Intervista su Alternative für Deutschland al Prof. Markus Egg

Alternative für Deutschland

Siamo alla vigilia delle elezioni politiche tedesche e uno degli elementi su cui l’attenzione dei commentatori si concentrerà maggiormente sarà il risultato del partito Alternative für Deutschland (AfD), che con ogni probabilità entrerà per la prima volta nel Bundestag. Associato comunemente all’euroscetticismo e al populismo di destra, questo partito è stato al centro di numerose polemiche. Fondato dall’economista Bernd Lucke, il partito ha visto poi diverse vicende e scontri all’interno del suo gruppo dirigente. Per via della natura  controversa di alcuni dei temi trattati e delle critiche di cui il movimento e molti suoi esponenti sono stati oggetto non è facile, a maggior ragione per il lettore italiano, farsi un’idea precisa delle posizioni del partito. Come contributo al dibattito pubblichiamo questa intervista, inviataci da un autore che lavora da tempo in Germania, al Professor Markus Egg. Ordinario di linguistica presso l’Università von Humboldt di Berlino, ha aderito sin dalle origini ad Alternative für Deutschland ed è stato candidato nelle liste del partito alle elezioni politiche del 2013 ed alle amministrative di Berlino del 2016 ed è a tutt’oggi il presidente della Commissione Formazione e Cultura di AfD nel Land berlinese. Si tratta dell’unico docente del principale ateneo berlinese che abbia un ruolo attivo all’interno del partito e abbia assunto incarichi di rilievo in esso. Le risposte che fornisce alle domande poste in questa intervista restituiscono dunque il punto di vista di un intellettuale vicino ad Alternative für Deutschland e come tali possono costituire, al netto della loro ovvia parzialità, materiali utili per la comprensione di questo fenomeno. I temi trattati dall’intervista sono: il concetto di identità nazionale, le idee di Alternative für Deutschland sul rapporto con i partiti tradizionali, l’euro, la politica estera, il sistema mediatico e il passato nazionalsocialista della Germania.


Vorrei iniziare la nostra conversazione con una domanda generale intorno al concetto di identità nazionale. Come definisce Lei questo concetto?

Personalmente, ritengo che si debba giungere a una nozione di identità nazionale che non sia da intendersi nel senso di orgoglio, il quale, in questo contesto, mi pare insensato. Si può essere orgogliosi solo delle azioni compiute da noi in prima persona: che io ora venga al mondo come appartenente ad una specifica nazione è qualcosa che accade senza che io vi abbia preso parte. In tal senso, di ciò che hanno compiuto alcune grandi personalità tedesche non posso essere orgoglioso allo stesso modo in cui, invece, posso ben esserlo per qualcosa che ho fatto io. D´altra lato, è anche parte della nostra nazione l´essere, come anche l´Italia, una delle grandi nazioni sul piano della cultura universale: si tratta di aspetti semplicemente positivi che dovrebbero rientrare nella definizione della identità nazionale. In tale definizione rientra naturalmente anche la consapevolezza che queste identità nazionali si fecondano reciprocamente. Siamo stati poco tempo fa in Toscana, dove si sono recati in pellegrinaggio molti pittori tedeschi per imparare a dipingere. Quanto lì appreso lo hanno poi reso effettivo nella cultura nazionale tedesca, esattamente come molti musicisti italiani, nel diciannovesimo secolo, sono venuti in Germania a studiare, per poi restituire il loro talento alla cultura nazionale italiana…

Questo è chiaro. Tuttavia, credo che anche Angela Merkel sottoscriverebbe pienamente quanto Lei ha appena dichiarato. In seno al dibattito politico tedesco, il suo partito si contraddistingue proprio perché assegna un ruolo preminente al concetto di identità nazionale. Potrebbe dunque spiegarci in termini più specifici che cosa intende la Alternative für Deutschland quando parla di identità nazionale? Lei capisce che, soprattutto in Germania, concetti come “identità”, “popolo”, Leitkultur [cultura-guida] sono storicamente connotati ed evocano immediatamente epoche buie della storia dell´umanità…   

Il concetto di Leitkultur è stato frainteso da entrambe le parti, sia dai suoi sostenitori sia dai suoi detrattori. La nozione di Leitkultur non intende alcunché di statico o di escludente. Certamente essa implica il desiderio di appartenere a quella determinata cultura e di sostenerla attivamente, ma Leitkultur resta qualcosa di dinamico. Il concetto di Leitkultur è stato coniato da persone che desiderano cooperare, di attivarsi in prima persona, da persone che vogliono essere parte dell´intero “senza se e senza ma”. A tal proposito, ricordo che c´è un´associazione di nome “Typisch Deutsch” [“tipicamente tedesco”], che è stata fondata da tedeschi di famiglie immigrate. Insomma, già il titolo lo trovo molto curioso e divertente, perché questo è esattamente il punto: per diventare tedesco, non è affatto necessario rinnegare o abbandonare la propria origine. Leitkultur va intesa in questo senso, non certamente come un concetto che, definito nel 1850 una volta per tutte, è ora fisso e immobile.

Ma che cosa significa per Lei “tedesco”? Per essere più precisi: in che termini il discorso del Suo partito circa il tema dell´identità nazionale tedesca si differenzia dal discorso fatto dagli altri partiti?

Dunque, noi affrontiamo l´identità in modo più aperto rispetto agli altri partiti nella misura in cui noi, esplicitamente, osiamo esigere una consapevolezza sul tema. Ma in ultima analisi il tema non è stato ancora perfettamente definito, questo è vero. Per me il concetto di Leitkultur o di identità trae il suo senso dalla lingua, dalla cultura, dalla mentalità, dalla storia: grosso modo queste sono le componenti con cui si costruiscono tali nozioni. È chiaro però al di sotto di questa Leitkultur, di questa identità, vi possono essere delle grandi differenze regionali. A tal proposito credo che Germania e Italia abbiano al loro interno, rispettivamente, le più rilevanti differenze regionali. Penso ora alla Sicilia e alla Lombardia: differenze come queste si ritrovano anche in Germania. Leitkultur e identità lasciano senz´altro spazio a siffatte differenze, lasciano senz´altro spazio ai margini [di una nazione]: ad esempio io, provenendo dal sud del Baden, riconosco senz´altro alcune affinità con gli svizzeri, le quali sono maggiori di quelle che posso avere con un tedesco di Amburgo. Allo stesso modo, un lombardo può avere più affinità con un ticinese che con un siciliano. La costruzione di una identità positiva – che non oscura o abbellisce nulla, ma che determina un allargamento dello sguardo anche su tutti gli aspetti positivi – in una certa misura non si è ancora realizzata.

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Indice dell’articolo

Pagina corrente: Il concetto di identità nazionale

Pagina 2: L’identità di AfD

Pagina 3: Alternative für Deutschland e i partiti tradizionali

Pagina 4: Alternative für Deutschland e l’euro

Pagina 5: La politica estera di Alternative für Deutschland

Pagina 6: Il rapporto col sistema mediatico tedesco

Pagina 7: Un “passato che non passa”: il nazionalsocialismo e la coscienza nazionale tedesca


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