I leader politici su Facebook: cosa dicono i dati?
- 16 Luglio 2017

I leader politici su Facebook: cosa dicono i dati?

Scritto da Diego Ceccobelli

10 minuti di lettura

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Lo stile della leadership al tempo di Facebook

Questo breve articolo esaminerà tre variabili: la propensione a pubblicare post Facebook inerenti alle policy issue, volti ad attaccare uno o più avversari politici e quelli pop. Ognuna di queste variabili si confronta con uno dei tratti principali che caratterizza il dibattito scientifico sul tipo e la qualità della comunicazione politica contemporanea. Il focus sulle policy issue testimonia quanto la comunicazione contemporanea sia incentrata sui temi concreti (Figura 1) e si inserisce all’interno del dibattito che ipotizza una progressiva tendenza da parte degli attori politici a rifuggire l’elaborazione e condivisione del proprio programma e idee politiche, per concentrarsi su tematiche più leggere come eventi di cronaca, aneddoti che riguardano la propria vita privata o continue richieste di donazioni.

Facebook

Figura 1 Il primo ministro neozelandese, John Key, pubblica un post riguardo a una politica pubblica.

Secondariamente, l’analisi dell’attacco all’avversario politico (Figura 2) –quanto viene spesso descritto con il termine negative campaigning– permetterà di valutare se e quanto osservato ad esempio nella campagna elettorale che ha portato all’elezione di Donald Trump come 45° presidente degli Stati Uniti, rappresenti o meno la norma nella comunicazione sviluppata dai leader contemporanei su Facebook.

Facebook

Figura 2 Silvio Berlusconi attacca un avversario politico, Beppe Grillo, nella sua pagina Facebook.

Infine, ci si concentrerà sulla propensione a pubblicare contenuti pop –immagini della propria famiglia; con celebrità del mondo dello sport, del cinema o della televisione; oppure quei contenuti in cui il leader cerca di apparire come un cittadino comune (Figura 3) – nel dibattito scientifico italiano considerato uno dei tratti maggiormente caratterizzanti la comunicazione politica dei leader del Bel Paese.

Faceboob

Figura 3 Il primo ministro norvegese, Erna Solberg, pubblica un post che la ritrae nella sua casa privata a cucinare.

Partiamo dalla prima variabile: la tendenza a pubblicare post inerenti a politiche pubbliche (Tabella 1).

 

Tabella 1 – Le policy issue

LEADER % policy issue LEADER % policy issue
Franco (Par) 85,1 Lofven (Sve) 37
Massa (Arg) 71,5 Miliband (UK) 36,9
Shearer (Aus) 70,8 Silva (Bra) 36,6
Boehner (USA) 68,6 Solberg (Nor) 36,4
Humala (Per) 63 Mulcair (Can) 35,8
De Kirchner (Arg) 62,5 Romney (USA) 35,2
Gysi (Ger) 61,6 Tsipras (Gre) 34,7
Shorten (Aus) 60,5 Matthei (Cil) 34,6
Rousseff (Bra) 59,4 Lopez (Col) 34,5
Rubalcaba (Spa) 58,5 Ominami (Cil) 34,4
Cunliffe (NZ) 58,5 Schmidt (Den) 34
Gillard (Aus) 57,1 Epifani (Ita) 33,9
Keller (UE) 56,2 Le Pen (Fra) 33,4
Rutte (Ola) 55,6 Rudd (Aus) 33,2
Kenny (Irl) 54,7 Obrador (Mes) 32,8
Campos (Bra) 54,5 Monti (Ita) 32,2
Cameron (UK) 54 Cartes (Par) 32
Obama (USA) 53,1 Schulz (UE) 29,1
Jensen (Nor) 52 Abbott (Aus) 28,8
Ayrault (Fra) 52 Strache (Au) 28,6
Renzi (Ita) 52 Bachelet (Cil) 28,5
Clegg (UK) 51,6 Verhofstadt (UE) 28,3
Key (NZ) 50,5 Rinne (Fin) 28
Sanchez (Spa) 50 Juncker (UE) 27,8
Gilmore (Irl) 48,6 Madero (Mes) 27,7
Harper (Can) 47,7 Lasso (Ecu) 26,9
Rasmussen (Dan) 47,5 Medina (Bol) 26,6
Santos (Col) 47,3 Capriles (Ven) 26,1
Zuluaga (Col) 47,2 Steinbruck (Ger) 26
Kuczynski (Per) 47,1 Heber (Uru) 25,6
Urpilainen (Fin) 46,9 Neves (Bra) 24,9
Ramirez (Col) 46,7 Trudeau (Can) 24,1
Nieto (Mes) 43,3 Gutierrez (Ecu) 24
Mendez (Cil) 43 Bordaberry (Uru) 24
Rajoy (Spa) 42,9 Van Rompuy (UE) 23,8
Fillon (Fra) 42 Stoltenberg (Nor) 22,4
Store (Nor) 41,9 Fujimori (Per) 21,5
Di Rupo (Bel) 41,8 Berlusconi (Ita) 20,9
Faymann (Au) 41,2 Bersani (Ita) 20,2
Maduro (Ven) 41,1 Toledo (Per) 19,2
Grillo (Ita) 40,9 Samaras (Gre) 19
Letta (Ita) 40,5 Merkel (Gre) 15,9
Gabriel (Ger) 38,4 Correa (Ecu) 15,7
Alegre (Par) 38 Cope (Fra) 9,8
Lacalle (Uru) 9,5
TOTALE 38,3
MEDIA 39,6
MEDIANA 37
DS 15

 

Questa prima tabella esprime alcuni dati molto interessanti. Innanzitutto, ci dice che le idee e proposte di policy non sono affatto secondarie nella comunicazione su Facebook dei principali leader politici delle democrazie liberali contemporanee. Secondo, riporta una variazione molto significativa, andando dall’85,1% del ex presidente del Paraguay, Federico Franco, fino al 9,5% di Luis Alberto Lacalle, candidato alle presidenziali in Uruguay del 2014. Terzo, le analisi per determinare i fattori che spiegano questa variazione segnalano la presenza di un’unica variabile discriminante: la presenza di una campagna elettorale. In corrispondenza del voto i leader politici diminuiscono la propensione a pubblicare messaggi politici che includono una o più idee e proposte politiche, mentre non esiste alcuna variazione significativa se si controlla per altre variabili come la forma di governo, il genere, il posizionamento sull’asse sinistra-destra o il populismo.

E i leader italiani? Come attesta questa prima tabella, l’ex primo ministro Renzi è quello che utilizza la pagina Facebook con una maggiore tendenza a condividere messaggi che includano la propria idea/opinione/proposte su una o più politiche pubbliche, con un valore, il 52,0%, superiore sia alla media sia alla mediana di quelli corrispondenti ai leader presi in considerazione in questo studio. Viceversa, altri due leader italiani come Silvio Berlusconi e Pier Luigi Bersani sono due tra quelli che, in ottica comparata, condividono di meno messaggi con un esplicito riferimento a una politica pubblica. Anche all’interno di un singolo paese, come l’Italia, sussistono delle differenze molto significative nella propensione a incentrare il proprio stile comunicativo sulle policy issue. 

Per quanto concerne l’attacco agli avversari politici, se analizzata in ottica comparata la comunicazione su Facebook da parte dei principali leader politici delle democrazie liberali contemporanee non risulta particolarmente inondata di messaggi negativi (Tabelle 2). In totale, solamente il 12,6% dei messaggi analizzati in questo studio è stato redatto con l’unico intento di attaccare uno o più avversari politici. Il valore della mediana conferma questa scarsa propensione da parte dei leader politici ad attaccare i propri avversari su Facebook: la metà dei leader inclusi in questa ricerca ha pubblicato messaggi negativi con un valore inferiore al 6.9% del totale. Come per la pubblicazioni di post inerenti alle politiche pubbliche, anche per il negative campaigning emerge una varianza molto significativa, come testimoniato dalle percentuali che vanno dal 59,3% di Beppe Grillo allo 0,0% di ben 13 leader differenti.

Ma chi sono i leader che attaccano di più su Facebook? Come ampiamente atteso, sono i leader all’opposizione. Inoltre, al contrario di quanto riscontrato nella pubblicazione di post inerenti alle politiche pubbliche, in campagna elettorale la tendenza a pubblicare messaggi negativi si riduce drasticamente: nei giorni che precedono il voto anche i leader all’opposizione sviluppano un stile comunicativo maggiormente positivo.

 

Tabella 2 – Il Negative Campaigning

Leader % messaggi negativi Leader % messaggi negativi
Grillo 59,3 Ramirez 6,2
Obrador 52,0 Ominami 6,2
Gysi 50,9 Juncker 5,6
Shorten 49,1 Obama 5,4
Rubalcaba 45,1 Rousseff 5,0
Le Pen 43,8 Letta 4,3
Medina 43,3 Rinne 4,3
Boehner 37,1 Correa 4,3
Heber 35,9 Di Rupo 4,1
Shearer 35,7 Schulz 4,1
Strache 35,1 Renzi 4,0
Tsipras 30,1 Clegg 3,9
Keller 29,9 Lofven 3,7
Fillon 29,6 Store 3,5
Fujimori 28,0 Matthei 3,4
Berlusconi 27,1 Rudd 3,3
Lopez 24,6 De Kirchner 3,3
Miliband 22,0 Toledo 2,9
Capriles 21,7 Cameron 2,5
Mulcair 21,6 Samaras 2,4
Cope 20,5 Abbott 1,7
Romney 18,5 Lacalle 1,5
Mendez 16,0 Stoltenberg 1,4
Gutierrez 15,5 Rajoy 1,2
Madero 15,1 Humala 1,0
Sanchez 14,0 Solberg 0,9
Cunliffe 11,9 Harper 0,6
Epifani 11,8 Urpilainen 0,6
Silva 11,6 Alegre 0,5
Trudeau 11,0 Faymann 0,4
Zuluaga 10,8 Bachelet 0,3
Jensen 10,6 Ayrault 0,0
Verhofstadt 9,9 Cartes 0,0
Neves 9,7 Franco 0,0
Kuczynski 9,4 Gillard 0,0
Bersani 9,4 Gilmore 0,0
Massa 9,3 Kenny 0,0
Campos 9,0 Key 0,0
Gabriel 8,8 Merkel 0,0
Lasso 8,6 Nieto 0,0
Steinbruck 8,4 Rutte 0,0
Rasmussen 8,1 Santos 0,0
Monti 7,6 Schmidt 0,0
Bordaberry 7,1 VanRompuy 0,0
Maduro 6,9
TOTALE 12,6
MEDIA 12,3
MEDIANA 6,9

 

Infine, siamo abituati a considerare l’Italia come il paese della politica pop. Il luogo in cui i leader non si pongono particolari problemi nel partecipare a programmi di intrattenimento come Amici o Pomeriggio Cinque, essere intervistati da una rivista di gossip, parlare apertamente della propria vita privata oppure essere rappresentati come fossero dei cittadini comuni, vedi ad esempio quando si fanno fotografare al supermercato mentre fanno la spesa. Vale lo stesso anche per la comunicazione su Facebook? Siamo veramente il paese della comunicazione pop?

Come emerge dalla Tabella 3, la risposta a questa domanda è no. In ottica comparata, i leader italiani sono tra quelli meno pop su Facebook.

 

Tabella 3 – Messaggi Pop

LEADER % messaggi POP LEADER % messaggi POP
Stoltenberg 50,5 Campos 18,6
Schmidt 49,0 Mendez 18,0
Solberg 47,2 Alegre 17,5
Fujimori 46,7 Lasso 17,4
Rudd 42,6 Steinbruck 17,3
Di Rupo 40,1 Rousseff 17,2
Massa 38,8 Grillo 17,0
Gillard 38,7 Maduro 16,3
Store 38,4 Medina 16,3
Key 35,5 Merkel 16,2
Humala 34,0 Obrador 16,0
Jensen 34,0 Toledo 15,4
Abbott 33,5 Urpilainen 14,0
Santos 33,1 Silva 13,5
Ominami 32,3 Renzi 13,0
Trudeau 32,2 Lopez 12,8
Gutierrez 32,0 Miliband 12,7
Obama 31,6 Verhofstadt 12,6
Franco 31,0 Juncker 12,5
Cunliffe 30,0 Boehner 12,4
Cameron 29,8 Gilmore 12,1
Neves 29,5 Bordaberry 11,7
Rasmussen 28,3 Keller 11,4
Matthei 26,5 Clegg 11,0
Shearer 25,7 Zuluaga 10,8
Kuczynski 25,6 VanRompuy 10,8
Nieto 25,6 Kenny 10,6
Cartes 25,2 Madero 10,3
Ayrault 25,0 Sanchez 8,0
Mulcair 24,9 Gysi 7,5
Shorten 24,6 Fillon 7,4
Romney 24,5 Samaras 6,0
Capriles 24,1 Monti 5,8
Correa 23,7 Gabriel 5,7
Harper 23,4 Rubalcaba 5,5
Lacalle 23,0 Berlusconi 5,5
Faymann 22,2 Heber 5,1
Strache 21,3 Bersani 5,0
De Kirchner 21,0 Le Pen 3,6
Bachelet 20,5 Rajoy 3,5
Rinne 20,4 Letta 2,3
Lofven 20,0 Tsipras 2,3
Schulz 19,5 Cope 1,9
Rutte 19,3 Epifani 0,8
Ramirez 19,0
TOTALE 20,8
MEDIA 20,4
MEDIANA 19,0
DS 11,9

 

Come mai? Dalle analisi effettuate per individuare i fattori in grado di spiegare la tendenza a pubblicare contenuti pop su Facebook, emerge come siano principalmente tre le variabili da prendere in considerazione: la forma di governo, la fiducia nelle istituzioni e l’età. I leader che pubblicano maggiormente contenuti pop su Facebook sono quelli che operano all’interno di paesi con una forma di governo presidenziale, con una elevata fiducia nelle istituzioni e quelli più giovani. I leader più pop su Facebook sono ad esempio quelli scandinavi –dove la fiducia nelle istituzioni rappresenta uno dei tratti maggiormente caratterizzanti queste democrazie liberali – oppure i leader statunitensi e latinoamericani, dove la presenza di una forma di governo presidenziale spinge dunque gli attori politici a costruire un rapporto più personale ed emotivo con i propri elettori.

Per quanto concerne il rapporto positivo tra pubblicazione di messaggi pop su Facebook e fiducia nelle istituzioni, è interessante notare come quasi tutti i leader con le percentuali più basse di messaggi pop su Facebook sono quelli che si associano ai paesi con i livelli più bassi di fiducia nelle istituzioni: Italia, Spagna, Grecia, Francia e Irlanda. Mentre per leader politici come Renzi e Berlusconi rappresenta la norma sviluppare una comunicazione pop sui media tradizionali, si pensi alle loro interviste su programmi di intrattenimento o su riviste di gossip, la bassissima propensione a sviluppare una comunicazione pop su Facebook potrebbe essere dettata proprio dalla scarsa fiducia nelle istituzioni, fattore che spingerebbe i cittadini, in questo caso italiani, a inondare di commenti negativi quei post in cui il politico scegliesse di pubblicare messaggi in cui il suo lavoro di amministratore della cosa pubblica politica risultasse secondario.

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Scritto da
Diego Ceccobelli

Classe 1986. Assegnista di ricerca in Comunicazione Politica. Dottore di ricerca in Scienza della Politica presso la Scuola Normale Superiore. I suoi principali interessi di ricerca sono nel campo della comunicazione politica e del comportamento elettorale, in particolar modo in ottica comparata.

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