La strada per Basilea. Settore bancario e regolamentazione
- 28 Agosto 2017

La strada per Basilea. Settore bancario e regolamentazione

Scritto da Gianluca Piovani

9 minuti di lettura

Pagina 4 – Torna all’inizio

Le prospettive della regolamentazione di Basilea

Attualmente la regolamentazione di Basilea III è ancora in “phase in” e dovrebbe entrare pienamente in vigore solamente nel 2019. Ciò nonostante è già in fase avanzata il dibattito per il varo di Basilea 4, che dovrebbe comprendere un innalzamento del “leverage ratio” e un limite allo sconto in termini di requisiti di capitale derivanti dall’applicazione di modelli interni. Secondo indiscrezioni i modelli di valutazione interna avranno come requisito di capitale minimo il 75% del requisito calcolato utilizzando le regole base (cioè senza modelli interni ed in modo simile alla vecchia Basilea I). Il “phase in” di questa nuova regola dovrebbe avvenire in 10 anni e partendo non dal 75% ma dal 50%: ovvero il primo anno si richiederà di non scendere sotto al 50% del requisito del modello base, il secondo non sotto il 55% e così via. Ciò suggerisce come per varie istituzioni questo limite costituisca un serio sforzo da ripartire in ben 10 anni, in altre parole i modelli di valutazione interna comportavano sconti fino al 50% dei requisiti il che è veramente notevole. Il dibattito riguardo Basilea 4, riguardante il probabile rafforzamento del “leverage ratio” e le nuove regole sui modelli interni, mostra come la normativa sia in evoluzione per riuscire finalmente ad essere efficace anche con riferimento alle istituzioni così dette “too big to fail”. La sua adozione è tuttavia ostacolata dall’attuale governo Trump il quale si oppone all’introduzione di nuove regolamentazioni nell’economia in genere e nel mondo bancario in particolare che, come già rilevato in apertura dell’articolo, è già soggetto ad una legislazione enorme e per certi versi eccessiva.

Il dibattito attuale riguardo la regolamentazione di Basilea in genere è molto vivace ed ha fatto emergere due posizioni contrapposte. La prima è contraria a Basilea in quanto un’ulteriore regolamentazione costituirebbe un vincolo all’esercizio del credito e quindi all’attività economica in generale. In alcuni casi queste posizioni vengono espresse direttamente dalle banche o da soggetti a queste collegate; in altri casi invece le fonti sono più imparziali come ad esempio uno studio dell’OCSE del 2011 in cui si affermava che la regolamentazione di Basilea III sarebbe costata tra lo 0.05% e lo 0.15% annuo di PIL. L’altra posizione che solitamente emerge nei dibattiti è che Basilea è inutile o anzi dannosa ed il suo unico effetto è stato quello di incoraggiare le grandi banche a sviluppare modelli matematici complessi e costruire nuovi prodotti finanziari opachi per eludere i requisiti.

Probabilmente la verità sta nel mezzo. Basilea costa certamente punti di PIL ma può essere un buon investimento per prevenire o rendere meno dure future crisi. Sicuramente le grandi banche compiono grandi sforzi e ottengono alcuni risultati nell’eludere la normativa ma si possono fare sforzi per ridurre questo fenomeno. Basilea è un esperimento relativamente recente e la normativa è divenuta rilevante solamente a partire da Basilea II nel 2008. Dovrebbe essere chiaro che l’introduzione di regole quantitative per misurare il rischio non è una formula magica che risolverà tutti i problemi del mondo ma d’altra parte può comunque rivelarsi un utile strumento nel fissare criteri base e requisiti standard da richiedere al sistema bancario.

Torna all’inizio


[1] Tale operazione era la vendita di una società cinese. La vendita di una controllata è una tipica operazione per restringere il perimetro delle proprie attività (magari guadagnando anche capitale) e rientrare nei limiti della regolamentazione. D’altra parte la vendita non era ancora avvenuta ed in base alle regole normalmente adottate l’operazione non sarebbe dovuta entrare nei conteggi.
Si veda anche: http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2016-10-10/deutsche-bank-trattamento-favore-vigilanza-bce-stress-test


Vuoi aderire alla nuova campagna di abbonamento di Pandora per i numeri 4,5 e 6? Tutte le informazioni qui

Scritto da
Gianluca Piovani

Nato nel 1991, ha conseguito la maturità presso il liceo scientifico Augusto Righi di Bologna, quindi la laurea triennale in Economia e Finanza e la magistrale in Finanza Intermediari e Mercati presso l’Università di Bologna. Durante il periodo universitario ha fatto parte del Collegio Superiore dell’Università di Bologna. Ha collaborato con la rivista elettronica Il Chiasmo e ho svolto stage presso l’azienda bolognese Prometeia e in Banca di Bologna.

Pandora di carta

Seguici

www.pandorarivista.it si avvale dell'utilizzo di alcuni cookie per offrirti un'esperienza di navigazione migliore se vuoi saperne di più clicca qui [cliccando fuori da questo banner acconsenti all'uso dei cookie]