Verso la Grande Coalizione? Il dilemma della SPD
- 11 Dicembre 2017

Verso la Grande Coalizione? Il dilemma della SPD

Scritto da Domenico Romano

8 minuti di lettura

Pagina 3 – Torna all’inizio

Il Congresso della SPD e le decisioni

Archiviato il rifiuto preventivo di qualsiasi colloquio sulla spinta del gruppo parlamentare, la SPD si è riunita a Congresso a Berlino. All’ordine del giorno vi erano l’elezione del leader, l’elezione dei vice Presidenti, e il voto sulle mozioni, delle quali la più importante era relativa all’autorizzazione da dare al leader del Partito a partecipare a colloqui aperti con le altre formazioni politiche.

Il Congresso si è svolto in un clima decisamente partecipato ed è stato preceduto da un dibattito pubblico piuttosto vivace tra i vari leader del Partito. Nel frattempo si sono svolte anche le elezioni regionali nella Bassa Sassonia, che hanno confermato la guida della SPD in quella Regione (un fortino dei socialdemocratici[6]). Il focus del dibattito è stato centrato ovviamente sul pessimo risultato del voto, rispetto al quale sono state messe in campo diverse interpretazioni. Interessanti, per la provenienza, le considerazioni del Vice Premier e ministro degli Esteri Gabriel (nonché leader della SPD prima di Schulz). In un intervento in cui ha cercato di tenere assieme le ragioni della prosecuzione della GroKo con un’autocritica, Gabriel ha sostanzialmente individuato il problema centrale nella linea di comunicazione tenuta verso i tedeschi. Secondo il vice premier tedesco la SPD non è stata abbastanza brava a mettere in luce i provvedimenti di carattere sociale ed a favore dei lavoratori ottenuti con la GroKo 2013-2017, mentre si sarebbe concentrata troppo sui provvedimenti relativi a “temi liberali e dei Verdi”. In linea di massima tutto il gruppo dirigente, compresa la sinistra interna, sembra condividere la necessità di evitare elezioni a breve. Molto più complicata è l’articolazione delle posizioni interne riguardo al tipo di maggioranza da costruire. Schulz, oltre a prendere su di sé il peso e la responsabilità del pessimo risultato, ha chiesto un mandato per una discussione aperta con gli altri partiti, promettendo che saranno poi gli iscritti del Partito a decidere se accettare o meno la proposta che la Direzione della SPD formulerà. Ha richiesto che il partito si rinnovi profondamente, che si prepari a tutti i possibili dibattiti ed ha promesso impegni in questa direzione.  Sul fronte della politica estera Schulz ha fatto una proposta molto forte sulla necessità di proporre un trattato di trasformazione dell’Ue in una struttura pienamente federale entro il 2025 con ratifica affidata al voto popolare in ognuno dei Paesi interessati[7].

Arrivati al dunque, il Congresso presentava tre elementi di interesse: il voto su Schulz, il voto sui vice Presidenti del Partito e il voto sull’autorizzazione a tenere colloqui aperti alla leadership della SPD. Sul primo fronte Schulz è stato rieletto leader, ma con un crollo del 20% dei consensi rispetto all’unanimità che aveva ottenuto qualche mese prima; il voto dei Vice Presidenti invece misura storicamente i rapporti di forza tra le aree del partito, che sostanzialmente si contano su questo ruolo. I nuovi Vice Presidenti sono tutti personaggi di spicco della SPD attuale e potenzialmente dei candidati alla sostituzione di Schulz. In particolare c’è da segnalare che due dei sei vice presidenti hanno ottenuto nel voto una percentuale di consensi superiore a quella di Schulz[8]. Sulla questione delle coalizioni il ruolo di promotori del fronte del no è stato assunto dagli Jusos, l’organizzazione giovanile della SPD, che ha presentato una mozione per escludere la GroKo dai possibili esiti dei colloqui. La mozione è stata respinta e quindi la SPD ha approvato la linea Schulz, che prevede di fare dei colloqui con gli altri partiti, l’elaborazione di una proposta e poi il voto degli iscritti sulla proposta stessa. Si conclude così il Congresso della SPD, che determina una condizione di equilibrio apparente e sposta sulle spalle degli iscritti la decisione sul futuro del partito.

Qualsiasi decisione prenderà la SPD, sarà molto rilevante per il futuro degli schieramenti politici tedeschi ed anche ben oltre la Germania. A voler vedere il bicchiere parzialmente pieno questo elemento è l’unica carta rimasta in mano ai socialdemocratici dopo una prova elettorale letteralmente da incubo. Da una propria decisione e da un proprio dibattito dipende ancora l’orientamento di scelte importanti per il partito stesso e per la Germania. Non è poco considerando che il voto ha già brutalmente cancellato alcuni storici partiti socialisti europei, non tanto per il fatto di essere tornati all’opposizione ma perché sono stati spodestati anche dal ruolo di prima forza dell’opposizione. Le speranze di non diventare un partito “inutile” o “succedaneo” risiedono tutte nel fatto che i dirigenti e gli iscritti socialdemocratici non sbaglino la strada in queste settimane.

Torna all’inizio


[1] Il calcolo sui seggi in questo caso non è fattibile perché il Bundestag per effetto delle disposizioni costituzionali tedesche non ha un numero fisso di deputati e proprio in questa occasione il numero totale è schizzato fino ad oltre 700 membri totali.

[2] In Germania è al 5%.

[3] https://en.wikipedia.org/wiki/German_federal_election,_2017

[4] È un meccanismo possibile per le regole costituzionali tedesche

[5] Hashtag con cui si è sviluppato il dibattito su Twitter nei giorni della riapertura della SPD ai colloqui.

[6] https://en.wikipedia.org/wiki/Lower_Saxony_state_election,_2017

[7] https://www.spd.de/fileadmin/Dokumente/Reden/20171207_Rede_Schulz.pdf (relazione in tedesco di Schulz al Congresso SPD)

[8] https://www.spd.de/partei/bundesparteitag-2017/


Vuoi aderire alla nuova campagna di abbonamento di Pandora per i numeri 4,5 e 6? Tutte le informazioni qui

Scritto da
Domenico Romano

Nato nel 1984 a Roma. Laureato in Scienze Politiche presso l’Università La Sapienza. Ha studiato sopratutto i sistemi politici istituzionali anglosassoni ed i partiti politici europei ed americani.

Pandora Rivista esiste grazie a te. Sostienila

Se pensi che questo e altri articoli di Pandora Rivista affrontino argomenti interessanti e propongano approfondimenti di qualità, forse potresti pensare di sostenere il nostro progetto, che esiste grazie ai suoi lettori e ai giovani redattori che lo animano. Il modo più semplice è abbonarsi alla rivista cartacea e ai contenuti online Pandora+, ma puoi anche fare una donazione a supporto del progetto. Grazie!

Abbonati ora

Seguici