“La Banca che ci manca” di Pierluigi Ciocca

Pierluigi Ciocca

Recensione a: Pierluigi Ciocca, La banca che ci manca. Le banche centrali, l’Europa, l’instabilità del capitalismo, Donzelli Editore, Roma 2014, pp. VIII-136, 16 euro (scheda libro).


Il testo di Pierluigi Ciocca La banca che ci manca è un breve ma significativo saggio rivolto a un pubblico vasto. Oggetto del volume è il ruolo che una banca centrale dovrebbe avere all’interno di un sistema economico avanzato.

Con maestria l’Autore riesce a presentare due paradigmi di central banking contrapposti e a proporre una retrospettiva storica alla luce di tali lenti. Il primo paradigma, che viene estrapolato dal pensiero economico ricardiano, vedrebbe nel mantenimento della stabilità degli aggregati monetari e nel ricorso a regole non discrezionali il principale compito di una banca centrale. Dall’altra parte della barricata vi è un’idea meno rigida, fatta risalire a Thorton, che individua tra i ruoli della banca centrale, oltre il mantenimento della stabilità dei prezzi e degli aggregati monetari, la stabilizzazione dell’economia e del sistema finanziario. Così la storia monetaria del capitalismo appare come un pendolo che oscilla dai due principi passando da Keynes a Hayek, da Minsky a Friedman, da Trichet a Greenspan fino ad arrivare alla crisi finanziaria del 2007.

La narrazione proposta è funzionale all’Autore per entrare nel dibattito attuale, appoggiando la politica monetaria di Mario Draghi ed elencando le tre linee guida che dovrebbero emergere da un rinnovato Statuto della BCE. In dettaglio, per quanto concerne la politica monetaria, la banca centrale dovrebbe avere l’obbiettivo della stabilità dei prezzi, nella cura del sistema finanziario esercitare il ruolo di prestatore di ultima istanza ogniqualvolta emergano problemi di liquidità ma anche, andando “oltre Bagehot”, al sostegno di operatori insolventi quando necessario e, in fine, al finanziamento dello Stato e delle pubbliche istituzioni nell’ipotesi di una crisi di liquidità ma non di solvibilità.

Nelle linee indicate da Ciocca emerge anche un sentiero, forse l’unico, di riassestamento dell’eurozona dopo la crisi finanziaria e dei debiti sovrani da cui ancora non siamo usciti. Ciocca vede e descrive gli squilibri all’interno dell’unione monetaria e afferma che la strada per la convergenza non possa che passare da un forte commitment rispetto alla stabilità dei conti pubblici per i paesi dell’Europa meridionale e per la Francia, combinata ad un cambio di politica economica da parte della Germania.

Continua a leggere – Pagina seguente


Indice dell’articolo

Pagina corrente: Due paradigmi di central banking

Pagina 2: Ciocca e la banca oltre flessibilità e rigore


Vuoi aderire alla nuova campagna di abbonamento di Pandora? Tutte le informazioni qui

Nato nel 1987 a Rimini. Laureato in discipline economiche all'Università Bocconi. Attualmente dottorando in Economia e Management all'università di Trento.