Germania egemone? “L’Europa secondo Berlino” di Hans Kundnani
- 17 Febbraio 2016

Germania egemone? “L’Europa secondo Berlino” di Hans Kundnani

Scritto da Lorenzo Mesini

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La Germania di Angela Merkel

La storia della politica estera tedesca, delineata da Kundnani nel corso del libro, è brillante ed efficace. Partendo dalla fondazione del Secondo Reich nel 1871 (Reichsgründung), l’Autore passa ad analizzare la politica estera della Repubblica Federale durante la Guerra Fredda (1949-1990), soffermandosi in particolar modo sull’approccio “idealista”, inaugurato da Adenauer all’insegna della Westbindung, e sull’approccio “realista” perseguito da Brandt con la stagione della Ostpolitik.

L’Autore giunge poi agli anni della riunificazione per arrivare, attraverso gli anni di cancellierato di Kohl, Schröder e Angela Merkel alla crisi dell’euro. L’analisi storica svolta nel libro non muove dall’ambizione di elaborare interpretazioni innovative sul piano della ricerca storiografica. Kundnani si pone invece l’obiettivo di illustrare, in maniera analitica e insieme accessibile a un pubblico non accademico, l’evoluzione della politica estera tedesca, mettendone in luce le peculiarità delle sue diverse fasi e i differenti approcci e problemi che la hanno caratterizzate.

Al riguardo l’Autore sottolinea a più riprese le importanti e sostanziali differenze che sussistono tra la Germania odierna e quella dell’Impero Guglielmino. Secondo l’Autore, i diversi elementi comuni individuabili tra la Germania di Angela Merkel e quella di Guglielmo II non devono condurre a indebite identificazioni o a ingiustificate fobie circa il rischio di un nuovo espansionismo tedesco. Il fatto che la Repubblica Federale dopo la riunificazione si sia ritrovata ad occupare una posizione centrale (Mittellage) tra occidente e oriente, e a svolgere un ruolo semiegemonico, creando instabilità da un lato e dall’altro allentando i propri legami con l’occidente all’insegna di una via tedesca (Sonderweg) allo sviluppo, non deve far credere che l’attuale “questione tedesca” presenti le stesse caratteristiche con cui si poneva all’Europa alle soglie della Grande Guerra.

Dopo la fine della Guerra Fredda l’Europa non costituisce più il centro del mondo. La Germania ha abbandonato, insieme al suo militarismo, le sue ambizioni di potenza planetarie. Dalla Guerra Fredda ad oggi la Repubblica Federale è stata inoltre estremamente riluttante nell’uso della la forza militare per difendere i suoi interessi. Kundnani evidenzia come la geopolitica tedesca di oggi, diversamente dalla stagione precedente il 1945, si riduca alla sola dimensione economica e all’interpretazione nazionale dell’euro, rendendo la Germania «il più puro esempio di potenza geoeconomica mondo» (p. 104). Strategia geoeconomica tedesca che, come emerge dalle vicende ricostruite dall’Autore, si fonda sulla stabilità dell’euro (ricalcata su quella del marco), sul sostegno alla crescita delle esportazioni e sull’opposizione alla condivisione dei debiti nazionali europei.

Complessivamente il libro di Kundnani offre al pubblico un’articolata e accessibile panoramica storica sulla politica estera tedesca da Bismarck ai giorni nostri. Pur concentrandosi quasi esclusivamente sulla storia delle relazioni internazionali, l’Autore riesce nell’intento di declinare efficacemente la propria analisi in relazione a quella serie di problemi che costruiscono l’attuale “questione tedesca”. Il libro contribuisce per tali motivi a fornire maggiore consapevolezza e spessore storico al dibattito politico sulla gestione tedesca della crisi e sull’incerto futuro politico dell’Europa.

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Scritto da
Lorenzo Mesini

Bolognese, classe ‘92. Laureato in Scienze filosofiche al Collegio Superiore dell’Università di Bologna. Attualmente è dottorando in Filosofia presso la Scuola Normale di Pisa. Scrive su diverse riviste cartacee e online.

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