Il ritorno dell’Alternativa: le “15 proposte per la giustizia sociale” del Forum Disuguaglianze Diversità

Forum Diseguaglianze Diversità

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Le prospettive del Rapporto

In conclusione, le “15 proposte” del Forum Disuguaglianze Diversità sembrano a chi scrive un tentativo molto riuscito di dare risposte concrete al problema delle disuguaglianze, ormai percepito da larga parte dell’opinione pubblica come uno dei più pressanti in tutte le sue sfaccettature, economiche, sociali, intergenerazionali, di genere e ambientali, ma non ancora affrontato con sufficiente senso pratico e concretezza dai policymaker, nel senso più ampio della parola. Il lavoro è pertanto caratterizzato da una chiara volontà di orientare e informare l’opinione pubblica, con la speranza di dar vita a un dibattito che entri nella carne viva delle proposte, mettendole alla prova e discutendole anche criticamente. Secondo i promotori del Forum, infatti, è questo il modo migliore per cui le proposte possano efficacemente cambiare e indirizzare il senso comune.

I punti di forza sono diversi e solidi. Anzitutto, il metodo di elaborazione sembra essere molto efficace: il fatto che si sia proceduto con l’individuazione di specifici punti critici nello stato delle disuguaglianze in Italia ha permesso di focalizzare obiettivi, sia generici che specifici, ben definiti, che a loro volta hanno permesso di articolare proposte approfondite, fondate e mirate. A proposito di queste ultime, alcune appaiono davvero innovative e radicali, anche quando sono ispirate a “buone pratiche” già esistenti. È il caso, ad esempio, dei Consigli dei lavoratori e della cittadinanza nelle imprese o delle reti di sviluppo fra Università e PMI, entrambi mutuati dal sistema tedesco, ma innovative perché riadattate al contesto italiano e alle sfide odierne. È inoltre assolutamente apprezzabile il coraggio con cui si propone l’integrazione di pratiche di cittadinanza attiva, di azioni collettive e di istanze di movimenti con le più tradizionali politiche pubbliche. Non è da trascurare poi il taglio europeo o addirittura globale di molte proposte. Infatti, pur essendo orientate alla situazione italiana, le proposte prevedono il coinvolgimento di istituzioni dell’Unione Europea e la modifica di accordi internazionali, parallelamente ad un’azione delle parti sociali e della cittadinanza attiva anche al di fuori dei confini nazionali. A rafforzare il taglio pratico delle proposte, infine, c’è una stima dei costi delle proposte, sia in senso finanziario che temporale.

Dunque, queste 15 proposte possono essere considerate come un ottimo contributo italiano alla recente rinascita di proposte radicali per la giustizia sociale (si pensi al dibattito sul Green New Deal e sulla rimodulazione in senso fortemente progressivo delle aliquote marginali che anima gli Stati Uniti in questi giorni). Tali proposte possono senza dubbio fornire una organica e ragionata piattaforma di partenza per una “socialdemocrazia del XXI secolo”, che «spinga fino ai limiti possibili gli spazi offerti dal capitalismo» (dall’introduzione alle Proposte) e che metta a frutto tutte le opportunità di progresso e le possibilità di cambiamento che le crisi odierne offrono, facendo in modo che la società, oggi ad un bivio fra disuguaglianze ed autoritarismi da una parte e giustizia sociale e democrazia sostanziale dall’altra, prenda con decisione la direzione di queste ultime.

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Massimo Aprea ha conseguito nel 2018 la laurea in Economia politica presso l'Università La Sapienza di Roma. I suoi interessi riguardano le disuguaglianze e le politiche in grado di fronteggiarle efficacemente. Attualmente è dottorando in Economia politica presso l'università La Sapienza di Roma. Gabriele Palomba è dottorando presso la Scuola di Dottorato in Economia dell'Università La Sapienza di Roma, si è laureato in Economia politica presso la stessa università. Studia le disuguaglianze e la distribuzione del reddito. Ha conseguito il diploma triennale della Scuola Superiore di Studi Avanzati Sapienza (SSAS). È membro della rete italiana di Rethinking Economics.

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