Cosa (non) cambia con le elezioni in Nigeria

Nigeria

Le elezioni presidenziali del 23 febbraio in Nigeria hanno visto la riconferma del presidente uscente Muhammadu Buhari in una cornice di tensioni e scontri, che ha gravato ulteriormente su un’affluenza già prevista molto bassa anche a causa del rinvio delle elezioni di una settimana rispetto alla prima data fissata.

Questa scelta, comunicata solo poco prima dell’apertura prevista delle urne, ha influito notevolmente sulla volontà e sulla capacità di votare di una parte consistente dell’elettorato, non solo facendo crescere la sfiducia nella regolarità delle elezioni, ma costringendo anche gli abitanti dei villaggi più lontani dai seggi, che spesso avevano dovuto affrontare lunghi viaggi o richiedere permessi speciali, a tornare indietro senza poter votare.

Difficoltà materiali e diffidenza non sono però le uniche ragioni. L’affluenza è diminuita – nonostante sia aumentata la base elettorale rispetto al 2015 – ed è crollata soprattutto nelle città, tanto che a Lagos, il centro urbano più grande del paese, si è fermata intorno al 18%. A disertare le urne sono state soprattutto le fasce più giovani di una popolazione con un’età media poco al di sotto dei 18 anni, che non hanno trovato un’alternativa valida nei due politici di lunga data – e ultra-ottantenni – scelti dalle formazioni principali per contendersi la presidenza.

Nonostante il nutrito numero di candidati, gli unici reali concorrenti per la presidenza sono stati infatti il presidente uscente Muhammadu Buhari, ex generale e già presidente dal 1983 al 1985 all’interno della giunta militare che ha governato il paese fino al 1998, e Atiku Abubakar, ex vice-presidente dal 1999 al 2007 e candidato del Partito Democratico del Popolo (PDP), il partito che ha governato la Nigeria dall’inizio della Quarta Repubblica nel 1999 fino alla vittoria nel 2015 di Buhari e della sua coalizione di partiti d’opposizione.

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Indice dell’articolo

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Nato nel 1995, attualmente studente di Scienze Politiche e Sociali presso la Scuola Superiore Sant’Anna e di Governance delle Migrazioni presso l’Università di Pisa, dopo aver conseguito la laurea triennale in Scienze Politiche Internazionali nello stesso ateneo. Attivo in alcune associazioni di volontariato e sportello legale per le migrazioni, tiene una rubrica a tema immigrazione per la rivista online “Il Fuochista”.

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