Genova e il Ponte Morandi: dalla costruzione al crollo

Genova e il crollo del Ponte Morandi

Questo articolo, che sviluppa un’analisi su viabilità e urbanistica di Genova, prosegue l’approfondimento iniziato nel contributo dedicato a Il nodo autostradale di Genova: storia di una viabilità complessa.


La costruzione del viadotto sul Polcevera, il Ponte Morandi, aveva generato molto entusiasmo nella stampa e nell’opinione pubblica italiane dell’epoca. Già il 1º marzo 1964, tre anni prima del completamento dei lavori, La Domenica del Corriere pubblicò in prima pagina un disegno del ponte sul Polcevera, con il titolo: “Genova risolve il problema del traffico”, seguito da numerosi articoli di corredo[1]. Quando i lavori vennero completati il 31 Luglio 1967 e il Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat celebrò l’inaugurazione il successivo 4 Settembre, la copertura mediatica fu di portata nazionale, ampiamente seguita da radio, giornali e notiziari televisivi[2].

Genova Ponte Morandi

Domenica del Corriere – 1 Marzo 1964

Il Ponte Morandi, estendendosi tra i quartieri di Sampierdarena ad est del Polcevera e di Cornigliano ad ovest dello stesso, permetteva finalmente di unire l’Autostrada dei Fiori (A10) all’Autostrada Genova – Serravalle – Milano (A7) e di avvicinare entrambe al porto e al centro cittadino grazie ai due svincoli autostradali di Genova Cornigliano/Genova Aereoporto e di Genova Sampierdarena/Genova Ovest. Con il completamento del viadotto autostradale sul Bisagno e del raccordo fra la A7 e la A12 (l’Autostrada Azzurra) che collegava Genova Est/Staglieno a Rivarolo, e da qui permetteva di raggiungere rapidamente Genova Sampierdarena e il viadotto sul torrente Polcevera, la stampa nazionale poté celebrare la nascita del Nodo di Genova, il più complesso d’Italia, che era finalmente diventato operativo dopo quattordici anni d’attesa[3].

Il Ponte Morandi venne celebrato in libri, riviste e convegni nazionali e internazionali[4]. Il suo autore, l’ingegnere romano Riccardo Morandi, era da tempo celebre per i suoi studi sulle strutture di calcestruzzo armato precompresso, per le quali mise a punto un sistema originale italiano di precompressione che da lui prende il nome[5].

Prima di vincere l’appalto della Società Italiana per Condotte d’Acqua (la società incaricata della costruzione del viadotto sul Polcevera, che per questo nei giornali degli anni ’60 era denominato anche “Ponte delle Condotte”) l’ingegnere Morandi era già stato apprezzato – tra le varie sue opere – per il rafforzamento dell’Arena di Verona (nel 1953)[6], per la costruzione del ponte General Rafael Urdaneta sul Lago di Maracaibo in Venezuela (nel 1957)[7] e, in contemporanea ai lavori di edificazione del ponte sul Polcevera, per la vittoria nel concorso internazionale volto alla realizzazione del ponte sul Wadi al-Kuf, nella Libia nord-orientale che, fino al 1984, fu il più grande ponte carrabile mai realizzato nel continente africano[8].

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Indice dell’articolo

Pagina corrente: Genova risolve il problema del traffico

Pagina 2: Gli anni Novanta e la congestione del traffico autostradale

Pagina 3: Il Ponte Morandi e la Gronda di Genova


[1] Corriere della Sera – Archivio Storico, La Domenica del Corriere, n° 9, Milano, 1 Marzo 1964, Anno 66.

[2] Redazione TCI, Genova: inaugurato il viadotto sul Polcevera, in Le Strade, XLVII, nº 10, Milano, Touring Club Italiano, Ottobre 1967.

[3] Redazione TCI, Genova: il nodo autostradale più grande d’Italia è operativo!, in Le Strade, XLVII, nº 2, Milano, Touring Club Italiano, Febbraio 1968.

[4] Ordine degli Ingegneri Italiani, Strutture di acciaio o di calcestruzzo armato – il viadotto sul fiume Polcevera in Genova, Roma, 1968.

[5] Ministero dei Beni Pubblici, Dispositivo per la realizzazione di strutture in cemento armato precompresso, in Giornale del Genio Civile, n° 3, Roma, 1950.

[6] Redazione, Il rafforzamento statico dell’ala dell’arena di Verona mediante la precompressione, in L’Industria Italiana del Cemento, n°2, Società Incremento Applicazioni del Cemento, Roma, 1956.

[7] Riccardo Morandi, Obras de enlace de las orillas del lago de Maracaibo: Puente en concreto precomprimido entre Punta Piedras y Punta Iguana, Roma, Ars Nuova, 1957.

[8] Redazione, Il ponte sul Wadi Kuf nell’Altopiano cirenaico, Libia, in L’Industria Italiana del Cemento, nº 9, Società Incremento Applicazioni del Cemento, Roma, 1971.


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Nato nel 1987. Laureato in Scienze Storiche con tesi in evoluzione culturale. Master in Innovazione nella Pubblica Amministrazione. E' assistente europarlamentare e insegna presso un Liceo pubblico di Genova. Collabora con diverse associazioni e riviste nel settore culturale e politico.

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