“Dove. La dimensione di luogo che ricompone impresa e società” di Venturi e Zandonai

Venturi Zandonai

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L’urgenza di contrastare le comunità rancorose

Quanto appena descritto relativamente alla natura corale di questa risposta, che emerge dai luoghi e guarda alle grandi trasformazioni sociali in atto, funge poi da premessa per cogliere al meglio la ricchezza dell’ultimo lavoro a quattro mani di Paolo Venturi e Flaviano Zandonai “Dove. La dimensione di luogo che ricompone impresa e società”. Anch’esso è infatti un libro che parla in maniera corale, rivolgendosi ad un pubblico molto più vasto dei soli addetti ai lavori: dai singoli cittadini agli amministratori locali, da chi opera in campo imprenditoriale a chi si impegna gratuitamente per gli altri, questo libro vuole parlare a tutti coloro che a vario titolo e grado contribuiscono al dare forma ad uno specifico territorio e collettività.

A differenza di molti lavori dedicati a questi temi, il volume non si struttura attorno all’analisi di studi di caso specifici, esso ha piuttosto il merito di mettere al centro del ragionamento un unico concetto, ovvero «la dimensione di luogo» nelle sue declinazioni spaziali, relazionali, produttive e di governance. Ciò permette di concentrarsi su quelle modalità alternative di intreccio di tali elementi, che possono fungere da linee guida per la definizione di un nuovo paradigma di sviluppo per territori e comunità, permettendo la realizzazione di progettualità alternative in grado di proporre una diversa articolazione tra dimensione politica, culturale, produttiva e relazionale[4]. Per chi fosse poi interessato a conoscere più nel dettaglio specifiche esperienze e progettualità, si rimanda ad una serie di altre ricerche tra cui quelle promosse dalla community di Iris Network, dalla Fondazione Symbola in collaborazione con AICCON e quelle realizzate in occasione delle varie edizioni di Culturability.[5]

Le ragioni poi sul perché gli autori abbiano deciso di scegliere come cardine della propria riflessione il concetto di «luogo» e di concentrarsi sulle strutture dei processi che ne costituiscono le fondamenta, sono certamente molteplici. Tra di esse quella che senza dubbio va a toccare una questione di particolare urgenza, riguarda il riemergere di alcuni sentimenti e tensioni che trovano nello spazio della comunità il loro punto di innesco: «oggi a dominare sono le comunità rancorose, che preferiscono investire il loro capitale di relazioni e fiducia internamente (bonding), e non per ampliare la propria connettività (bridging)[6]». Per affrontare le grandi sfide poste in essere dalle macro trasformazioni dei contesti sociali, diventa dunque una priorità anche il reagire al sorgere di tali “comunità rancorose”, e di fondamentale importanza diventa il lavoro di ricerca proprio su quei luoghi dove nascono quelle esperienze capaci: sia di mettere in campo una contro-narrazione rispetto ai modelli di sviluppo mainstream e alle tendenze regressive sul piano dell’inclusione, sia di proporre un insieme di pratiche che aspirino a costruire una concreta alternativa nei modi di immaginare il futuro dei territori, come si dirà in meglio in seguito, a partire da una ridefinizione dei rapporti tra dimensione sociale e dimensione economico-produttiva, aspetti che non possono più essere scissi, ma anzi è solo insieme che i bisogni del primo possono trovare risposta nelle risorse del secondo e viceversa.

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[4] Cfr., Hemerijck A., The Uses of Social Investment edited, Oxford, Oxford University Press, 2017.

[5] 1) Coesione è competizione: www.symbola.net/coesionecompetizione
2) Iris Network: https://irisnetwork.it/risorse/

3) Culturability: https://culturability.org

[6] Venturi P. e Zandonai F., Dove. La dimensione di luogo che ricompone impresa e società, Milano, Egea, 2019, p.3.


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Classe 1992, laureato in filosofia contemporanea presso l'Università di Bologna, mi occupo di trasformazioni dei sistemi di welfare con particolare interesse per il Terzo Settore e il welfare di comunità. Presso la stessa università sono tutor del corso di alta formazione in Welfare Community Manager e collaboro con il Centro Servizi del Volontariato di Modena.

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