Intervista su Alternative für Deutschland al Prof. Markus Egg

Alternative für Deutschland

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La politica estera di Alternative für Deutschland

Possiamo ora andare ancora un passo oltre e allargare ulteriormente lo sguardo. Consideriamo Trump e Putin, a cui molti elettori populisti guardano o hanno guardato con simpatia. Come si dovrebbe posizionare la Germania secondo Lei? Quale rapporto ha la Alternative für Deutschland con Trump e con Putin?

Innanzi tutto va detto – cosa che volentieri si dimentica – che gli USA sono più di Trump e la Russia è più di Putin. L´esperienza storica ci insegna che una buona intesa fra Germania e Russia ha giovato molto a entrambe le nazioni. Ciò significa che la Russia deve restare un importante partner politico ed economico: ciò è per noi, per la Germania – che è una potenza di medie dimensioni, insomma è chiaro che la Germania non è una superpotenza –di grande importanza. D´altra parte non vedo alcuna contraddizione nell´avere una stretta intesa con gli USA e nel contempo con la Russia. Questo è il nostro ruolo, che peraltro vogliamo adempiere anche nell´interesse degli altri partner europei, poiché noi tedeschi possiamo essere gli interlocutori – sì, diciamo pure gli interlocutori –, sicché si può dire che tutte le altre nazioni europee possono trarre vantaggio da un buon rapporto fra Germania e Russia. Allo stesso modo, nei rapporti con gli USA, potrebbero giocare un ruolo importanti Stati come l´Inghilterra determinando una certa armonia che si riverberebbe positivamente su tutto il resto dell´Europa. Il nostro compito consiste in realtà nello svolgere una mediazione e nel creare un bilanciamento fra USA e Russia, là dove occasionalmente emergono tensioni e conflitti fra interessi diversi – circostanza di per sé normale. Noi tedeschi non dovremmo lasciarsi strumentalizzare, come è accaduto nel caso di queste sanzioni contro la Russia che giudico assolutamente dannose e stupide. Vengo ora a Putin e a Trump. Chiaramente, quanto Putin e Trump annunciano e lasciano intendere è un problema. Ci si chiede come si debba procedere quando le due personalità lì al potere – assumiamo ora un atteggiamento critico nei loro confronti – l´una, Trump, persegue una politica imprevedibile e volubile, e l´altra, Putin, una politica in qualche modo autocratica – si pensi alla questione della Crimea etc. Ebbene, come si deve procedere? Credo che non vi sia una soluzione automatica e predefinita. È ovvio che non possiamo semplicemente mettere fra parentesi la Russia e gli USA o impartire loro buoni consigli: noi dobbiamo di fatto prendere le personalità guida di questi Paesi esattamente come esse sono, senza con ciò approvare tutto ciò che esse fanno. È chiaro tuttavia che per far ciò esistono canali differenti da quelli usati da Frau Merkel quando spiega pubblicamente a Trump quali siano le condizioni alle quali lei è pronta a lavorare con lui.

Lei ritiene che in quella circostanza Angela Merkel commise un errore…

Ritengo che i modi usati da Frau Merkel fossero sbagliati. Ci si parla a quattr´occhi, si affrontano simili questioni e si dice semplicemente che così non va. Ma bisogna procedere con grande cautela, si tratta di diplomazia. Se oggi un politico tedesco di livello regionale si credesse in diritto di spiegare a Trump come va il mondo, beh, questo sarebbe certamente imbarazzante e controproducente.

Qui si delinea a mio parere una differenza con la politica della Merkel, la quale tende a porsi come garante della stabilità della Germania e della intera EU, talvolta in aperta contrapposizione a Putin o a Trump. Sotto questo aspetto La Alternative für Deutschland assume dunque una prospettiva diversa, diciamo pure meno intransigente nei confronti di personalità come Putin o Trump?

Se si ricorda come agì Frau Merkel all´indomani dell´elezione di Trump, quando gli spiegò le condizioni stringenti alle quali sole lei era disposta a lavorare con lui, ciò fu imbarazzante. Non si agisce così nel caso di una superpotenza. Che Frau Merkel assuma un po’ questo ruolo, per cui lei rappresenterebbe la voce della Ragione, è certo una buona mossa politica: insomma è chiaro che la signora non è stupida, è una politica molto navigata, questo lo si capisce da sé e dobbiamo riconoscerglielo. Però è chiaro che in lei c´è anche un po’ di artificio, un po’ di posa. D´altra parte, come Germania, abbiamo di fatto un ruolo – che lo si voglia o no. Noi dobbiamo avere, per così dire, un spirito di iniziativa, dobbiamo cioè essere pronti a dare impulso a certe cose, a mettere temi in agenda. Non tanto nel senso che noi si debba spiegare all´Europa come si debba procedere e che cosa debba essere fatto, ma insomma, certamente, in quale direzione si debba andare. Nel frattempo è accaduto anche che uno dei governi polacchi abbia richiamato la Germania alla sua qualità di guida [Führungsqualität]: “questo ruolo di guida [Führungsrolle] vi spetta, dovette semplicemente accettarlo”, è stato detto. Ora, se la Polonia, dopo una storia millenaria di reciproci conflitti con la Germania, afferma che noi tedeschi dobbiamo assumere questo compito di guida, io credo allora che sotto questo aspetto dovrebbe essere fatto di più, ritengo insomma che noi, data la situazione, si debba pienamente accettare il ruolo che ci capita in sorte [zufällt]. Certo, non per arroganza o senso di superiorità: si tratta di un ruolo difficile, in una certa misura si devono coinvolgere anche gli altri Stati, ma nello stesso tempo si deve mostrare appunto… qualità di guida [Führungsqualität].

Lei parla in sostanza di una leadership tedesca. In Italia è stato anche opposto alla Merkel di mancare proprio di quella leadership che la avrebbe resa un politico genuinamente europeo, continentale. Frau Merkel – così si argomenta – non sarebbe riuscita davvero a unire i vari Paesi europei sotto un´egemonia tedesca condivisa e accettata poiché proprio la politica della Bundeskanzlerin avrebbe provocato, o non sanato, gli squilibri fra i Paesi della Eurozona. Ritiene che vi sia del vero in questo genere di analisi? Come valuta, in generale, la politica della Cancelliera?

Diciamo intanto che i nostri due Paesi, Germania e Italia, hanno una narrazione che è loro propria, circostanza che ora per fortuna si sta modificando ma che comunque ritengo sia sempre in gioco. Ora, io condivido del tutto la critica per cui Frau Merkel non è un´autentica personalità guida. Ci sono anche alcune analisi della politica merkeliana, che non si riferiscono soltanto alla politica interna, il cui tenore è in generale quello per cui la Merkel, in politica, ha sempre e solo re-agito, insomma si è comportata in modo opportunistico. Prendiamo l´esempio di Fukushima, dove è accaduto un incidente serio a causa di uno tsnunami, cioè di un fenomeno naturale che semplicemente accade in quella regione del mondo, ma che non si verifica in Germania. Ci sono stati certo terremoti in Germania, ad esempio Basilea fu una volta distrutta da un terremoto, credo fosse il 14esimo secolo. In ogni caso, né tsunami né terremoti hanno un ruolo di rilievo in Germania. L´incidente accaduto in Giappone ha naturalmente impressionato tutti, ma che cosa ha fatto Frau Merkel? [Spegnendo le centrali nucleari tedesche] ha agito in modo del tutto irrazionale e insensato, l´intera politica delle energie rinnovabili non è buona. Consideriamo anche la crisi dei migranti: Frau Merkel, agendo in solitaria, ha creato seri problemi a tutta l´Europa. Ad esempio, gli stati balcanici hanno avuto problemi che, senza la Merkel, non avrebbero mai avuto, e questo è certamente anche il caso dell´Italia. E poi improvvisamente Macedonia e Ungheria dovrebbero fare tutto il lavoro sporco… Su questo tema c´è un libro, “Die Getriebenen”, che indaga con precisione i processi che si sono svolti nel 2015 e mostra perché l´intera operazione sia fallita. È evidente, infatti, che è del tutto legittimo rendere sicuri i confini, così come è ovviamente legittimo richiamarsi alla nostra Costituzione, ove letteralmente si dice che lo straniero che arrivi in Germania da un Paese sicuro non ha diritto di asilo. Tuttavia Frau Merkel, in ultima analisi, non ha fatto nulla, e non ha fatto nulla per paura della stampa e di un danno di immagine. Certo, a tutta prima questa applicazione delle leggi già esistenti appare spaventosa, ma l´assunzione di responsabilità consiste anche in scelte coraggiose.

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