Cos’è il franco CFA e perché se ne discute?
- 27 Gennaio 2019

Cos’è il franco CFA e perché se ne discute?

Scritto da Lorenzo Pedretti

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Decolonizzazione incompiuta?

Quale futuro per il franco CFA? Le richieste di riforme sono sempre più frequenti. Issiaka Coulibaly, docente dell’Università di Bamako (capitale del Mali), sostiene che in primo luogo bisognerebbe modificare gli accordi di cooperazione monetaria con la Francia, consentendo la convertibilità fra la moneta in uso nella zona della BCEAO e in quella della BEAC, e rendendo più trasparenti le operazioni effettuate dalla Banca di Francia[18]. Carlos Lopes, ex segretario esecutivo della Commissione Economica per l’Africa delle Nazioni Unite, sostiene che il franco CFA andrebbe ancorato non all’euro, bensì a un paniere di valute, come il dollaro e lo yuan, consentendo una maggiore flessibilità in politica monetaria[19]. Altri propongono un tasso di cambio che fluttui intorno a un obiettivo, altri ancora vogliono che la Francia esca del tutto dalla valuta.

Quel che è certo è che si tratta di un dibattito decisamente più politico che tecnico. E del resto non potrebbe essere altrimenti, visto che si discute, né più né meno, dell’emancipazione dall’eredità del dominio francese. Che continua a manifestarsi nella storia africana recente, ben oltre la fine ufficiale dell’epoca coloniale.

Due esempi su tutti. Il 29 luglio 1987, ad un vertice dell’Organizzazione per l’Unità Africana (l’attuale Unione Africana) ad Addis Abeba, il presidente del Burkina Faso Thomas Sankara dichiarò che il debito accumulato dai Paesi africani con i paesi occidentali, il FMI e la Banca Mondiale era una vera e propria riconquista del continente da parte dei suoi ex colonizzatori, in grado di impedirne la crescita, e come tale non andava ripagato[20]. Il 15 ottobre dello stesso anno Sankara fu ucciso in un colpo di Stato orchestrato dal collega Blaise Compaoré. Quest’ultimo rimase al potere per i successivi 27 anni, annullando le riforme socio-economiche del predecessore e normalizzando le relazioni con la Francia, che è stata accusata di averne sostenuto la presa di potere sotto la presidenza di François Mitterrand[21].

E ancora. Risale al gennaio 2016 la notizia che Hillary Clinton, quando era Segretario di Stato USA, aveva ricevuto nell’aprile del 2011 un rapporto dal suo consulente Sidney Blumenthal, relativo all’intervento militare internazionale contro la Libia. Secondo tale documento, uno dei motivi per cui Nicholas Sarkozy intendeva rovesciare il regime di Muammar Gheddafi era evitare che esso prendesse il posto della Francia come potenza dominante nell’Africa francofona. In che modo? Accumulando 143 tonnellate d’oro da usare per stabilire una valuta pan-africana legata al Dinar libico, da offrire come alternativa al franco CFA[22]. Un’informazione che non ha mancato di far discutere – dell’intervento contro la Libia si è occupata anche una commissione parlamentare del Regno Unito nel 2016, muovendo pesanti critiche a David Cameron e Sarkozy[23] – sebbene alcuni osservatori l’abbiano accolta con scetticismo[24].

L’Africa rimane strategica per la Francia, soprattutto ora che subisce l’espansione della Cina e la concorrenza di India, Brasile e Turchia. In palio ci sono risorse importanti, come l’uranio di Niger e Repubblica Centrafricana, nonché il petrolio di Ciad e Gabon. E Parigi non ha mai esitato a organizzare campagne militari: non solo in Libia, come già accennato, ma anche in Costa d’Avorio (2002-2004; 2011), in Ciad (2006) e in Mali (2013)[25].

È forse anche a causa di queste ramificazioni geopolitiche che interessarsi al franco CFA sembra difficile. Diversi autori, infatti, non mancano di far notare come a questo tema non sia ancora data tutta l’attenzione che merita. Nel 2016, il docente dell’Università di Montreal Christian Agbobli lamentava la scarsità di riflessioni sul franco CFA nell’ambito della ricerca universitaria[26]. Il già citato Ndongo Samba Sylla ha contestato ai capi di Stato dell’Africa francofona la mancanza del coraggio necessario ad affrontare la questione[27]. Infine, secondo il saggista camerunese Yann Gwet, la mobilitazione contro il franco CFA è uno degli eventi più positivi nella storia africana degli ultimi anni, ma c’è ancora troppa ignoranza e apatia sul tema[28]. La “moneta unica” africana sopravvive, ma la discussione su di essa non si arresta.

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[18] Coulibaly I. (2017).

[19] The Economist (2018).

[20] Akugizibwe P. (2012).

[21] BBC (2016); Chanda T. (2016).

[22] Parry R. (2016)

[23] Bastié E. (2016); Norton B. (2016).

[24] Bobin F. (2016)

[25] Bongiorni R. (2019).

[26] Agbobli (2015).

[27] Sylla N. S. (2018)

[28] Gwet Y. (2019).


Bibliografia

Africa (2017), Senegal – Dakar espelle Kemi Séba, attivista anti franco Cfa,

https://www.africarivista.it/senegal-dakar-espelle-kemi-seba-attivista-anti-franco-cfa/116134/

African Business Magazine (2012), A Brief History of the CFA Franc.

Agbobli C. (2015), Pourquoi un débat scientifique sur le franc CFA est-il tabou?

Akugizibwe P. (2012), ‘Debt is a cleverly managed reconquest of Africa’ – Thomas Sankara, https://thisisafrica.me/debt-cleverly-managed-reconquest-africa-thomas-sankara/

Ballast (2017), Ndongo Samba Sylla : « Le franc CFA est la preuve de la survivance des liens coloniaux », https://www.revue-ballast.fr/ndongo-samba-sylla-le-franc-cfa/

Bastié E. (2016), Royaume-Uni : un rapport parlementaire éreinte Sarkozy et Cameron pour l’intervention en Libye.

BBC (2016), Burkina Faso ‘wants France to release Sankara archives’,

https://www.bbc.com/news/world-africa-3764392

Bobin F. (2016), L’étrange « mémo » américain sur la trésorerie de Kadhafi.

Bongiorni R. (2019), Franco CFA, i legami controversi tra Parigi e le ex colonie,

https://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2019-01-22/francia-africa-i-legami-controversi-parigi-e-ex-colonie–101811.shtml?uuid=AEijAVJH

Chanda T. (2016), Mitterrand-Sankara: le vieux président et le capitaine impertinent,

http://www.rfi.fr/afrique/20160109-mitterrand-sankara-le-vieux-sage-le-capitaine-impertinent

Coulibaly I. (2017), Costs and benefits of the CFA franc,

https://worldpolicy.org/2017/02/28/costs-and-benefits-of-the-cfa-franc/

De Georgio A. (2017), Altre Afriche. Racconti di paesi sempre più vicini, Egea

Dieng C. (2015), Idriss Déby appelle les pays africains à se débarrasser du Franc CFA, https://www.afrik.com/idriss-deby-appelle-les-pays-africains-a-se-debarrasser-du-franc-cfa

Giro M. (2019), Franco Cfa: una polemica nata vecchia.

Gwet Y. (2019), La mobilisation anti-franc CFA est un des développements les plus positifs en Afrique.

Il Post, La storia della moneta francese in Africa che favorirebbe l’immigrazione, spiegata, https://www.ilpost.it/2019/01/21/moneta-francese-africa-cfa-m5s/

Konkobo L. (2017), African protests over the CFA ‘colonial currency’, https://www.bbc.com/news/world-africa-41094094

Lisciandro M. (2019), Se Di Battista svela il complotto sul franco Cfa.

Norton B. (2016), U.K. Parliament report details how NATO’s 2011 war in Libya was based on lies, https://www.salon.com/2016/09/16/u-k-parliament-report-details-how-natos-2011-war-in-libya-was-based-on-lies/

Parry R. (2016), What Hillary Knew about Libya.

Sesana I. (2018), La “questione” della cresta francese sui fondi per l’Africa, https://altreconomia.it/bufala-franco-cfa-francia-africa/

Slate Afrique, Le franc CFA, quels avantages et quels inconvénients?, http://www.slateafrique.com/662991/le-franc-cfa-quels-avantages-et-quels-inconvenients

Sorrentino R. (2019), Perché il franco africano non penalizza lo sviluppo.

Sylla N. S. (2017), The CFA Franc: French Monetary Imperialism in Africa, http://roape.net/2017/05/18/cfa-franc-french-monetary-imperialism-africa/

Sylla N. S. (2018), It’s time to end the CFA franc,

https://africasacountry.com/2018/06/its-time-to-end-the-cfa-franc

The Economist, Francophone Africa’s CFA franc is under fire, https://www.economist.com/middle-east-and-africa/2018/01/27/francophone-africas-cfa-franc-is-under-fire


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Scritto da
Lorenzo Pedretti

Nato a Bologna nel 1990. Nel 2015 consegue la laurea magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso la Scuola di Scienze Politiche “Roberto Ruffilli” dell’Università di Bologna, con tesi su “Immigrazione e stato sociale in Germania e in Italia negli anni Novanta e Duemila”. Nel 2016 completa il Master in cooperazione internazionale di ISPI a Milano. Nel 2017-2018 svolge il servizio civile in Senegal. Attualmente vive e lavora a Torino. Particolarmente interessato al tema delle migrazioni internazionali, ha vinto la Targa Athesis, nel quadro del Premio di Natale UCSI 2019, per un articolo sulla migrazione di ritorno dall’Italia al Senegal scritto insieme alla giornalista Giulia Paltrinieri e pubblicato sulla Stampa. Ha scritto anche per The Bottom Up.

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