“Ereditare il futuro. Dilemmi sul patrimonio culturale” di Lorenzo Casini

"Ereditare il futuro. Dilemmi sul patrimonio culturale" di Lorenzo Casini

Recensione a: Lorenzo Casini, Ereditare il futuro. Dilemmi sul patrimonio culturale, Il Mulino, Bologna 2016, pp. 228, 20 euro (scheda libro).


Sono ben note le aspre discussioni che hanno accompagnato sin dagli inizi le riforme del già Ministro del MiBACT Dario Franceschini. Eppure, al di là dei ricorsi legali e delle polemiche talvolta sterili, questi ultimi quattro anni hanno senz’altro avuto un chiaro merito: quello di aver acceso i riflettori su di un ambito che da tempo era relegato agli ultimi argomenti di discussione politica. Eppure, dalla lettura del volume emerge chiaramente come, ben prima dell’acceso dibattito, i presupposti delle attuazioni ministeriali erano stati formulati ed espressi già negli anni precedenti (talvolta anche decenni).

Una delle principali argomentazioni che infatti si trova nel libro – e che, peraltro, viene ben documentata – è la seguente: le riforme degli ultimi quattro anni non hanno “inventato” niente di nuovo ma, al contrario, hanno recepito e attuato la lunga serie di stimoli e riflessioni che le alte professionalità del settore avevano offerto tramite studi, commissioni e riforme, talvolta brutalmente interrotte.

Chi parla, lo fa senz’altro a ragion veduta perché vi ha agito in prima fila: si tratta di Lorenzo Casini, professore ordinario di diritto amministrativo all’IMT di Lucca e consigliere giuridico del già Ministro Franceschini. Tuttavia, lungi dall’essere una palinodia alle pungenti critiche ormai sopite, la trattazione del volume non vuole solo mettere in luce gli aspetti positivi della riforma, ma anche, e soprattutto, i punti d’ombra che si celano nelle maglie di un sistema complesso e stratificato. Al di là infatti di quale possa essere il punto di vista del lettore sull’argomento, senz’altro dal volume traspare una grande onestà intellettuale nel discutere, senza mai cedere all’acredine, i punti più complessi della riforma, riportando spesso in nota le osservazioni di chi non ha sempre condiviso le attuazioni ministeriali.

La tripartizione adottata da Lorenzo Casini

Il volume è diviso in tre macroaree di indagine. La prima parte è focalizzata sulla storia dei provvedimenti legislativi (a partire dagli anni Settanta) e sulla storia del Ministero (pp. 23-102). La discussione delle principali norme ed evoluzioni ministeriali permette al lettore di comprendere il sottile orizzonte in cui un Ministero, piuttosto giovane, ha cercato di destreggiarsi tra problematiche nazionali e soprattutto sovranazionali.

La seconda parte è incentrata su quattro difficili questioni relative alla gestione dei beni culturali (pp. 105-153): 1. il rapporto tra pubblico e privato; 2. la circolazione dei beni culturali (più precisamente il prestito); 3. il significato delle mostre museali per il concetto di valorizzazione; 4. le modalità d’azione nel restaurare un paesaggio.

Questi quattro “dilemmi” vengono scelti per due motivi principali: il primo è di natura giuridica dal momento che per tutti e quattro i dilemmi non esistevano norme e procedure chiare prima delle riforme del 2014-2016; il secondo motivo è che tutti e quattro hanno profonde connessioni con il concetto giuridico di valorizzazione. Infatti, come è possibile valorizzare un patrimonio culturale se manca una visione del ruolo del privato nella collaborazione con il pubblico? Come è possibile valorizzare un bene culturale se non esiste una flessibilità e non si attribuisce un ruolo (anche economico) al prestito extranazionale? E, da ultimo, come è possibile valorizzare un patrimonio paesaggistico senza alterarne – ma nemmeno ingessarne – la fruizione?

La terza parte illustra invece le soluzioni che, in merito a tali problematiche, il Ministero ha avviato a partire dal 2014 (pp. 157-218). Sicuramente quest’ultima parte risulta la più interessante per chi volesse conoscere più nel concreto le ultime evoluzioni ministeriali, ancora non proprio note ai più. Di certo però, la lettura di solo quest’ultima parte – senza le due precedenti – risulterebbe decontestualizzata, soprattutto riguardo ai motivi che hanno spinto il Ministero a una nuova visione della sua stessa organizzazione interna.

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Indice dell’articolo

Pagina corrente: La tripartizione adottata da Lorenzo Casini

Pagina 2: La storia di un Ministero e di una nuova materia giuridica

Pagina 3: I quattro “dilemmi” del patrimonio culturale

Pagina 4: Le riforme ministeriali dal 2014


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Laureato in Filologia Classica nel 2014 e Archeologia nel 2015 presso l'Università di Bologna, è dottorando presso l'IMT di Lucca in Gestione e Analisi dei Beni Culturali. Oltre a pubblicazioni scientifiche e alla partecipazione in conferenze internazionali, ha lavorato alla pubblicazione di schede di catalogo per mostre museali e ha collaborato con il British Museum di Londra nel Dipartimento di Disegni e Stampe.

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