L’Europa e le sanzioni USA contro l’Iran
- 15 Febbraio 2019

L’Europa e le sanzioni USA contro l’Iran

Scritto da Gabriele Sirtori

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L’Italia sull’Iran attende alla porta

Nel 2015, nel gruppo dei 5+1 – ovvero gli Stati che negoziarono l’accordo sul nucleare con Teheran – l ’Italia era drammaticamente assente. Eppure, l’Italia è sempre stata tra i principali partner commerciali dell’Iran, a livello di Francia e Germania. Nel 2017 il nostro Paese è stato il primo importatore europeo di merci iraniane [13].

Nel 2019 l’inspiegabile assenza dell’Italia nei negoziati sull’Iran si è ripetuta. Al momento non è chiaro se gli E3 (ovvero i tre Stati europei che hanno costituito INSTEX SAS, cioè Francia, Germania e Regno Unito) decideranno di aprire questo strumento anche ad altri Paesi dell’Eurozona e in che termini.

Iran

Questo è un punto cruciale non solo per l’Italia ma per l’intera compagine europea. Quella che si delinea nei fatti è sempre più un’Europa a due velocità: è infatti solo un ristretto gruppo di Stati leader, guidato da Germania e Francia, a perseguire con forza una politica estera di interesse europeo – esempi sono il trattato di Aquisgrana dello scorso gennaio e il progetto di difesa comune a cui l’Italia ancora non ha aderito – attraverso accordi e iniziative bilaterali che anticipano, bypassandolo, il lento lavoro delle istituzioni UE. Agli altri Paesi, i quali per impossibilità o volontà politica hanno preferito attendere, non resta che inseguire o rimanere esclusi. È quanto sta accadendo all’Italia con il caso Iran.

Nel totale disinteresse dei rappresentanti della politica nostrana su questo tema l’unica figura italiana ad essersi impegnata a fondo e in prima persona in difesa degli interessi europei in Iran è l’Alto Rappresentante per la Politica Estera dell’Unione Federica Mogherini. A sottolinearlo è anche Andrea Zucchini, presidente di i-Pars, principale società di consulenza export tra Iran e Italia, che intervistato da Pandora-Rivista afferma: “Da questo accordo si attendono tre effetti positivi: dimostrare che l’Unione Europea prende decisioni autonome rispetto al volere degli Usa, dare fiducia alle nostre imprese che hanno sempre guardato a questa parte del mondo con grande interesse e consentire all’Iran di alleggerire la pressione statunitense.” In riferimento all’Italia, continua Zucchini, saranno soprattutto le piccole e medie imprese a beneficiare di questo strumento. Per le grandi resta il timore delle ritorsioni USA.

Ci potrebbe però essere anche un altro beneficio per il nostro Paese. “L’obiettivo non dichiarato – afferma Zucchini – è quello di riuscire a garantire all’Europa, e in particolare all’Italia, l’approvvigionamento energetico.” Per questo però resta fondamentale capire il successo che avrà questa operazione, sulla base del numero di Paesi che vi prenderanno parte ed il volume delle transazioni, oltre alle eventuali reazioni USA e soprattutto all’adozione, in territorio iraniano, di un meccanismo speculare.

L’opinione pubblica persiana infatti non ha accolto del tutto positivamente la proposta dei tre Stati europei. “È bene specificare – ricorda infine Zucchini – che lo SPV non costituisce un regalo dell’Europa all’Iran: in cambio viene chiesto di completare l’iter legislativo, osteggiato dagli ultraconservatori, per adeguarsi alle norme internazionali contro il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo (FAFT)” elemento questo sottolineato anche nel comunicato congiunto dei tre ministri europei.

In conclusione, la palla ora passa a Teheran e al suo governo, in primo luogo al presidente Rouhani e al ministro degli esteri Zarif, che proveranno a dimostrare ad un elettorato in gran parte scettico e deluso dal comportamento statunitense la bontà dei negoziati con l’Europa e della permanenza iraniana nel JCPOA.

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[13] https://financialtribune.com


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Scritto da
Gabriele Sirtori

Nato a Lecco nel 1996, studente di arabo e persiano, ha passato gli ultimi 3 anni tra Iran, Egitto, Libano, Kurdistan (iraniano) e il Veneto. Ha seguito corsi presso l'Università Ferdowsi di Mashhad, Iran. È studente del terzo anno presso l'Università Ca Foscari di Venezia.

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