La jihad, la violenza e noi “Generazione Isis” di Olivier Roy
- 03 Luglio 2017

La jihad, la violenza e noi “Generazione Isis” di Olivier Roy

Scritto da Matteo Rossi

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Conflitti in Medio Oriente e terrorismo in Europa

Se lo jihadismo contemporaneo nasce dall’islamizzazione della violenza dei giovani europei di seconda generazione o convertiti, se cioè l’appello alla fede islamica rappresenta la narrazione con cui dare senso a una disponibilità alla violenza già presente e formata in modo autonomo dalla religione, risulta allora necessario politicamente e teoricamente separare due questioni tra loro non collegate. I conflitti in Medio Oriente che oppongo stati musulmani, coalizioni internazionali e Isis sono per Roy un problema slegato dal terrorismo europeo di matrice jihadista: si tratta di fenomeni distinti che hanno origini reciprocamente indipendenti e che vanno affrontati in modo differente.

Isis e al-Qaeda non hanno dovuto creare la violenza dei giovani europei, ma hanno potuto attingere a una riserva di militanti formati in autonomia, sfruttandola per i propri scopi (p.11-12).

«I conflitti del Medio Oriente hanno un carattere profondamente regionale che ha poco a che vedere con una fantomatica guerra planetaria tra le civiltà e di civilizzazione. La jihad globale è del tutto sconnessa dai conflitti mediorientali, e ciò rende assai difficile decifrare la strategia dell’Isis.» (p.103).

Di conseguenza, è necessario prendere atto del fatto che la distruzione delle organizzazioni in Medio Oriente non metterà fine al terrorismo in Europa (p.50): non sarà la sconfitta dell’Isis o di al-Qaeda a porre fine alla violenza nichilista dei giovani europei di seconda generazione, perché non sono stati Isis e al-Qaeda a crearla, ma la società in cui questi giovani sono nati e cresciuti.

Il jihadismo è un fenomeno estremamente contemporaneo che trae le proprie caratteristiche dalla nostra contemporaneità: è un fenomeno giovanile e generazionale in una società giovanilista, un fenomeno individuale e anti-comunitario in una società individualista, un fenomeno che si nutre di immagini e auto-rappresentazioni in una società fondata sull’immagine, è un fenomeno violento che si nutre della violenza e del militarismo della realtà contemporanea.

Dobbiamo quindi iniziare a capire, e il saggio di Roy ci aiuta a farlo, che ben prima di essere terrorismo islamista, quello che colpisce Parigi, Londra, Bruxelles e Berlino, è un terrorismo europeo, fatto da europei contro altri europei. Così, per comprendere il terrorismo contemporaneo, molto prima che alle contraddizioni dell’Islam, dovremmo guardare alle contraddizioni delle nostre società occidentali e capitaliste.

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Per approfondire:

-D. Di Cesare, Terrore e modernità, Torino, Einaudi, 2017.

-R. Guolo, L’ultima utopia. Gli jihadisti europei, Milano, Guerini e Associati, 2015.

-F. Marone, La politica del terrorismo suicida, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2013.


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Scritto da
Matteo Rossi

Nato a Genova nel 1993, si è laureato in Scienze Politiche presso l’Università di Pavia, con una tesi sul rapporto tra esclusione e violenza politica, e si è diplomato in Scienze Sociali presso l’Istituto di Studi Superiori (IUSS) di Pavia. Attualmente frequenta il corso di laurea magistrale in Relazioni Internazionali presso l’Università di Bologna.

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