“La democrazia del narcisismo. Breve storia dell’antipolitica” di Giovanni Orsina
- 30 Luglio 2018

“La democrazia del narcisismo. Breve storia dell’antipolitica” di Giovanni Orsina

Scritto da Luca Picotti

6 minuti di lettura

Recensione a: Giovanni Orsina, La democrazia del narcisismo. Breve storia dell’antipolitica, Marsilio, Venezia 2018, pp.192, 17 euro (scheda libro).


Il dilagare dei partiti anti-sistema che le ultime tornate elettorali hanno registrato in tutto l’Occidente è in parte dovuto alla crisi finanziaria del 2007, un terremoto economico senza precedenti che ha avuto conseguenze nefaste sulla vita delle persone. Non bisogna però soffermarsi esclusivamente sul lato economico, anche perché la ripresa degli ultimi anni non ha fatto calare i consensi verso i cosiddetti partiti del risentimento; vi sono cause più profonde, insite nel concetto stesso di democrazia e nelle sue contraddizioni, che aiutano a comprendere la crisi culturale e politica che le società occidentali stanno vivendo.

L’ultimo libro di Giovanni Orsina, politologo e storico, si focalizza sulla crisi del politico emersa a partire dagli anni Sessanta. L’analisi dell’Autore prende le mosse dalle cause endogene che insidiano la tenuta del sistema democratico ed evidenzia le contraddizioni strutturali della democrazia attraverso un lucido excursus nella storia del Novecento e con l’ausilio di pensatori come Alexis de Tocqueville, José Ortega y Gasset e Johan Huizinga. Orsina mette in luce il conflitto tra politica e cittadini, il rapporto tra massa e potere e le conseguenze dell’esplosione libertaria del ’68 – tratti comuni a tutto l’Occidente – passando infine per l’anomalia squisitamente italiana di Tangentopoli, inquadrata come il sacrificio simbolico di un’intera classe di governo che ha inaugurato un venticinquennio di antipolitica.

«Da qualche anno ormai le democrazie avanzate hanno a che fare con la crescita impetuosa di forze politiche cosiddette populiste: ostili all’establishment, più o meno radicali nelle proposte, abili a nutrirsi delle emozioni negative che circolano in abbondanza nello spazio pubblico […] Solo, l’assunto del libro è che i populismi non siano essi stessi una malattia, ma il sintomo dell’avvizzire patologico della dimensione politica, o meglio ancora il tentativo di reagire alla patologia. Concentrarsi sul sintomo sarebbe allora un errore madornale, e peggio ancora sarebbe tarare su di esso la terapia. È il morbo che dobbiamo cercar di capire e, se possibile, curare»(pp.13-14).

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Indice dell’articolo

Pagina corrente: La democrazia del narcisismo

Pagina 2: La democrazia e i suoi limiti

Pagina 3: Orsina e la crisi del politico


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Scritto da
Luca Picotti

Nato a Udine nel 1997, studia giurisprudenza presso l’Università degli studi di Trieste ed è redattore della rivista. Scrive soprattutto di teoria politica, trasformazioni socioeconomiche e processi di globalizzazione.

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