Giovanni Sartori e la fragilità delle scienze sociali

Sartori

Ogni studente di scienze politiche, anche se non lo ha avuto direttamente come docente, ha dovuto inevitabilmente confrontarsi con Giovanni Sartori. L’influenza del suo lavoro è infatti fortissima su tutta la scienza politica, a cui Sartori ha contribuito in molti modi: non solo trattando dei sistemi partitici o coniando espressioni come “Mattarellum” e “Porcellum”, come molte testate hanno ricordato, ma anche ragionando sulla metodologia della ricerca sociale.

Della sua vita professionale sono stati ricordati tutti gli elementi più importanti e rilevanti, a partire dalla pubblicazione nel 1976 del libro Parties and Party Systems, in cui classificava i sistemi di partito spiegandone la logica di funzionamento e in cui l’Italia della Prima Repubblica veniva descritta come un sistema a “pluralismo polarizzato”, criticando la prospettiva adottata da Giorgio Galli, che parlava invece di “bipartitismo imperfetto”. Sono state poi richiamate alcune sue posizioni su determinati temi di attualità. Era nota, ad esempio, la sua critica nei confronti del multiculturalismo. Altrettanto nota era la sua forte avversione nei confronti della Chiesa. Come ricorda il Corriere della Sera, quando parlava di Islam, si era trovato a condividere diverse posizioni con Oriana Fallaci. Infine è stato giustamente richiamato l’allarme che lanciò per il possibile l’avvento di un nuovo tipo umano, abituato ad informarsi attraverso le immagini e incapace di astrazione concettuale.

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E' laureato magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso l'Università di Bologna con una tesi su "Globalizzazione e varietà di capitalismo: processi di specializzazione istituzionale in Regno Unito e Germania". E' ricercatore tirocinante presso l'Osservatorio della Legalità gestito da Comune di Forlì e Università di Bologna.

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