“Il futuro non invecchia” di Alessandro Rosina

Rosina

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Il futuro non invecchia

Dinanzi a questi drammatici dati risulta necessario agire per sbloccare le potenzialità di una generazione povera e disillusa. Nel contempo, considerato il trend demografico, bisogna focalizzarsi anche sulla fase dell’anzianità, in modo da cogliere le opportunità di una vita più lunga. «A parità di età si sta meglio e si può fare di più. Non si può pensare che a 60 anni si possa lavorare come a 40 anni, ma senz’altro si può ritenere che a 60 anni oggi si possa lavorare molto meglio rispetto ai 60enni di vent’anni fa». (p.67). L’obiettivo non deve essere, scrive Rosina, quello di costringere le persone a lavorare per molti più anni, ma quello di sfruttare le nuove opportunità con flessibilità e mettendo al centro gli interessi della persona. In questo modo ci si può adattare senza forzature al nuovo trend demografico, re-indirizzandolo a favore dei singoli e della comunità.

Il libro si conclude con le dieci parole, inizianti per “f”, che Rosina ritiene importanti per “un futuro che non invecchia”. Da questa breve sintesi ad opera dello stesso Autore possiamo capire il filo conduttore che le lega e l’idea che ne sta alla base: «Si tratta di considerare il futuro come bene comune di cui tutti assieme dobbiamo prenderci cura. Le dieci parole chiave vanno a sottolineare come questo impegni ciascuno di noi nella nostra quotidianità e nel nostro stare in relazione positiva. Progettare e costruire un futuro migliore significa puntare nella formazione, promuovere il fare, saper riconoscere la forza e la fragilità di ciascuno, imparare dal fallimento, dar spazio al capitale umano femminile, ridare forza alla famiglia, non demonizzare Facebook e i nuovi social network ma sviluppare stili adeguati di interazione e condivisione, guardare al mondo con fiducia, dar valore al fattore umano e riempirlo di senso e spiritualità. Nella seconda parte del libro vengono sviluppate queste dieci parole, chiudendo con felicità, da intendere non come qualcosa da inseguire o condizione da raggiungere chissà quando, ma come sentirsi oggi parte di un processo di costruzione collettiva di un domani migliore»[2].

Il volume di Rosina unisce l’analisi del presente e l’oggettività dei dati, relativi soprattutto al trend demografico e alla rigidezza del mercato del lavoro, ad un lavoro intellettuale e teorico indirizzato alla costruzione di un’idea condivisa di futuro. L’importanza data al bene comune e alla progettualità collettiva, indispensabili per affrontare la transizione che stiamo vivendo, si pone in antitesi all’individualismo imperante dello Zeitgeist e ne offre una valida alternativa. Il merito di queste pagine risiede proprio nella duplice funzione di cui sopra: l’una di analisi del presente, l’altra di proposta per il futuro, per non cedere al fatalismo e all’apparente irriformabilità dell’esistente.

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[2] https://www.letture.org/il-futuro-non-invecchia-alessandro-rosina/


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Classe 1997, di Udine. Studia giurisprudenza presso l'Università degli studi di Trieste. Su Pandora scrive soprattutto di teoria politica e trasformazioni socioeconomiche, con particolare attenzione alle anomalie del capitalismo contemporaneo, all’impatto delle tecnologie nel mondo del lavoro e nella società e ai problemi socioculturali della globalizzazione.

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