“Era Obama” di Mario Del Pero. Qual è il lascito del Presidente?
- 03 Maggio 2017

“Era Obama” di Mario Del Pero. Qual è il lascito del Presidente?

Scritto da Alberto Prina Cerai

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Chi era Obama?

La cifra interpretativa di questo periodo è proprio, secondo l’autore, l’acquisita consapevolezza e padronanza del presidente nell’utilizzo di quegli strumenti presidenziali utili nell’aggiramento dell’iter legislativo e nell’indirizzare l’esecutivo. Affinati in primis nella battaglia sull’immigrazione, con una retorica meno reticente e più vigorosa – contro la quale la reazione repubblicana fu più violenta che mai – Obama seppe sfruttarli con abilità per perseguire grandi obiettivi in politica estera, uscendo così dalla paralisi politica e parlamentare degli anni precedenti. La visita a Cuba del presidente – tra l’altro accompagnato da una delegazione bipartisan – nel marzo del 2016 fu l’ufficializzazione di una svolta davvero storica: dopo decenni di totale isolamento diplomatico dell’isola e congelamento dei rapporti tra i due paesi, il riavvicinamento (in seguito a trattative segrete condotte dall’amministrazione, poi annunciate pubblicamente verso la fine del 2014) aveva riflessi simbolici e geopolitici di portata rivoluzionaria, soprattutto nel consolidare le ristabilite relazioni interamericane. Non meno eclatante fu l’accordo sul programma nucleare iraniano, ottenuto grazie ad un executive agreement: Teheran rappresentava una delle principali minacce nell’agenda di sicurezza nazionale nella visione neoconservatrice, con Obama divenne il pilastro di una possibile ricomposizione degli equilibri geopolitici della regione – a dispetto delle alleanze tradizionali, Israele, Egitto e Arabia Saudita, acerrimi nemici del regime sciita, e del filibustering repubblicano. Terzo ed ultimo trionfo, l’accordo sul clima di Parigi, rifletteva l’encomiabile impegno ambientale di Obama, attento ad una questione globale quanto alla necessità di riconvertire l’economia energetica del paese verso prospettive – e naturalmente opportunità di crescita – più green e al passo con i tempi. Una svolta, quella di Obama, che consentiva “di rimettere Washington al centro della scena” e “il rilancio di un’azione cooperativa e multilaterale” (p. 161).

Chi era Obama? Una descrizione agrodolce quella che si può intravedere scorrendo le pagine di questo libro, di uno stimato storico e americanista che con notevole onestà e capacità interpretativa ammette la grandissima assuefazione e fascinazione seguita all’elezione del 2008 e che, filtrata con sguardo critico nel corso di questi anni, si è lentamente assopita, per l’inevitabile e l’ineludibile confronto con la realtà della società americana e del contesto globale. Quale è il lascito di Obama? Nel complesso, il bilancio che offre Mario Del Pero è chiaro: «Obama non poteva non deludere». Grandi traguardi, sfide globali, retaggi pesanti da gestire in un contesto polarizzato e difficile non giustificano alcune mancanze evidenti della presidenza Obama, spesso ingessata nel suo approccio moderato e nell’utopico tentativo di includere fazioni così distanti. Mai un presidente fu più ostaggio del suo modo di essere e di porsi, costantemente in tensione tra un’America che voleva cambiare e un’America che lo scherniva, agente e vittima di una trasformazione epocale incarnata nella sua unicità che ha finito per logorare il suo capitale politico, simbolico e radicalizzare ancor più una società fortemente diseguale e polarizzata. La storia comunque sarà giudice nel rivalutare o meno l’impatto di un’icona globale quale è stata la figura di Obama, nel segnare un’epoca forse già tramontata con l’ascesa di Donald Trump. Gli Stati Uniti, che si voglia o meno, rappresentano la cifra della modernità occidentale. Leggere la parabola politica americana in questi otto anni significa, in qualche modo, riflettere sullo status e sul presente sempre più incerto della democrazia.


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Scritto da
Alberto Prina Cerai

Nato a Biella, laureato in Scienze Strategiche presso l’Università degli studi di Torino e in Storia Contemporanea all’Università di Bologna. Ha svolto un periodo di ricerca al Liddell Hart Centre for Military Archives (LHCMA) presso il King’s College. Interessato di storia, politica e sicurezza americana e di geopolitica.

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