“La quarta sponda. Dalla guerra di Libia alle rivolte arabe” di Sergio Romano
- 12 Aprile 2016

“La quarta sponda. Dalla guerra di Libia alle rivolte arabe” di Sergio Romano

Scritto da Lorenzo Mesini

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Conclusioni

Nel complesso “La quarta sponda” si dimostra un libro di piacevole e fertile lettura: ne risulta una ricostruzione dettagliata, e al contempo accessibile al pubblico dei lettori non specialisti, dei maggiori snodi della storia libica. Rispetto ai principali saggi italiani dedicati alla colonizzazione della Libia, “La quarta sponda” si distingue per l’approccio e lo stile dell’Autore. Romano, ex ambasciatore di orientamento liberal-conservatore, non condivide l’afflato anticolonialista di studiosi come Angelo Del Boca. Romano non è mosso in prima battuta dall’esigenza di elaborare un giudizio politico e morale di un capitolo discutibile della storia italiana. Al contrario, ricostruisce con gli occhi e la sensibilità di un esperto diplomatico le vicende dell’avventura coloniale italiana, mettendo in evidenza i limiti, le deficienze e le responsabilità della classe dirigente nazionale nello svolgimento delle sue funzioni. L’Autore adotta inoltre nella trattazione uno stile più narrativo rispetto a quello canonico adottato dalla saggistica in cui gli storici dell’accademia sono soliti raccogliere ed esporre i frutti delle proprie ricerche. Romano riesce tuttavia a coniugare efficacemente il taglio narrativo della sua ricostruzione con l’approfondimento analitico di una serie di temi centrali, come la nascita e gli sviluppi del nazionalismo arabo. Purtroppo l’attenzione dedicata alle diverse fasi della storia libica non è la medesima lungo il libro: la maggior parte dei capitoli verte infatti sulle vicende coloniali. Alla Libia di re Idris I e di Gheddafi vengono dedicati solo gli ultimi capitoli e nell’affrontarli il lettore percepisce l’accelerazione impressa dall’Autore al ritmo della sua analisi. Da questo punto di vista l’equilibrio interno tra le varie parti del libro risulta decisamente pendente a favore delle vicende coloniali. Nonostante ciò il libro offre all’opinione pubblica un ottimo esempio di analisi storico-politica di un importante capitolo della nostra storia e di un paese le cui vicende resteranno, per diversi motivi, ancora per molto tempo al centro dell’attenzione della politica estera italiana.

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Scritto da
Lorenzo Mesini

Bolognese, classe '92. Laureato in Scienze filosofiche al Collegio Superiore dell'Università di Bologna. Attualmente è dottorando in Filosofia presso la Scuola Normale di Pisa. Appassionato di arti marziali. Scrive su diverse riviste cartacee e online.

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