Oltre la Repubblica degli Ayatollah: nascita e istituzione della Repubblica Islamica dell’Iran
- 05 Febbraio 2019

Oltre la Repubblica degli Ayatollah: nascita e istituzione della Repubblica Islamica dell’Iran

Scritto da Rassa Ghaffari

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Khomeini oltre la distinzione tra religione e identità nazionale

Il dibattito contemporaneo sulla natura della Rivoluzione e della sua ideologia ha avuto tanti sostenitori quanti critici; questi ultimi non provengono necessariamente dalle fila dei pensatori islamici e degli amici della rivoluzione. Molti studiosi, più o meno di recente, hanno voluto cercare un’interpretazione alternativa degli eventi accaduti in quello che era stato, fino ad allora, uno dei maggiori alleati degli Stati Uniti in Medio Oriente.

Secondo Hamid Dabashi, la vulgata antirivoluzionaria non riuscirebbe a catturare la natura innovativa, ibrida, ma allo stesso tempo così moderna dell’ideologia islamica alla base della Rivoluzione iraniana: «[t]he constitutional build-up of ‘the Islamic Ideology’ was a politically necessitated hybrid between innate Islamic (Shi’i) revolutionary dispositions and imported secular (left and liberal) ideologies…At the same time that ‘the Islamic Ideology’ harshly condemned…secular ideologies, it borrowed heavily from their language and logic, their rhetoric and romance, to construct its own claim on political truth… That no Islamic ideologue noted the thunderous contradiction in terms of ‘the Islamic ideology’ is a clear indication of how deeply and convincingly secular ideas, with the almost magical touch of ‘The West,’ had penetrated and shaped the very constitution of ‘the Islamic Ideology’»(Dabashi, 1993, p.7).

Costruire le sfere del religioso e del politico come opposte ed antitetiche è fuorviante e pericoloso, avverte Dabashi: i fatti del ‘79 ci mostrano con estrema chiarezza come sacro e secolare si intreccino e da questo intreccio emergano nuove categorie analitiche che richiedono un ulteriore sforzo di comprensione ed interpretazione. Il caso iraniano sembra voler minare alle fondamenta non solo la distinzione tra sacro e secolare, ma anche quella tra religione e identità nazionale; la figura di Khomeini stesso, si presta ad essere rivisitata criticamente da questo punto di vista: “While his thought is based on sources and ideas that are absolutely traditional”, scrive Sami Zubaida, «his action seems to reach innovative findings, plausible only within the frame (implicit in the work of Khomeini himself) of the modern Nation-state and its political forms» (Zubaida, 1993, p. 50).

Zubaida non si ferma qui: continua dimostrando come la teoria politica sviluppata dalla Guida Suprema possa essere considerata, nella sua sostanza, moderna; l’idea del popolo come unica e vera forza politica in grado di trasformare l’assetto istituzionale della nazione, un popolo che costituisce, di per sé, la nazione, intervenendo per contestare il proprio sovrano quando lo avverte come inadeguato, è radicalmente moderna. Moderna può essere considerata anche la centralità assegnata dallo Stato iraniano come “redeemer nation” (Ramazani, 1988; Hutchinson, Lehman, 1994), a cui spetta, sotto la guida di un governo virtuoso, il compito di diffondere e difendere i valori della Rivoluzione. E moderna è la suddivisione dei poteri. Inoltre, il cambiamento politico-istituzionale causato dalla Rivoluzione, ricalca in parte la traiettoria seguita dalle potenze occidentali che affrontarono il processo di modernizzazione e creazione del moderno Stato-nazione nel XVI secolo.

Pensatori come Qutb, Maududi e Khomeini, si sono schierati contro l’idea di modernità e hanno tentato di elaborare istituzioni e fonti di legittimazione delle norme alternative; tuttavia, c’è chi sostiene che il loro pensiero possa essere interpretato come una lettura moderna dell’Islam che ha adottato gli strumenti della moderna scienza e tecnologia e gli strumenti concettuali propri del moderno Stato-nazione ai fini della loro particolare interpretazione della religione islamica (Saffari, 2013).

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Scritto da
Rassa Ghaffari

Nata in Italia nel 1991 ma di origini iraniane, ha sempre viaggiato e vissuto tra i due paesi. Dottoranda in sociologia all'Università di Milano Bicocca con un progetto sui cambiamenti dei ruoli di genere tra i giovani in Iran. In precedenza ha studiato Studi Internazionali a Bologna e Studi Afro-Asiatici a Pavia. I suoi temi di ricerca principali sono l'Iran e il conflitto israelo-palestinese, le tematiche di genere e la condizione giovanile.

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