Da Marx a Mark: la filosofia della storia ai tempi di Facebook
- 02 Maggio 2017

Da Marx a Mark: la filosofia della storia ai tempi di Facebook

Scritto da Raffaele Danna

9 minuti di lettura

Pagina 2 – Torna all’inizio

Global community

Le comunità definite supportive sono comunità «that strengthen traditional institutions in a world where membership in these institutions is declining». Particolare attenzione è rivolta alle «meaningful communities» che portano le persone a incontrarsi e sviluppare relazioni significative, rafforzando così il tessuto sociale. Una comunità veramente globale sarebbe la prima infrastruttura sociale in grado di proteggerci dalle minacce globali che, come il terrorismo, i disastri naturali, le malattie, le crisi dei profughi e il cambiamento climatico, hanno bisogno di risposte coordinate da un punto di vista mondiale. «No nation can solve them alone». Facebook sta investendo «more and more resources» per raggiungere questo obiettivo. I primi dispositivi (come i controlli di sicurezza e le campagne di crowdfunding) sono stati un successo, ma altre innovazioni sono ancora in fase di sviluppo, come l’uso di intelligenza artificiale per identificare i contenuti pericolosi o i casi «where our community should be able to identify risks related to mental health, disease or crime».

Per quanto riguarda l’informazione, Zuck ammette che molte critiche sono state sollevate sulle fake news e su informazioni targhettizzate e univoche (“filter bubbles”). La sua promessa è che «it is our responsibility to amplify the good effects and mitigate the bad — to continue increasing diversity while strengthening our common understanding so our community can create the greatest positive impact on the world». Con la promozione di civically-engaged communities, Zuck vuol dire essenzialmente due punti. Innanzitutto, incoraggiare il coinvolgimento dei cittadini nei processi politici esistenti: votare, chiedere conto ai propri rappresentanti, partecipare al dibattito pubblico e organizzare. Come secondo punto, forse più interessante, Zuck sostiene che una comunità globale potrebbe stabilire un nuovo modo per i cittadini di tutto il mondo di partecipare al processo decisionale collettivo. «Our world is more connected than ever, and we face global problems that span national boundaries. As the largest global community, Facebook can explore examples of how community governance might work at scale». Infine, la nuova comunità globale dovrebbe essere inclusive. Qui Zuck sostanzialmente argomenta che la comunità dovrebbe disporre degli standard e dei limiti che sono impostati dalle preferenze del singolo utente. La conclusione del testo è la seguente:

History has had many moments like today. As we’ve made our great leaps from tribes to cities to nations, we have always had to build social infrastructure like communities, media and governments for us to thrive and reach the next level. At each step we learned how to come together to solve our challenges and accomplish greater things than we could alone. We have done it before and we will do it again.

Continua a leggere – Pagina seguente


Vuoi aderire alla nuova campagna di abbonamento di Pandora? Tutte le informazioni qui

Scritto da
Raffaele Danna

Ha studiato filosofia a Bologna ed è dottorando in storia all'Università di Cambridge. Su twitter è @Raff_Danna

Pandora di carta

Seguici

www.pandorarivista.it si avvale dell'utilizzo di alcuni cookie per offrirti un'esperienza di navigazione migliore se vuoi saperne di più clicca qui [cliccando fuori da questo banner acconsenti all'uso dei cookie]