“Danni collaterali. Diseguaglianze sociali nell’età globale” di Zygmunt Bauman

Bauman

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Potere globale e politica locale

Il quadro che viene tratteggiato è di un mondo in cui la spinta globalizzante si è affermata e ha strappato dalle mani della politica ogni potere ed il singolo si trova completamente solo. “Le istituzioni dello Stato sociale vengono progressivamente smantellate e ridotte, mentre le limitazioni un tempo imposte alle attività imprenditoriali e al libero gioco della concorrenza del mercato e alle sue disastrose conseguenze vengono eliminate una ad una” (p. 140). In questo modo la forbice tra i vinti e l’élite dell’un per cento che possiede la ricchezza si allarga sempre di più lasciando i vinti con sempre meno risorse per rispondere all’emergenze e sempre più vittime di danni collaterali. “Al momento il potere è svincolato dalla politica, e la politica è priva di potere. Il potere è già globale, mentre la politica rimane pateticamente locale” (p. 19).

Bauman non si limita qui ad una lucida analisi delle condizioni in cui viviamo e dei tempi che attraversiamo, ma propone una risposta di tipo politico e su scala globale, auspica una ricerca di senso come comunità globale. Per fare ciò è fondamentale il riconoscimento della “collateralità” come “potenzialmente, il più disastroso dei tanti problemi che l’umanità potrebbe vedersi costretta ad affrontare e a risolvere in questo secolo” (p. XVI). Perciò, laddove lo Stato sociale non è più in grado di regolare il mondo, l’impegno per la costruzione di un più ampio orizzonte comune si fa sempre più urgente. Il compito della sociologia è quello mantenere viva l’arte del dialogo per aprirsi all’altro e “familiarizzare ciò che non lo è” (p. 197) in modo da rendere possibile la vita di una comunità che non ci lasci soli ad affrontare pericoli troppo più grandi. “Adesso, come in passato e nel futuro, la cura di sé e del bene dell’altro vanno nella medesima direzione e suggeriscono un’unica filosofia e strategia di vita” (p. 104).

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[1] Concetto teorizzato da Zygmunt Bauman in Modernità liquida, Roma-Bari, Laterza, 2002.

[2] Carl Schmitt, Le categorie del “politico”. Saggi di teoria politica, Bologna, il Mulino, 1972.

[3] Walter Benjamin, Sul concetto di storia, Torino, Einaudi, 1997.

[4] Giorgio Agamben, Stato di eccezione, Torino, Bollati Boringhieri, 2003.

[5] Michel Foucault, La volontà di sapere, Milano, Feltrinelli, 1978.


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Nato nel 1994 a Manerbio (BS). Diplomato al Liceo classico Arnaldo di Brescia. Studia filosofia presso l’Università degli studi di Roma “La Sapienza”. Si interessa di filosofia teoretica e politica occupandosi in special modo del pensiero di Walter Benjamin.

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