“La sinistra radicale in Europa” di Marco Damiani
- 28 Marzo 2017

“La sinistra radicale in Europa” di Marco Damiani

Scritto da Pietro Moroni

11 minuti di lettura

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La sinistra radicale in Europa

Nella parte terza del suo libro, Damiani mostra il processo politico che porta i partiti della new left europea a cercare una composizione sovranazionale che agevoli la loro azione unitaria. Anche qui l’Autore parte dalla storia e quindi dai comunisti e dell’eurocomunismo, notando le premesse dei rapporti col progetto europeo della sinistra radicale all’interno dei diversi partiti comunisti europei, con il PCI a guidare l’ala più europeista. Nei decenni successivi le contraddizioni fra gli europeisti, le varie sfumature di euroscetticismo, e gli anti-europeisti, portano a notevoli difficoltà nell’impostare un dibattito e una famiglia parlamentare unica europea. Damiani mostra in questa parte la nascita e il successo del gruppo parlamentare Gauche unitaire européenne/Nordic Green Left (GUE-NGL) e il suo rapporto coi partiti comunisti più ortodossi, che hanno infatti progressivamente abbandonato il gruppo. Di particolare pregio è la ricostruzione della nascita del partito europeo Sinistra Europea (SE), nata nel 2004, che si pone l’ambizione di raccogliere l’interezza della sinistra radicale europea in un partito simile al PSE e al PPE. Anche in questa trattazione l’Autore si avvale di testimonianze storiche dei protagonisti del tempo.

Un altro tema affrontato nella parte seconda e, in misura minore, nella parte terza, è quello dell’andamento elettorale e dei rapporti della sinistra radicale coi tradizionali partiti socialdemocratici. La parte seconda è infatti dedicata a configurazione e andamento elettorale dei partiti di sinistra radicale, accompagnando le analisi dell’Autore a numerosi grafici e tabelle che agevolano notevolmente la lettura e la comprensione della mole di dati fornita. Emerge abbastanza chiaramente che gli elettorati di sinistra radicale e sinistra riformista sono, in parte, comunicanti. Il successo e la credibilità dei partiti socialdemocratici tende a ridurre la base elettorale della sinistra radicale, la quale dal canto suo riceve i suoi migliori risultati proprio quando gli elettori si sentono traditi dai loro rappresentanti della sinistra riformista tradizionale. Appare dunque che sinistra radicale e sinistra socialdemocratica siano effettivamente due pesi di una stessa bilancia.

Il tema ulteriore delle alleanze, invece, viene affrontato, come è normale, nel corso di tutto il libro, visto che è spesso indissolubile dalle vicende e dalle polemiche interne che hanno segnato la storia della sinistra radicale in Europa. Lo scenario che ci viene consegnato è assai vario. Non sta a questa recensione soffermarsi sui motivi e le dinamiche che hanno portato alcuni partiti della new left a diffidare dai riformisti, ma è comunque utile dare il quadro generale di arrivo, considerando anche gli sviluppi posteriori all’uscita del libro. Il Front de Gauche e il PCF rimangono ostili all’ipotesi di collaborazione col PS da posizione minoritaria. Tutti i dirigenti del Front sono concordi nel ritenere che un’alleanza col PS sarebbe possibile solo se questo fosse ridotto a una posizione minoritaria, e che quindi vedrebbe il Front come senior partner e prima formazione della sinistra. Aspirazione ancora velleitaria nel giugno 2016, sarà molto interessante vedere gli sviluppi in Francia se, come pare dai sondaggi, Mélenchon, con il cartello elettorale France Insoumise costruito su FdG e PdG, riceverà più voti di Hamon e del PS, menomato dalla scissione di Macron. Izquierda Unida e Podemos hanno avviato un confronto che si è concluso nella formazione di Unidos Podemos (avvenuta oltretutto dopo la scrittura del libro di Damiani), che pare intenzionata a voler diventare primo partito della sinistra spagnola. Molto più aperta è la Linke, che già governa con verdi e socialdemocratici in molti Länder tedeschi, sia in posizioni maggioritarie che minoritarie, e che pare ansiosa di superare il veto pregiudizialmente anti-comunista della SPD sul livello nazionale. Il tema, sia per l’ala più vicina alla socialdemocrazia, che per quella comunista, è molto pragmatico ed è il dover concordare un programma di governo negli interessi dei lavoratori e ostile a privatizzazioni e compressione dei salari.

Conclusioni

Nel suo libro, Damiani ricostruisce con precisione e attenzione i processi che hanno segnato queste esperienze politiche fino ad oggi, ma con ammirevole pazienza e semplicità, rendendo la lettura accessibile e congeniale a diversi livelli di conoscenza: in questo l’Autore si dimostra in grado di arricchire tanto un lettore già pratico dei temi trattati, quanto un neofita della storia dei partiti politici europei.

Un libro davvero fondamentale per conoscere e comprendere la storia e il senso della sinistra radicale in Europa. Come spiegato dallo stesso Autore, e come dimostrato dall’alleanza fra Podemos e IU in Unidos Podemos, la sinistra radicale è una storia in fieri, di cui oggi stesso assistiamo a successi, traguardi, arretramenti e sconfitte. Auspichiamo l’uscita di libri come questo, che abbiano l’ambizione di unire ricostruzione storica e analisi politica scientifica su fenomeni così vicini a noi, magari ampliando la trattazione ad altri partiti.

A prescindere da quel che se ne pensi, la sinistra radicale in Europa svolge una funzione importante di rappresentanza di vari interessi e valori che, negli ultimi decenni, sono stati forse troppo trascurati dalla sinistra tradizionale. I partiti della sinistra radicale, quando non si chiudono nel settarismo o non si perdono nel movimentismo senza masse, possono svolgere tanto un ruolo di contrasto all’egemonia neoliberale, quanto di costruzione di un paradigma alternativo in collaborazione con le altre forze di sinistra aperte al confronto.


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Scritto da
Pietro Moroni

Classe 1992, nato a L'Aquila, vive a Roma. Laureato in International Relations, dipartimento di Scienze Politiche LUISS, con 110 e lode.

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