con rinnovata energia, a partire dai rapporti con i potenziali alleati.

Se ciò non avverrà il rischio sarà quello di doversi affidare nuovamente all’opzione della “grande coalizione” o ad una “coalizione semaforo” fra SPD, Liberali e Verdi (attualmente al governo della Renania-Palatinato), che potrebbe essere sostenuta esternamente da altre forze politiche come Linke e CDU. Due scenari resi più probabili da una situazione dove i numeri renderebbero difficile vedere una coalizione “rosso-verde” (SPD-Verdi) andare al governo, così come una “nero-gialla” con la CDU-CSU e i liberali della FDP.


[1] È pero doveroso specificare che esistono casi in cui anche il possesso di tali beni di base non è scontato: nello specifico, meno del 3% dei bambini di nuclei famigliari che ricevono benefits dalla Hartz IV vive senza ricevere un pasto caldo al giorno, senza un appartamento riscaldato, senza un bagno con water, senza un freezer o una lavatrice. È una quota molto bassa, ciononostante sembra giusto menzionare anche queste famiglie.


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Laureato magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso l'Università di Bologna con una tesi su "Globalizzazione e varietà di capitalismo: processi di specializzazione istituzionale in Regno Unito e Germania". Attualmente è dottorando in Sociologia e Ricerca Sociale presso la stessa università. Ha frequentato un Master in Human Resources and Organization presso la Bologna Business School.

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