Le origini statunitensi della crisi. Prima parte: La Great Moderation e i derivati
- 06 Novembre 2015

Le origini statunitensi della crisi. Prima parte: La Great Moderation e i derivati

Scritto da Giacomo Cucignatto

7 minuti di lettura

Pagina 2 – Torna all’inizio

Great Moderation e deregulation

Per una piena comprensione delle origini della crisi, in ogni caso, si deve considerare complessivamente il periodo della “Great Moderation”6. Minore volatilità macroeconomica, bassa inflazione, crescita sostenuta, occupazione stabile e minore incertezza sul mercato: prima della crisi la stragrande maggioranza delle analisi economiche esaltava l’età dell’oro del capitalismo, evidenziando la grande crescita dei commerci mondiali, dell’integrazione finanziaria, della mobilità dei capitali e persino l’uscita dal torpore dei paesi in via di sviluppo.

Questo prodigio economico era ed è tuttora collegato dai monetaristi a fattori quali la deregulation in ambito economico, la sofisticazione dell’industria della finanza, la maggiore apertura internazionale al commercio e ai capitali e la politica monetaria adottata dagli anni Ottanta in poi, con particolare riferimento alle politiche accomodanti dei primi anni del millennio con tassi d’interesse eccezionalmente bassi. Tutto questo avrebbe garantito la fine dell’instabilità del ciclo economico, riducendo radicalmente la frequenza e la severità delle crisi 7; proprio in questo periodo, paradossalmente, si è verificata l’euforia rialzista tipica delle crisi finanziarie.

La mania che si è verificata nella corsa all’acquisto nel settore immobiliare statunitense deve essere ricondotta anche alla passione degli americani per la casa di proprietà. Visco individua due cause principali alla base di questo fenomeno: “l’ipotesi che l’aumento continuo dei prezzi delle abitazioni potesse consentire di ridurre nel tempo il rapporto tra debito e valore dell’attività sottostante e la possibilità di ottenere mutui in corrispondenza del 100 per cento e più del valore dell’abitazione ipotecata8”. In altre parole, il clima di ottimismo della Great Moderation ha portato i mutuatari americani a pensare che la corsa dei prezzi immobiliari non si sarebbe mai interrotta e che ciò avrebbe facilitato l’estinzione dei propri debiti.

In questo contesto, le “misguided homeownership policies” avviate già dall’amministrazione Clinton hanno sicuramente giocato un ruolo rilevante 9. Il circolo vizioso di continuo rialzo dei prezzi è stato favorito inoltre dai meccanismi distorti inerenti la valutazione dei CDO da parte delle agenzie di rating che “vivono avendo rapporti contrattuali rilevanti con il tessuto delle società controllate, sono spesso figlie di banche d’investimento, che possono avere evidenti conflitti di interesse quali collocatori dei titoli e prestatori di danaro alle società che controllano le emissioni”10.

Un ulteriore risvolto della Great Moderation riguardava il mercato dei derivati: nei primi anni Duemila esso era indicato come lo strumento attraverso il quale si era finalmente riusciti a porre fine all’instabilità, poiché esso sarebbe stato in grado di diversificare la distribuzione del rischio a livello nazionale e globale, riducendo il rischio sistemico. Quando le banche concedevano un mutuo avevano infatti l’immediata possibilità di liberarsi dell’attivo bancario corrispondente e del rischio a esso connesso attraverso operazioni di vendita sul mercato; questo avrebbe dovuto permettere al sistema bancario di liberarsi di una parte dei rischi connessi alla concessione del credito. Aspettative stabilizzate e mercato finanziario più efficiente avrebbero, in conclusione, ridotto i rischi sul mercato, tant’è che all’epoca si diffuse tra gli operatori la convinzione che prestare denaro non fosse più un’attività rischiosa: con tassi d’interesse bassi, le banche alla ricerca di profitti concessero enormi quantità di prestiti; l’offerta di credito e la liquidità sui mercati aumentarono esponenzialmente.

Continua a leggere – Pagina seguente


Vuoi aderire alla nuova campagna di abbonamento di Pandora per i numeri 4,5 e 6? Tutte le informazioni qui

Scritto da
Giacomo Cucignatto

Giacomo Cucignatto, classe 1988. Laurea triennale in relazioni internazionali all'Università Cesare Alfieri di Firenze e specialistica in sviluppo economico e cooperazione internazionale all'Università di Bologna. Giornalista freelance, collabora con alcune riviste cartacee e online. I suoi principali interessi comprendono le crisi finanziarie internazionali, la storia economica europea e le RI nell'area mediorientale.

Pandora di carta

Seguici

www.pandorarivista.it si avvale dell'utilizzo di alcuni cookie per offrirti un'esperienza di navigazione migliore se vuoi saperne di più clicca qui [cliccando fuori da questo banner acconsenti all'uso dei cookie]