Economia come mezzo. Il PIL, tanti numeri poca informazione?

PIL

Esistono molti indicatori che misurano dimensioni prettamente economiche: la variazione del PIL, il rapporto tra PIL e debito pubblico, l’inflazione, l’andamento dei mercati azionari e obbligazionari, etc. L’informazione che viene diffusa riguardo questi indicatori è molto abbondante e su quotidiani e telegiornali vengono presentati i numeri più disparati. D’altra parte raramente questi dati vengono spiegati ed in pochi sono in grado di interpretarli: cosa cambia davvero se l’azionario segna più o meno 0,5%? E se l’inflazione diminuisse di colpo? Una crescita dell’1,5% del PIL è poco o tanto? E per quale motivo? Gli indicatori economici divengono una sorta di feticcio, il messaggio trasmesso è che l’economia è un fine in sé stessa e non un mezzo.

Una volta accumulate grandi ricchezze il protagonista della novella La roba di Verga non sa più che farsene se non distruggerle al grido di «roba mia vientene con me!». La vita del protagonista si è consumata per accumulare ricchezze di cui infine non ha mai goduto, a quale scopo tutto ciò? Allo stesso modo non è detto che fare crescere a tutti i costi il PIL più di quello degli altri stati debba essere lo scopo finale e assoluto ma invece necessita di spiegazioni e approfondimenti.

In quanti sanno quant’è la percentuale della popolazione italiana che vive in povertà relativa? Quanti conoscono il totale delle ore lavorate in media da un italiano oppure si preoccupano dell’inquinamento o della diffusione della cultura o della felicità della popolazione? Difficilmente l’economia può essere davvero intesa come un fine in sé stesso, nonostante ciò raramente è dibattuto lo scopo che l’economia dovrebbe aiutarci a raggiungere. Il presente articolo si propone di illustrare alcuni esempi per i quali limitarsi alla rilevazione numerica dei principali indicatori economici, quale il PIL, è riduttivo.

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Indice dell’articolo

Pagina corrente: Tanti numeri poca informazione?

Pagina 2: PIL: un concetto complesso

Pagina 3: Oltre il PIL

Pagina 4: Alternative: la persona al centro?


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Nato nel 1991, ha conseguito la maturità presso il liceo scientifico Augusto Righi di Bologna, quindi la laurea triennale in Economia e Finanza e la magistrale in Finanza Intermediari e Mercati presso l’Università di Bologna. Durante il periodo universitario ha fatto parte del Collegio Superiore dell’Università di Bologna. Ha collaborato con la rivista elettronica Il Chiasmo e ho svolto stage presso l’azienda bolognese Prometeia e in Banca di Bologna.

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