Intervista a Donald Sassoon

Sassoon

Donald Sassoon è uno dei maggiori storici viventi. Sassoon è nato al Cairo e ha studiato a Parigi, Milano, Londra e negli Stati Uniti. Ha conseguito un PhD al Birkbeck College di Londra sotto la supervisione di Eric J. Hobsbawm, è Professore Emerito di Storia europea comparata presso il Queen Mary College di Londra. A Sassoon si devono importanti studi quali: Cento anni di socialismo (Editori Riuniti 1997), un’analisi di ampio respiro del ruolo della sinistra nell’Europa occidentale nel corso del Novecento e La cultura degli europei. Dal 1800 a oggi (Rizzoli 2008), una monumentale indagine comparativa delle opere che hanno costruito l’immaginario europeo degli ultimi secoli; è anche autore di diversi saggi sulla storia d’Italia, fra cui Togliatti e la via italiana al socialismo (Einaudi 1980) e Come nasce un dittatore (Rizzoli 2010). Attualmente sta lavorando sul ruolo del capitalismo globale nel periodo 1880-1914.

Abbiamo deciso di porre a Sassoon alcune domande partendo dalla situazione attuale dell’Europa e del processo di integrazione, dall’emergere dei nazionalismi, per poi proseguire, sulla scia dei suoi studi, con uno sguardo storico rivolto alla storia del socialismo europeo e alla storia italiana del secondo Novecento. La considerazione dell’ultimo trentennio non può che mettere in luce una crisi delle prospettive di tipo socialista -crisi che si manifesta negli anni Settanta e Ottanta e i cui effetti ultimi vediamo ancora oggi-, di cui Sassoon cerca di indagare le cause. Si tratta di un contributo disincantato che fornisce numerosi elementi per la discussione e che va tenuto in seria considerazione anche e sopratutto da chi non volesse condividerne le amare conclusioni.

L’intervista è a cura di Francesco Rustichelli ed è stata svolta a margine del seminario internazionale di studi “Quale futuro per l’Europa?” promosso da ANPPIA (Associazione nazionale perseguitati politici antifascisti) e tenutosi venerdì 4 novembre a Bologna presso la Sala Silentium. I nostri sentiti ringraziamenti vanno al prof. Sassoon e agli organizzatori per la disponibilità con cui hanno accolto la nostra richiesta.


Nello studio della storia l’atteggiamento corretto è saltare al volo su un treno in corsa senza sapere da dove provenga o dove sia diretto, percorrerne avanti e indietro le carrozze, esplorarne gli scompartimenti, parlare con i passeggeri, scoprire che tipo di rapporti hanno stabilito, quali siano state le loro aspirazioni e speranze. Lo storico può guardare il panorama, osservare come cambia. Guardando dal finestrino, da cui è pericoloso sporgersi, potrebbe perfino riuscire a vedere quale direzione prende il treno, se stia approssimandosi a una montagna o sia in procinto di attraversare un fiume, ma non più di questo. Sebbene sul treno possa accadere di tutto e quasi sempre in modo imprevedibile, una cosa lo storico non deve mai dimenticare: i treni possono accelerare, rallentare o fermarsi, possono anche esplodere, ma sono comunque vincolati ai binari.” Professor Sassoon, il treno su cui le chiediamo di salire oggi è quello della storia d’Europa.

Sassoon: La metafora del treno, che utilizzo nel mio libro sul socialismo, della quale sono in debito con Louis Althusser, significa che nella storia esistono delle costrizioni e dunque si può sapere più o meno la direzione nella quale si va, ma non si possono conoscere tutti gli incidenti che ci saranno durante il percorso. Nella storia si possono fare cose diverse, ma nell’ambito di parametri abbastanza fissi. La mia intenzione nel proporre questa metafora era, in parte, quella di riprendere la lezione di Marx, che dice che gli uomini fanno sì la storia, ma la fanno all’interno di certi parametri, in un certo contesto nel quale sono nati, all’interno del quale si trovano.

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Indice dell’articolo

Pagina corrente: Donald Sassoon e la Storia

Pagina 2: Quale futuro per l’Europa?

Pagina 3: Donald Sassoon e la storia del socialismo europeo

Pagina 4: La Gran Bretagna: da Stuart Hall alla Brexit


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Nato a Carpi (MO), laureato in Storia Contemporanea nel 2015 presso l'Università di Bologna. Collabora con diverse riviste cartacee e online.

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