Centro, periferia e territori: come ridurre il divario. La Strategia nazionale per le aree interne

Strategia Nazionale delle Aree Interne

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Un punto a quattro anni dal lancio della strategia nazionale per le aree interne. Prospettive nazionali ed europee

La Strategia Nazionale per le Aree Interne opera per promuovere la ricchezza e la diversità conservata in alcune delle aree più remote del Paese. Senza voler descrivere questi territori con il linguaggio retorico dei villaggi che muoiono e dell’assenza di futuro, è evidente un desiderio profondo di cambiamento che spesso non riesce ad essere liberato. Lavorando sul lungo periodo, dicono gli esperti, è ancora presto per tracciare un bilancio, tuttavia è possibile fare delle valutazioni di metodo, identificando le principali rotture con le politiche precedenti.

La prima inversione di rotta, secondo Barca[20], riguarda parte dell’amministrazione centrale e alcune regioni. Sia l’una che le altre si sono dimostrate meno “cieche ai luoghi”, hanno ripreso contatti diretti con i loro territori, comprendendo come le regole generali dello Stato si adattino efficacemente ai più differenti contesti. Secondariamente le amministrazioni locali che hanno osato ascoltare campane diverse rispetto ai “consiglieri di sempre”, hanno ritrovato un dialogo costruttivo con lo Stato, il quale si è dimostrato capace di «ascolto e consapevolezza»[21]. In altre parole, confronto e non conflitto. È il caso di Roberto Colombero, sindaco di Canosio, comune di 80 abitanti in Val Maira, che, chiamato a parlare di fronte all’intero gruppo di lavoro della SNAI, ha espresso tutte le perplessità raccolte in valle riguardo la Strategia, chiedendo non solo di investire su una scuola di alta qualità, ma anche di implementare progetti per l’autosufficienza energetica e per sviluppare il business turistico basato sulla cultura occitana. Un discorso analogo si può fare per le Madonie, dove si è scelta una collaborazione con l’Istituto Astronomico Italiano. Sapendo che il cielo siciliano è noto per l’elevato numero di notti fotometriche, cioè quelle in cui le stelle sono scientificamente osservabili, lì lo sviluppo si è basato sulla creazione di un parco astronomico di rilievo mondiale[22].

Tali esempi sono fondamentali anche nel contesto Europeo, che, con la recente revisione della Politica di Coesione, sta sperimentando nuovi metodi per ridurre le disuguaglianze fra i territori. Sempre Barca, chiamato ad intervenire al forum sulla Coesione post-2020 organizzato a Sofia il 31 maggio 2018, ha ricordato la “grande opportunità” dell’Unione Europa: prendere spunto dalla SNAI per una politica “place-based” che le consentirebbe di ridurre concretamente il deficit democratico ed evitare la dinamica autoritaria. In altre parole, dice Barca, non è più tempo di politiche uniformi calate dall’alto (one size fits all) ma di una dimensione territoriale più forte, capace, dal centro, di “curvarsi” sulle specificità delle periferie[23].

Infine, un primo obiettivo sembra essere stato raggiunto: grazie alla Strategia Nazionale il tema delle aree interne è stato riportato al centro delle riflessioni sul futuro del Paese, nonostante il dibattito politico sia ancora ben lontano dal riconoscere e dal parlare della Strategia stessa. Il problema comunicativo resta infatti il principale ostacolo al cambiamento e fa sì che la SNAI sia ancora percepita come uno dei tanti progetti locali (alla stregua dei GAL, i gruppi di azione locale) sottostimandone la portata politica e la logica di trasformazione sul lungo termine[24].

Ridurre le disuguaglianze tra centro e periferia richiede tempo e politiche di ampio respiro. La SNAI, anche per la capacità finanziaria di cui è dotata, non è e non sarà la panacea della provincia. Però è un notevole contributo alla tesi per cui la vita dei paesi non è decisa dall’orografia, ma dalle politiche pubbliche.

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http://www.agenziacoesione.gov.it/opencms/

[20] G. Carrosio, F. Tantillo, Uscire dal vecchio mondo, cit.

[21] Ibid.

[22] Si possono reperire numerosi altri esempi dei risultati della SNAI sul forum ufficiale dell’Agenzia di Coesione del Governo Italiano http://community-pon.dps.gov.it/areeinterne/

[23] Le slide dell’intervento di Fabrizio Barca si trovano qui

https://www.espon.eu/sites/default/files/.pdf

[24] S. Lucatelli, Strategia Nazionale per le Aree Interne, cit.


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(1992) Friulano di origine ma bolognese d'adozione. ha studiato storia all'Università di Bologna e si è laureato in Relazioni Internazionali. S'interessa di confini, minoranze etnico-linguistiche e identità territoriali. Attualmente in tirocinio a Bruxelles presso l'Ufficio di Collegamento della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia a Bruxelles.

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